Il ritorno dopo 5 anni

Papa Francesco tra i rifugiati a Lesbo: «Fermiamo questo naufragio di civiltà»

Bergoglio nel pomeriggio celebrerà la messa ad Atene. Dalla patria della democrazia, il pontefice ha lanciato l’allarme su questa forma di governo: è in «arretramento».

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2' di lettura

Papa Francesco, proveniente in aereo di Atene, è arrivato all’isola di Lesbo, che visita oggi, 5 dicembre, per la seconda volta dopo la precedente del 16 aprile 2016. Il Pontefice, accolto dalla presidente della Repubblica ellenica, Ekaterini Sakellaropoulou, e dall’ordinario della diocesi, arcivescovo Josif Printezis, è atterrato all’aeroporto di Mytilene. la visita è al Reception and Identification Centre, l’area attrezzata per l’accoglienza dei rifugiati che ha sostituito il campo profughi di “Moria”, il più grande d’Europa fino al settembre 2020 quando è stato interamente distrutto da un incendio. Proprio a Moira il Papa era stato 5 anni fa. Nel pomeriggio la messa ad Atene.

Il Papa si è intrattenuto con i rifugiati

Entrato nel Reception and Identification Centre di Mytilene, Francesco si è diretto a piedi verso il luogo della cerimonia intrattenendosi lungo il tragitto con i profughi in sua attesa, accarezzando in particolare i tanti bambini, spesso molto piccoli, stringendo mani, dispensando sorrisi, saluti e parole di conforto e incoraggiamento. Il Papa si è fermato anche ad ascoltare le storie e le invocazioni di alcuni dei rifugiati. «Sono nuovamente qui per incontrarvi - ha detto Papa Francesco -. Sono qui per dirvi che vi sono vicino. Sono qui per vedere i vostri volti».

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Papa, Mediterraneo cimitero senza lapidi è naufragio civiltà

«Il Mediterraneo, che per millenni ha unito popoli diversi e terre distanti, sta diventando un freddo cimitero senza lapidi. Questo grande bacino d’acqua, culla di tante civiltà, sembra ora uno specchio di morte. Non lasciamo che il mare nostrum si tramuti in un desolante mare mortuum, che questo luogo di incontro diventi teatro di scontro! Non permettiamo che questo “mare dei ricordi” si trasformi nel “mare della dimenticanza”. Vi prego, fermiamo questo naufragio di civiltà!».

Papa a leader: basta con continuo rimbalzo di responsabilità

Bergoglio ha poi aggiunto: «Non si voltino le spalle alla realtà, finisca il continuo rimbalzo di responsabilità, non si deleghi sempre ad altri la questione migratoria, come se a nessuno importasse e fosse solo un inutile peso che qualcuno è costretto a sobbarcarsi!». L’appello di Papa Francesco è quello di superare la paralisi della paura, l’indifferenza che uccide: «In questa domenica, prego Dio di ridestarci dalla dimenticanza per chi soffre, di scuoterci dall’individualismo che esclude, di svegliare i cuori sordi ai bisogni del prossimo. E prego anche l’uomo, ogni uomo - ha proseguito -: superiamo la paralisi della paura, l’indifferenza che uccide, il cinico disinteresse che con guanti di velluto condanna a morte chi sta ai margini!». Bergoglio ha poi chiosato: «Disprezzando l’uomo creato a sua immagine, lasciandolo in balia delle onde, nello sciabordio dell’indifferenza, talvolta giustificata persino in nome di presunti valori cristiani, si offende Dio».

Oltre 2.200 persone ospitate nel centro

Secondo la Caritas, attualmente nelle baracche, tendoni e container risiedono 2.200 persone: in effetti il campo avrebbe una capacità di 8mila persone ma in questo periodo vengono accettati meno rifugiati per ragioni legate al Covid. Le provenienze vanno dalle zone di conflitto dell’Asia e del Medio Oriente fino a quelle dell’Africa. Molte le famiglie con bambini anche in tenerissima età. Dalla patria della democrazia, ieri il pontefice ha lanciato l’allarme su questa forma di governo: è in «arretramento». Bergoglio ha anche messo in guardia dalle «facili rassicurazioni proposte dai populismi».

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