L’INDICAZIONE AL RITORNO DAL VIAGGIO NEGLI EMIRATI 

Papa pronto a mediazione del Vaticano per Venezuela, «ma lo devono chiedere le due parti»

di Carlo Marroni

Francesco nel volo di ritorno da Abu Dhabi ha confermato ai giornalisti che in Vaticano è arrivata alla vigilia della sua partenza la richiesta del presidente Nicolas Maduro di una mediazione della Santa Sede per un accordo nazionale in Venezuela ma, ha chiarito, non basta, perché si faccia un ultimo passo, una mediazione, ci vuole la volontà di ambedue le parti, e cioè anche di Juan Guaidò (foto Ansa)

3' di lettura

Torna dallo storico viaggio negli Emirati Arabi, ma il pensiero della comunità internazionale è ancora per il Venezuela e la crisi infinita, che rischia di sfociare in una guerra civile. Francesco nel volo di ritorno da Abu Dhabi conferma ai giornalisti che in Vaticano è arrivata alla vigilia della sua partenza la richiesta del presidente Nicolas Maduro di una mediazione della Santa Sede per un accordo nazionale in Venezuela ma, dice, non basta, perché si faccia un ultimo passo, una mediazione, ci vuole la volontà di ambedue le parti, e cioè anche di Juan Guaidò, il nuovo leader riconosciuto praticamente da tutto l’Occidente (meno l’Italia).

Il precedente di Argentina-Cile
La Santa Sede ha un grande precedente nell’accordo tra Cile e Argentina sul cosiddetto “conflitto di Beagle” (1979), ma anche nell’era di Francesco la mano vaticana si è vista a Cuba e in Colombia. Ma ora è diverso. «La mediazione Argentina-Cile fu un atto coraggioso di Giovanni Paolo II che ha evitato una guerra. Ma ci sono piccoli passi, l’ultimo è una mediazione, sono piccoli passi iniziali facilitatori, ma non solo dal Vaticano, tutta la diplomazia, vicinanza all’uno e all’altro per avviare una possibilità di dialogo: si fa così in diplomazia. Dalla segreteria di Stato potranno spiegare bene tutti i passi differenti che si possono fare». Francesco precisa: «Io prima del viaggio sapevo che sarebbe arrivato col plico diplomatico una lettera di Maduro, questa lettera ancora non l’ho letta. Ma perché si faccia un passo, una mediazione, ci vuole la volontà di ambedue le parti. Se saranno entrambe le parti a chiederlo, come nel caso di Argentina e Cile…».

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Gli sforzi della Santa Sede a Caracas finiti nel nulla
In passato, ha ricordato il Papa «la Santa Sede nel Venezuela è stata presente nel momento del dialogo con Zapatero, nella prima riunione con monsignor Claudio Celli, e poi ha continuato… Ma lì è stato partorito un topino, niente… fumo. Adesso vedrò la lettera e vedrò cosa si può fare. Ma le condizioni iniziali siano chiare: che le parti lo chiedano. Lo stesso quando la gente va dal curato perché c’è un problema tra marito e moglie, va uno: e l’altra parte viene o non viene? Vuole o non vuole? Servono sempre ambedue le parti. Questa è una condizione che i Paesi devono pensare prima di chiedere una facilitazione o la presenza di un salvatore o una mediazione».

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«Il maltrattamento delle donne nella Chiesa c’è ancora»
E, infine, dedica una risposta alle suore abusate dai preti di cui ha scritto recentemente l’Osservatore Romano dicendo che «è un problema: il maltrattamento delle donne è un problema. Io oserei dire che l’umanità ancora non è maturata: la donna è considerata di “seconda classe” e spesso ci sono “femminicidi”». Ma aggiunge che «il problema esiste nella Chiesa», che sacerdoti e anche vescovi hanno abusato: «Io credo che si faccia ancora, ci stiamo lavorando». E ricorda: «Papa Benedetto ha avuto il coraggio di sciogliere una congregazione femminile che aveva un certo livello, perché c’era entrata questa schiavitù, anche persino sessuale, da parte dei chierici o da parte del fondatore. A volte il fondatore toglie la libertà alle suore, può arrivare a questo».

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