scontro con parigi sui migranti

Parigi contro Di Maio, convocato l’ambasciatore italiano. Salvini: Francia sottrae ricchezza ad Africa

Di Maio e il franco coloniale, caso diplomatico tra Roma e Parigi


2' di lettura

Primi passi diplomatici della Francia dopo gli attacchi subiti in questi giorni dal vicepremier Luigi Di Maio. L'ambasciatrice d'Italia a Parigi, Teresa Castaldo, è stata convocata dal ministero degli Esteri francese in seguito alle ultime dichiarazioni del capo politico M5S, che accusa i vicini d’Oltralpe di alimentare per ragioni economiche i flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo.

E oggi torna sulla polemica anche Matteo Salvini: «Il problema dei migranti ha tante cause, c’è chi in Africa sottrae ricchezza a quei popoli e a quel continente e la Francia è tra questi», dice il ministro degli Interni. Che ribadisce di non aver intenzione di aprire i porti italiani alle Ong: «I migranti si salvano e si riportano indietro, così la gente smetterà di pagare gli scafisti per un viaggio che non ha futuro», ha detto Salvini.

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Di Maio: Ue dovrebbe sanzionare la Francia
«Se la Francia non avesse le colonie africane che sta impoverendo - aveva detto Di Maio - sarebbe la 15ma forza economica internazionale e invece è tra le prime per quello che sta combinando in Africa. L'Unione europea dovrebbe sanzionare queste nazioni come la Francia che stanno impoverendo questi posti e è necessario affrontare il problema anche all'Onu».

«Abbiamo richiamato la guardia costiera libica perché ci aspettiamo da loro i salvataggi in mare», ha ribadito anche oggi Di Maio parlando a Rtl 102,5 dell’ultima emergenza migranti. Nel corso della trasmissione, il vicepremier è tornato sul ”franco delle colonie” con cui Parigi «impoverisce» l’Africa. «Per far restare gli africani in Africa - ha sottolineato - basta che i francesi stiano a casa loro. La Francia cominci ad aprire i porti. I migranti li portiamo a Marsiglia finché non la smettono di stampare a Lione la moneta per l'Africa».

«Queste dichiarazioni da parte di un'alta autorità italiana sono ostili e senza motivo visto il partenariato della Francia e l'Italia in seno all'Unione europea. Vanno lette in un contesto di politica interna italiana»: è quanto affermano fonti diplomatiche francesi interpellate dall'Ansa a Parigi.

Sulla vicenda è intervenuto, con argomentazioni analoghe, il commissario europeo (francese) Pierre Moscovici, secondo il quale «alcune dichiarazioni vengono fatte per uso nazionale, somigliano a provocazioni, perché il contenuto è vuoto o irresponsabile, per cui è preferibile evitare di cedere alla provocazione». Per Moscovici, «la qualità delle relazioni tra la Francia e l’Italia è importante. Mi auguro che si possa presto superare questa fase conflittuale che trovo negativa e priva di senso. Le provocazioni di solito squalificano chi le fa».

Nelle scorse settimane, Di Maio aveva causato forti attriti con l’Eliseo, sede della presidente della Repubblica francese, per aver lanciato un esplicito endorsement politico ai gilet jaune, il movimento spontaneo antagonista e di protesta nato sui social network nel maggio del 2018 che ha provocato scontri in Francia nel corso di diverse manifestazioni.

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