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Papa, messaggio a Davos: «Le politiche mettano la persona al centro»

Francesco ricorda che nell’enciclica Laudato Sì ha attirato l’attenzione sull’importanza di una «integrale ecologia» che tiene conto delle implicazioni complete della complessità e dell’interconnessione «della nostra casa comune», ovvero l’ambiente

di Carlo Marroni

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Il Papa ha inviato un messaggio al presidente del Forum di Davos (fonte Agf)

Francesco ricorda che nell’enciclica Laudato Sì ha attirato l’attenzione sull’importanza di una «integrale ecologia» che tiene conto delle implicazioni complete della complessità e dell’interconnessione «della nostra casa comune», ovvero l’ambiente


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«Negli ultimi cinque decenni, abbiamo assistito a trasformazioni geopolitiche e cambiamenti significativi, dall’economia e dal lavoro, dai mercati alla tecnologia digitale e all’ambiente. Di molti di questi sviluppi ha beneficiato l’umanità, mentre altri hanno avuto effetti negativi e hanno creato lacune di sviluppo significative». Papa Francesco scrive un messaggio a Klaus Schwab, Presidente Esecutivo del “World Economic Forum” (WEF), in occasione del meeting annuale che si svolge a Davos-Klosters (Svizzera) dal 21 al 24 gennaio 2020, il cui testo sarà consegnato dal cardinale Peter Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, in qualità di rappresentante della Santa Sede.

«Troppo spesso prevale l’interesse personale»
«La considerazione principale, da non dimenticare, è che siamo tutti membri della famiglia umana – scrive il Papa -. L’obbligo morale di prendersi cura gli uni degli altri deriva da questo fatto, così come il principio correlativo di porre la persona umana, piuttosto che la semplice ricerca di potere o profitto, al centro stesso delle politiche pubbliche. Questo dovere, inoltre, spetta ai settori di attività e governi allo stesso modo, ed è indispensabile nella ricerca di soluzioni eque per le sfide che abbiamo viso. Di conseguenza è necessario andare oltre gli approcci tecnologici o economici a breve termine e tenere pienamente conto della dimensione etica nella ricerca di risoluzioni per presentare problemi o proporre iniziative per il futuro. Troppo spesso visioni materialistiche o utilitarie, a volte nascoste, a volte celebrate, possono portare a pratiche e strutture motivate in gran parte, o anche solo, dall’interesse personale. Questo - continua il Papa - in genere vede gli altri come un mezzo per raggiungere un fine e comporta una mancanza di solidarietà e carità, che a sua volta sfocia in una vera ingiustizia, mentre uno sviluppo umano veramente integrale può prosperare solo quando tutto i membri della famiglia umana sono inclusi e contribuiscono a perseguire il bene comune».

La strada di una «integrale ecologia»
Francesco ricorda che nell’enciclica Laudato Sì ha attirato l’attenzione sull’importanza di una «integrale ecologia» che tiene conto delle implicazioni complete della complessità e dell’interconnessione della nostra casa comune. «Un approccio etico così rinnovato e integrato richiede un umanesimo capace di riunire i diversi campi della conoscenza, compresa l’economia, al servizio di un altro visione integrale e integrativa. Nel riconoscere i risultati degli ultimi cinquant’anni – aggiunge il Papa - spero che i partecipanti nel Forum di oggi, e quelli che si terranno in futuro, terranno presente l’elevata responsabilità morale ognuno di noi deve cercare lo sviluppo integrale di tutti i nostri fratelli e sorelle, compresi quelli di generazioni future. Possano le deliberazioni (del Forum, ndr) portare a una crescita solidale, specialmente con quelle i più bisognosi, che subiscono l’ingiustizia sociale ed economica e la cui stessa esistenza è pari minacciato».

Per approfondire:
Che cosa dirà Trump al vertice di Davos dedicato al clima?

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