a 500 anni dalla morte

Parigi e il Louvre celebrano il genio di Leonardo da Vinci

La grande retrospettiva riunisce circa 180 opere del maestro italiano del Rinascimento e di artisti della sua epoca. L’«uomo di Vitruvio» è al suo posto. Il curatore, Vincent Delieuvin: «Manca l’Annunciazione»

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La grande rassegna su Leonardo da Vinci è in programma al Louvre dal 24 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020 (Epa)

La grande retrospettiva riunisce circa 180 opere del maestro italiano del Rinascimento e di artisti della sua epoca. L’«uomo di Vitruvio» è al suo posto. Il curatore, Vincent Delieuvin: «Manca l’Annunciazione»


2' di lettura

La maxi mostra dedicata a Leonardo che apre i battenti il 24 ottobre al Louvre, a conclusione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte, riunisce circa 180 opere, fra dipinti e disegni, che uno dei curatori, Vincent Delieuvin, ha definito «altrettanti regali di Natale», fra cui L’Uomo Vitruviano, arrivato in extremis da Venezia e collocato, invero un poco nascosto, vicino a una riproduzione dell’Ultima Cena di Marco d’Oggiono.

Quello che manca però, a dire di Delieuvin, è una delle «tre opere della giovinezza di Leonardo» ovvero la Madonna del Garofalo, che si trova alla Alte Pinakotek di Monaco, la Madonna Benci della National Gallery di Washington e, soprattutto, L’Annunciazione, che gli Uffizi, non senza polemiche, hanno rifiutato di prestare. Qualcuno ha detto «che abbiamo chiesto l’Adorazione dei Magi - ha precisato il curatore - ma è falso. Sarebbe una follia spostarlo» dagli Uffizi.

I preparativi della mostra su Leonardo da Vinci a 500 anni dalla morte. Come simbolo della rassegna è stata scelto «Il Ritratto di Dama» (noto anche tradizionalmente come «Belle Ferronnière» ) (EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON)

Gli occhi sono ed erano puntati sulla presenza o meno del Salvator Mundi venduto all’asta per 450,3 milioni di dollari due anni fa e sulla cui attribuzione molto si discute. Di certo i visitatori potranno vedere un altro Salvator Mundi di scuola leonardesca, il cosiddetto Ganay, che «con la Gioconda del Prado e la Sant’Anna di Los Angeles è attribuibile a una figura importante che faceva parte dell’atelier del genio toscano. Toscano ma anche universale, a giudicare dal successo di pubblico.

La mostra dedicata a Léonard da Vinci (titolo rigorosamente in francese come le didascalie che hanno solo traduzione in inglese e non in italiano) conferma il fascino che esercita sul pubblico di tutto il mondo. Sono già stati venduti 220mila biglietti e la stima è che si arriverà a superare il mezzo milione, replicando il successo della mostra su Delacroix. La capienza è di settemila visitatori al giorno e anche per questo la Gioconda (che è vista da una media di 30 mila persone) non è stata spostata dalla sua teca.

C’è però l'imbarazzo della scelta fra le circa 180 opere in mostra selezionate ed allestite con l'obiettivo, ha spiegato Delieuvin, «di mostrare che la vita di Leonardo si capisce attraverso la pittura», per lui arte eccelsa. E se in futuro la Gioconda dovrà, secondo il curatore, essere restaurata, per ora il pubblico si potrà godere i restauri eseguiti dal Louvre, dal2010, della Belle ferronière, della Sant’Anna e del San Giovanni. (Ansa)

Léonard de Vinci (1452-1519)

Parigi, Louvre, fino al 24 febbraio 2020

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