non solo olimpiadi

Paralimpiadi: a Tokyo un sogno rinviato anche per altri 4.400 atleti

A Tokyo saranno rinviate nel 2021 anche le Paralimpiadi che avrebbero dovuto tenersi dal 25 agosto al 6 settembre 2020. L’edizione paraolimpica è stata ideata da un medico italiano e si è tenuta per la prima volta a Roma nel 1960

di Marcello Frisone

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Le due mascotte di Tokyo 2020: Miraitowa e Someity (Reuters)

A Tokyo saranno rinviate nel 2021 anche le Paralimpiadi che avrebbero dovuto tenersi dal 25 agosto al 6 settembre 2020. L’edizione paraolimpica è stata ideata da un medico italiano e si è tenuta per la prima volta a Roma nel 1960


3' di lettura

Non soltanto le Olimpiadi. A Tokyo saranno infatti rinviate nel 2021 anche le Paralimpiadi che avrebbero dovuto tenersi dal 25 agosto al 6 settembre 2020, cioè 1 mese dopo l’inizio dei Giochi olimpici. Un’edizione, quella paraolimpica (ideata da un nostro connazionale e tenutesi per la prima volta in Italia nel 1960), che presagiva il tutto esaurito visto che soltanto nella prima fase di vendita i biglietti richiesti erano stati oltre 3 milioni (il triplo rispetto a Londra 2012 quando le 2 manifestazioni si sono svolte per la prima volta in contemporanea) su una disponibilità totale di 600mila che sono stati estatti poi a sorte. I prezzi variano da un minimo di 7,5 euro e un massimo di 58 €, in modo da favorire la richiesta.

Le paralimpiadi di Tokyo
Quella del 2021 sarà la 16esima edizione, seconda volta per la città di Tokyo dopo la manifestazione del 1964. La paralimpiade giapponese vedrà la partecipazione di 4.400 atleti che gareggeranno in 537 eventi medaglia. Quanto alle discipline, faranno il loro esordio il para-badminton e il para-taekwondo. La canoa, che ha debuttato a Rio 2016, passa da 6 a 9 eventi medaglia; novità anche sugli sport tiro a segno, tennistavolo, scherma e bocce.
«La decisione di rinviare di 1 anno le Olimpiadi e le Paralimpiadi - ha commentato Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico - è la scelta migliore, nel totale rispetto di coloro che stanno piangendo i propri cari e a tutela dell'interesse supremo, ossia la salute degli atleti, dei tecnici, delle delegazioni che prenderanno parte ai Giochi nonché dei volontari e di tutti coloro che sono impegnati nell'organizzazione dell'evento».
Pancalli si è poi detto molto soddisfatto della decisione presa dal Cio, auspicandosi una rinascita proprio grazie alla prossima edizione delle Paralimpiadi. «Anche questa volta - ha concluso Pancalli - il mondo dello sport ha saputo rispondere alle difficoltà con saggezza. Adesso dobbiamo subito rimetterci in cammino. Da oggi gli atleti hanno di nuovo tempi certi per programmare al meglio la propria preparazione. Il nostro auspicio è che i Giochi possano rappresentare un segnale di rinascita, una luce in fondo al tunnel».

In Italia la nascita delle Paralimpiadi
Le Paralimpiadi sono ufficialmente nate in Italia: tutto è partito come terapia per pazienti con lesioni midollari. Dietro questo evento sportivo mondiale si celano un medico italiano e un neurologo tedesco, alla cui collaborazione e amicizia si devono la nascita di questi giochi.
È nel marzo del 1938 che l'Inail ( Istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro ) assume tra il suo personale medico Antonio Maglio, un neurologo abilitato alla professione a 24 anni. Durante il secondo conflitto mondiale, il giovane dottore viene inviato dall'Inail sul fronte italo-jugoslavo e nella penisola balcanica come medico di complemento. Qui Maglio fa esperienza di feriti e malati di guerra, ma una particolare categoria colpisce la sua attenzione: i soldati con lesioni al midollo, che avrebbero dovuto muoversi in carrozzina.

L’incontro tra 2 medici
Fu però il rapporto con Ludwig Guttmann, neurologo tedesco, a segnare una svolta definitiva per il lavoro di Maglio. Il neurologo tedesco era stato espatriato in Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale a causa delle sue originie ebree e qui aveva fondato i Giochi di Stoke Mandeville: i pazienti con lesioni alla colonna vertebrale si confrontavano in diverse discipline sportive, secondo la filosofia medica del dottore che bandiva la morfina e imponeva attività fisica. Sempre sull'onda di questa conoscenza, nel 1957 Maglio fonda a Villa Marina il Centro Paraplegici di Ostia, dove 3 anni dopo ebbe sede la prima edizione delle Paralimpiadi.

La prima edizione paralimpica
Nel 1960 si svolge dunque a Roma la prima edizione delle Paralimpiadi, che prende grande ispirazione dai Giochi di Mandeville. Dal 18 al 25 settembre del 1960, 400 sportivi provenienti da 23 diversi Paesi si confrontarono su 8 discipline olimpiche, per un totale di 57 gare; il tutto davanti a un pubblico di 5.000 spettatori.
Una storia, questa, che si può approfondire leggendo un libro pubblicato dall’Inail e scaricabile gratuitamente a questo indirizzo .

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