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Papa Francesco domenica a Carpi e Mirandola, le terre del sisma del 2012

di Carlo Marroni

Papa Francesco (Lapresse)

3' di lettura

Un'altra trasferta del Papa in Italia: domenica 2 aprile Francesco sarà a Carpi e Mirandola, il cuore dell'Emilia colpito dal sisma del 2012 che fece 28 morti e grandi danni ad edifici e aziende e poi tornato rapidamente nel pieno dell'attività. Bergoglio partirà alle 8.15 dall'eliporto vaticano e circa un'ora e mezzo dopo atterrerà al campo di rugby “Dorando Pietri” a Carpi, dove la visita sarà seguita da circa 70mila persone (e in diretta continua da TV2000). Il rientro nel tardo pomeriggio dello stesso giorno in Vaticano.

In piazza a Mirandola il discorso alle popolazioni colpite dal sisma
La prima tappa pubblica del viaggio sarà la rinascimentale Piazza Martiri, a Carpi, dove affaccia la Cattedrale restaurata dopo il terremoto ed inaugurata appena sabato scorso, presente il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin. Dopo l'Angelus, la benedizione delle prime tre pietre di tre nuovi edifici nella Diocesi: la parrocchia di Sant'Agata in Carpi, la Casa di esercizi spirituali di Sant'Antonio in Novi e la “Cittadella della carità” in Carpi. Quest'ultima - riferisce Radio Vaticana - ospiterà gli uffici della Caritas, ma sarà anche un aiuto per le famiglie in difficoltà, per i giovani, e soprattutto un centro di accoglienza per i padri separati con problemi economici. Intorno alle 13 il Papa pranzerà presso il Seminario vescovile con i vescovi della Regione, i sacerdoti anziani residenti nella Casa del Clero e i seminaristi. Poi l'incontro con sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi. Quindi, si recherà per breve tempo nella Cattedrale prima di trasferirsi in auto a Mirandola, dove sosterà nella Piazza antistante l'ingresso del Duomo, ancora inagibile in seguito al sisma. Seguirà un discorso alle popolazioni colpite dal terremoto: l'ultimo appuntamento, prima del rientro in Vaticano, sarà proprio l'omaggio floreale al monumento che ricorda le vittime del terremoto nella zona adiacente alla parrocchia di San Giacomo Roncole di Mirandola.

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Parolin: sisma e altri drammi «non possono avere l’ultima parola»
«Il terremoto, come altri drammi che possono scuotere la società, con i loro lutti e devastazioni, non hanno l'ultima parola» aveva detto sabato scorso il cardinale Pietro Parolin durante la solenne concelebrazione di riapertura al culto della cattedrale di Santa Maria Assunta. «Con l'aiuto del Signore e perseverando con operosità e coraggio la vita rinasce, le ferite si cicatrizzano e si ritorna a camminare insieme, a sperare, a progettare e a costruire» aveva aggiunto, per poi mettere in guardia dalla «tentazione di insistere solo sul male, sul negativo e perfino di spettacolarizzare le tragedie». «Ripetere incessantemente ciò che non va, non funziona, minimizzando il bene, procura apatia e sfiducia, genera disimpegno e falsa la stessa realtà, facendola vedere fosca e nera, anche quando è solo increspata da qualche nuvola», aveva avvertito Parolin. «L'insistenza sull'albero che crolla piuttosto che sulla foresta che cresce indebolisce la speranza e la propensione a investire sul futuro da parte degli adolescenti e dei giovani». Proprio il segno della riapertura della cattedrale dimostra, secondo il cardinale, «che il terremoto può colpire e ferire, ma non può sconfiggere e annichilire, può danneggiare e far tremare la terra, ma non può disgregare e disperdere una comunità che s'impegni a rinascere».
Il prossimo viaggio (già programmato) del Papa in Italia sarà il 27 maggio a Genova, diocesi del cardinale Angelo Bagnasco, che per quell'epoca avrà già passato il testimone della presidenza della Cei.

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