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Parigi e la Rive gauche degli esistenzialisti

Il saggio di Agnès Poirier “Rive gauche. Arte, passione e rinascita a Parigi 1940-1950“ fa il punto sull'esistenzialismo nella sua massima fase

di Riccardo Bravi

2' di lettura

Quale città rappresenta nell'immaginario collettivo una sorta di “baricentro culturale”, un locus verso il quale tutto il mondo intellettuale e artistico viene da sempre attirato se non affascinato?

La risposta è ovviamente Parigi, e soprattutto la Rive gauche della capitale francese, vero e proprio laboratorio di idee, scontri, bagarre sentimentali – tutto ciò a decorrere dalla prima metà del Novecento.

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Questo il décor attorno al quale il saggio di Agnès Poirier Rive gauche. Arte, passione e rinascita a Parigi 1940-1950 (Einaudi, pp. 351, € 21,00) si sviluppa: l'esistenzialismo nella sua massima fase di detonazione letteraria (la pubblicazione della Nausea di Sartre avviene nel '38), la musica jazz e la nascita dei grandi chansonniers, il femminismo militante e la ricerca di una “terza via” in politica per sfuggire al capitalismo e al comunismo di matrice stalinista.

Resistenza

Oltre l'amara esperienza della Resistenza, tutto ciò che accomuna gli intellettuali della Rive gauche tra di loro è una grande sete di libertà, intesa anche come allontanamento dalle convenzioni sociali finallora dominanti, in primis l'istituzione del matrimonio e, di conseguenza, della famiglia: “L'esperienza della guerra e la sensazione di avere ingannato la morte per quattro anni erano la chiave per comprendere l'insaziabile sete di libertà che gli intellettuali e gli artisti della Parigi postbellica dimostravano in ogni aspetto della loro vita”.

Chi più chi meno ha infatti utilizzato la guerra per “formarsi” alla vita, che fosse direttamente nella Parigi occupata dai nazisti, nella Francia di Vichy del maresciallo Pétain, nella Londra di De Gaulle o in altri posti remoti del mondo, la guerra così come l'occupazione “determinò anche le loro azioni e i loro pensieri per il resto della loro vita”.

Con dovizia di particolari Agnès Poirier – giornalista per le massime testate mondiali come “Le Monde” e “The Times” – offre al lettore una ricostruzione a 360° delle intricate vicende che si svolgono perlopiù all'interno dei luoghi-simbolo della Parigi degli anni ‘40: dal Café Flore a Les Deux Magots alle stanze dell'hotel La Lousiane, dove soggiornano Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, fino ai bar e ai café-chantant di Saint-Germain-des-Prés in cui si avvicendano i due astri nascenti della musica Miles Davis e Juliette Gréco.

Vite eccentriche

Tuttavia, lo studio non si esime dal raccontare le straordinarie vite che hanno partecipato a questo tumulto creativo di eccezionale portata, vite eccentriche che hanno saputo ritagliarsi un grande spazio nella storia letteraria europea, come è avvenuto per Albert Camus e Arthur Koestler. Il primo con le sue continue liaisons amorose e il suo spirito libertario; il secondo con il suo fervente anticomunismo e una spietata vis polemica che lo portarono ad essere non raramente odiato negli ambienti dell'intellighenzia francese, lì dove militavano, secondo lui, i “Babbitt della sinistra”.

Rive gauche. Arte, passione e rinascita a Parigi 1940-1950
Agnès Poirier
Einaudi, pp. 351, € 21,00


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