ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’intervento all’Angelus

Papa: responsabilità e compassione davanti alla tragedia della guerra

Secondo Bergoglio occorre abbandonare i linguaggi, i gesti e le scelte ispirati all’egoismo e imparare il linguaggio dell’amore, che è prendersi cura. E su Benedetto XVI : «Grazie a Dio per il dono di questo fedele servitore del Vangelo e della Chiesa»

Articolo aggiornato il 1 gennaio 2023, ore 12:00

Ucraina, Papa: "Pace per popolo martoriato"

3' di lettura

Ciò che sta accadendo in Ucraina non può lasciare indifferenti. «Celebrando oggi la Giornata Mondiale della Pace, riprendiamo consapevolezza della responsabilità che ci è affidata per costruire il futuro - ha detto papa Francesco all’Angelus -: davanti alle crisi personali e sociali che viviamo, davanti alla tragedia della guerra, “siamo chiamati a far fronte alle sfide del nostro mondo con responsabilità e compassione” (Messaggio per la LVI Giornata Mondiale della Pace, 5)». «E possiamo farlo se ci prendiamo cura gli uni degli altri e se, tutti insieme, ci prendiamo cura della nostra casa comune», ha aggiunto il Pontefice.

Abbandonare egoismo, imparare linguaggio del prendersi cura

Bisogna prendersi cura dell’altro, sostenerlo nelle sofferenze. «Fratelli e sorelle, come tutte le mamme, Maria porta nel suo grembo la vita e, così, ci parla del nostro futuro. Ma allo stesso tempo - ha detto in Papa - ci ricorda che, se vogliamo davvero che il nuovo anno sia buono, se vogliamo ricostruire speranza, occorre abbandonare i linguaggi, i gesti e le scelte ispirati all’egoismo e imparare il linguaggio dell’amore, che è prendersi cura». «Questo è l’impegno - ha aggiunto il Pontefice -: prenderci cura della nostra vita, del nostro tempo, della nostra anima; prenderci cura del creato e dell’ambiente in cui viviamo; e, ancor più, prenderci cura del nostro prossimo, di coloro che il Signore ci ha messo accanto, come pure dei fratelli e delle sorelle che sono nel bisogno e interpellano la nostra attenzione e la nostra compassione».

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Grazie a Dio per dono Benedetto XVI

Un passaggio iniziale dell’intervento è stato sulla scomparsa di Benedetto XVI. «L’inizio di un nuovo anno è affidato a Maria Santissima, che oggi celebriamo come Madre di Dio. In queste ore - ha continuato Bergoglio - invochiamo la sua intercessione in particolare per il Papa emerito Benedetto XVI, che ieri mattina ha lasciato questo mondo. Ci uniamo tutti insieme, con un cuore solo e un’anima sola, nel rendere grazie a Dio per il dono di questo fedele servitore del Vangelo e della Chiesa».

Il Te Deum e l’elogio della gentilezza

In occasione della celebrazione dei Vespri e del Te Deum di fine anno nella Basilica di San Pietro il Papa aveva tessuto l'elogio della gentilezza. «Un antidoto - aveva detto - contro alcune patologie delle nostre società: contro la crudeltà, che purtroppo si può insinuare come un veleno nel cuore e intossicare le relazioni; contro l'ansietà e la frenesia distratta che ci fanno concentrare su noi stessi e ci chiudono agli altri. Queste “malattie” della nostra vita quotidiana ci rendono aggressivi e incapaci di chiedere “permesso”, oppure “scusa”, o di dire semplicemente “grazie”. Con queste tre parole si va avanti nel cammino della pace».

Il ricordo di Ratzinger

«Parlando della gentilezza, in questo momento, il pensiero va spontaneamente al carissimo Papa emerito Benedetto XVI, che questa mattina ci ha lasciato. Con commozione – aveva continuato Papa Francesco – ricordiamo la sua persona così nobile, così gentile. E sentiamo nel cuore tanta gratitudine: gratitudine a Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo; gratitudine a lui, per tutto il bene che ha compiuto, e soprattutto per la sua testimonianza di fede e di preghiera, specialmente in questi ultimi anni di vita ritirata. Solo Dio conosce il valore e la forza della sua intercessione, dei suoi sacrifici offerti per il bene della Chiesa».

La visita al presepe in Piazza San Pietro

Al termine della cerimonia dei Vespri e del Te Deum di fine anno nella Basilica Vaticana, papa Francesco nonaveva poi rinunciato alla prevista visita al presepe e all’albero in Piazza San Pietro, provenienti rispettivamente da Sutrio, in Friuli Venezia Giulia, e da Rosello, in Abruzzo. Accompagnato sulla sedia a rotelle dal fedele maggiordomo dalla Basilica attraverso tutta la piazza, lungo il percorso il Papa aveva salutato e benedetto sorridendo i fedeli che lo acclamavano, fermandosi anche da accarezzare e baciare i bambini. Poi, davanti al monumentale presepe in legno, aveva sostato diversi minuti, mentre uno dei realizzatori gli spiegava anche le tecniche usate. Aveva quindi salutato diversi partecipanti ai lavori, rappresentanti delle forze di polizia, religiosi e religiose. Ancora applaudito dai presenti, al termine ha nuovamente percorso il tragitto attraverso la piazza in sedia a rotelle per salutare i fedeli a ridosso delle transenne. Fino alla macchina che lo aveva ricondotto infine a Casa Santa Marta, la sua residenza in Vaticano

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