Big Oil in Vaticano

Papa Francesco incontrerà i petrolieri per discutere di clima

di S.Bel.

2' di lettura

Tre anni fa, con una celebre enciclica, si era schierato con vigore in difesa dell’ambiente. Ora papa Francesco avvia un dialogo diretto con le società petrolifere, invitandole in Vaticano per spronarle di persona a fare di più contro il cambiamento climatico.

L’appuntamento è per venerdì e sabato, quando i vertici di diverse major parteciperanno a una conferenza della Pontificia Accademia delle Scienze nella Casina Pio VI, seguita da un’udienza con il papa. Tra le presenze confermate figurano Bob Dudley, ceo di Bp, società responsabile del disastro ambientale della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, ed Eldar Saertre, al timone della norvegese Equinor (ex Statoil).

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Ci sarà di sicuro anche Darren Woods, numero uno di ExxonMobil, compagnia sotto accusa in tribunale a New York per aver a lungo nascosto all’opinione pubblica gli impatti nocivi dei combustibili fossili. «Speriamo – ha commentato un portavoce della Major americana – che questo tipo di dialogo possa aiutare a sviluppare soluzioni per la doppia sfida di affrontare i rischi del climate change , soddisfacendo al tempo stesso la crescente domanda di energia».

Anche l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, viene dato tra i presenti, mentre secondo Axios, che ha diffuso per prima la notizia, Ben van Beurden di Royal Dutch Shell avrebbe declinato l’invito.

Il titolo della conferenza – «La transizione energetica e la cura della nostra casa comune» – richiama esplicitamente l’enciclica «Laudato si’», che papa Francesco aveva dedicato del 2015 proprio alla «cura della casa comune», il pianeta Terra.

«I giovani – afferma il pontefice nel testo – esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi».

C’è anche un riferimento al petrolio: «Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio. In attesa di un ampio sviluppo delle energie rinnovabili, che dovrebbe già essere cominciato, è legittimo optare per l'alternativa meno dannosa o ricorrere a soluzioni transitorie».

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