il concistoro

Papa ai nuovi cardinali: «Non siete dei principi». E ricorda che i campi profughi «sono un inferno»

di Carlo Marroni

(EPA)

2' di lettura

È il giorno del Concistoro, della «creazione» di nuovi cardinali. La cerimonia nella Basilica di San Pietro precede la solennità di Santi Pietro e Paolo, e il papa impone la berretta rossa – simbolo del giuramento fino all’effusione del sangue - a vescovi che arrivano dall’Europa (Spagna e Svezia, il primo nella storia scandinava), ma anche dall'Asia (Laos), Africa (Mali) e America Latina (Salvador). Omelia breve e molto chiara, che richiama la realtà in cui viviamo: «Gli innocenti che soffrono e muoiono per le guerre e il terrorismo, le schiavitù che non cessano di negare la dignità anche nell’epoca dei diritti umani, i campi profughi che a volte assomigliano più a un inferno che a un purgatorio» e «lo scarto sistematico di tutto ciò che non serve più, comprese le persone».

Così il Papa descrive la realtà ai nuovi cardinali, chiedendo loro di non perderla di vista. Questa realtà, ha spiegato papa Francesco nel concistoro in cui ha creato i cinque nuovi porporati, è quella che si deve incontrare «camminando» con Cristo, « quella che Gesù ha presente e che guida i suoi passi. La realtà è la croce, è il peccato del mondo che Lui è venuto a prendere su di sé e sradicare dalla terra degli uomini e delle donne». Eppoi un richiamo, tutto bergogliano, in cui ricorda ai nuovi cardinali di «guardare la realtà, a non lasciarvi distrarre da altri interessi, da altre prospettive». Loro sono stati chiamato non a diventare «principi» nella Chiesa, a «sedere alla sua destra o alla sua sinistra. Vi chiama a servire come Lui e con Lui. A servire il Padre e i fratelli. Vi chiama ad affrontare con il suo stesso atteggiamento il peccato del mondo e le sue conseguenze nell'umanità di oggi».

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I cinque neo cardinali provengono quindi in buona parte da aree periferiche. Sono: Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako in Malí; Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, vescovo titolare di Acque nuove di Proconsolare e vicario apostolico di Paksé in Laos, Gregorio Rosa Chávez, vescovo titolare di Mulli, ausiliare di San Salvador, in El Salvador. Con le nuove entrate, il numero dei cardinali elettori, cioè con meno di ottant'anni età limite per poter votare il nuovo Papa, sale a 121, uno in più rispetto alla soglia massima di 120 stabillita da Paolo VI. Il primo a compiere ottanta anni sarà Antonio Maria Vegliò, che li festeggerà il prossimo 3 febbraio. Con quelle di oggi sono 61 le nomine cardinalizie di Francesco (49 elettori), mentre 53 sono quelli di Benedetto XVI e restano ancora 19 creati da Giovanni Paolo II. L’Italia resta in testa con 24 cardinali, seguita da Usa (10), Francia (5) e Brasile, Messico, Spagna, Polonia e India (4). Una curiosità su tutte: il neo cardinale del Salvador (allievo di Oscar Romero, il beato arcivescovo ucciso sull'altare nel 1980) è ausiliare della capitale, mentre l’arcivescovo titolare non lo è.

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