L’annuncio del sinodo

Papa Francesco: «Giovani fare sentire il vostro grido per un mondo migliore»

(LaPresse)

3' di lettura

«Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità». «Non abbiate paura» di fare «scelte
audaci», «non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare». Lo chiede il Papa in una lettera ai giovani di tutto il mondo con cui accompagna il documento preparatorio del sinodo sui giovani, in agenda per il 2018. Il Papa afferma il desiderio della Chiesa di «mettersi in ascolto» della vostra voce dei
giovani. «Fate sentire il vostro grido».

Tanti ragazzi costretti a lasciare la propria terra
Oggi tanti ragazzi sono costretti a lasciare la propria terra a causa della
«prevaricazione, dell'ingiustizia e della guerra». «Molti giovani sono sottoposti al ricatto della violenza e costretti a fuggire dal loro paese natale. Il loro grido sale a Dio», ha scritto il Papa nella lettera ai giovani del mondo in cui annuncia il sinodo a loro dedicato. Terra nuova deve essere «una società più giusta e fraterna che voi desiderate profondamente e che volete costruire fino alle periferie del mondo».

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I minori, migranti senza voce
Sono i migranti più vulnerabili, più a rischio e spesso «senza voce». Proprio ai minorenni stranieri è dedicata quest'anno la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2017. La giornata, presentata oggi a Roma, si svolgerà domenica prossima, il 15 gennaio. «Nel nostro paese ci sono oltre un milione di minori migranti, il nostro parlare evangelicamente deve partire dai loro volti e dalle loro storie. Così come deve partire dai loro volti e dalle loro storie il nostro dire alcuni sì e alcuni no, senza quella superficialità gridata da chi parla tanto di migranti senza aver mai parlato coi migranti», ha sottolineato monsignor Nunzio Galantino.

Appello di Galantino per riforma della cittadinanza e legge su minori soli
Il segretario della Cei ha lanciato un appello per sbloccare rapidamente due leggi fondamentali, ferme al Senato: la riforma della cittadinanza che permetterebbe «di allargare la partecipazione, cuore della democrazia, e favorire processi di inclusione e integrazione» e la legge sui minori stranieri non accompagnati, in modo che i ragazzi soli non siano destinati «a nuovi orfanotrofi, ma a case famiglia, a famiglie affidatarie, accompagnate da una formazione attenta a minori preadolescenti e adolescenti». Per Galantino è necessario dire sì anche «all'identificazione dei migranti che arrivano tra noi, anzitutto per un'accoglienza attenta alla diversità delle persone e delle storie, pronta a mettere in campo forme e strumenti rinnovati di tutela e di accompagnamento che risultano una sicurezza per le persone migranti e per la comunita' che accoglie». E favorire «un'accoglienza diffusa, in tutti i comuni italiani, dei migranti forzati, in fuga da situazioni drammatiche».

Di Tora (Cei): il dramma dei minori riguarda tutti
Monsignor Guerino Di Tora, presidente della Commissione Episcopale Cei per le migrazioni ha sottolineato che il messaggio di Papa Francesco invita ad avere uno sguardo attento sul futuro: «oggi il fenomeno della migrazione è un fenomeno mondiale e che non si può semplificare in maniera leggera: i minori soli sono quelli che muoiono in mare, ma anche i bambini soldato. Solo nel 2016 cinquemila minori sono stati dichiarati scomparsi. Questo è un dramma che ci riguarda tutti». Si tratta, ha detto, di un problema innanzitutto umano.

Perego(Fondazione Migrantes): garantire ai minori una città e una casa
«Attorno ai diversi volti di minori migranti, per evitare violenze, sfruttamento e abusi, è messa alla prova la capacità istituzionale di tutela dei diritti fondamentali, primo tra tutti il diritto di famiglia in Italia e all’estero - ha dichiarato monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes -. La difficoltà è passare da un diritto a un servizio e a un servizio in rete, cioé garantire ai minori una città e una casa». E ha ricordato che in Italia soprattutto nella collaborazione tra Comuni, enti ecclesiali, associazioni e cooperative, servizi sanitari e scuole, sono nati percorsi sperimentali di pronto intervento, di ospitalità, di accompagnamento, di formazione che hanno costruito città e casa attorno ai minori migranti e ai loro familiari. «Si è trattato - ha spiegato - di più percorsi di advocacy e di cura, anche sperimentali, sia per la diversa età dei minori, ma anche per i numerosi paesi di provenienza e le differenze culturali».



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