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Parigi: un fondo Ue per finanziare la ripresa

Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire propone, in aggiunta agli strumenti di breve termine all’esame dell’Eurogruppo (Mes, Bei, fondo per la disoccupazione) anche un altro veicolo di medio termine per la ripresa da finanziare anche con una tassa di solidarietà

di Riccardo Sorrentino

Europa divisa su coronabond e aiuti, no di Italia e Spagna

Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire propone, in aggiunta agli strumenti di breve termine all’esame dell’Eurogruppo (Mes, Bei, fondo per la disoccupazione) anche un altro veicolo di medio termine per la ripresa da finanziare anche con una tassa di solidarietà


3' di lettura

«Siamo tutti italiani. Todos somos España. We are all Europeans». Parla in più lingue - anche il tedesco - il ministro dell’Economia francese Bruno le Maire, nel presentare la sua proposta di bond comune per finanziare la ripresa dell’Unione europea e di Eurolandia. Un’idea con la quale la Francia cerca di riassumere il ruolo di paese leader degli Stati mediterranei, un po’ abbandonato per ricostruire un rapporto stretto, “tra pari”, con la Germania.

Nessuno strappo, però, con Berlino. Il governo francese, in contatto fin dall’inizio della settimana con Olaf Scholz, ministro delle Finanze tedesco, non ha varato in totale solitudine la sua proposta di un fondo che finanzi i sistemi sanitari e la ripresa: aiuti, quindi, ma anche - Le Maire lo ha ripetuto più volte - coordini gli interventi.

Il fondo dovrebbe essere finanziato attraverso ii contributo dei partner o una tassa di solidarietà appositamente varata. I singoli paesi ne beneficieranno in proporzione ai danni subiti dalla crisi.

«Il fondo - ha spiegato Le Maire - sarà gestito dalla Commissione europea». Non sarebbe dunque un istituto intergovernativo come lo è per esempio il fondo salva stati (Mes). Non impoverirebbe ulteriomente, quindi, le istituzioni comunitarie a favore dei singoli governi. «Agirà in modo - ha aggiunto - da essere coerente con il programma del Green Deal e la strategia industriale disegnata dalla Commissione il 10 marzo, soprattutto per contribuire alla rilocalizzazione in Europa della catena delle forniture strategiche», in modo da ricostruire - ha detto Le Maire citando il presidente francese Emmanuel Macron - la «sovranità economica» dell’Europa.

«Non dobbiamo avere paura della parola protezione. Protezione non è protezionismo. È la difesa dei nostri più vitali interessi economici». Per quanto temporaneo, dunque, il fondo sarebbe uno strumento importante per una strategia più ampia: «L’unione europea ha, con questa crisi, l’occasione storica di diventare finalmente una grande potenza economica e politica tra Stati Uniti e Cina. Deve cogliere questa occasione». Più in concreto, il fondo dovrebbe finanziare gli investimenti necessari per la ripresa e sostenere i settori più colpiti dalla crisi - a cominciare dall’automotive - insieme a quelli strategici, attraverso «la cooperazione e un forte coordinamento» tra i paesi membri.

La proposta del fondo per la ripresa, ha detto Le Maire, non è alternativa a quelle attualmente sul tavolo dell’Eurogruppo, che sono di breve termine e hanno la funzione di affrontare gli sforzi immediati richiesti dall’epidemia: l’attivazione del Fondo salva-stati con una condizionalità minima, ha precisato il ministro francese, che non dia alcuno stigma ai paesi che vi fanno ricorso; i nuovi prestiti della Bei per 200 miliardi e la proposta della Commissione Ue di un fondo per la disoccupazione da 100 miliardi. Le tre proposte, insieme all’idea del fondo francese, saranno esaminate dai ministri delle Finanze in vista del meeting del 7 aprile.

Sul piano interno, la Francia ha anche preparato una lista di imprese nazionali strategiche che potrebbero trovarsi in difficoltà. Il governo potrebbe iniettare in queste aziende nuovo capitale per garantirne la sopravvivenza. Anche in caso di nazionalizzazioni integrali, però, si tratterebbe di interventi eccezionali e non duraturi, ha spiegato le Maire. «Capitemi bene - ha detto - Conserviamo e conserveremo la coerenza della nostra politica economica. Non si tratta di passare a un’economia amministrata. Se sarà necessario realizzare delle nazionalizzazioni, saranno temporanee». A proposito però di Air France-Klm, Le Maire non ha né escluso né ammesso l’ipotesi di una ricapitalizzazione - che potrebbe portare alla rottura dell’alleanza - ma ha garantito un pieno sostegno dello Stato per garantire la continuità dell’attuale assetto.

La politica francese si proietta infine anche in campo internazionale, soprattutto a favore dei paesi più poveri, africani in particolare. Il governo di Parigi sosterrà le iniziative del Fondo monetario internazionale, e l’istituzione di una linea di credito rapida. Soprattutto proporrà una moratoria per i debiti dei Paesi poveri «nei prossimi mesi».

Per approfondire:
L’appello dell’Italia a salvare insieme l’Europa scuote i cittadini tedeschi
Esm, investitori contro linea tedesca: prestiti senza condizioni

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    Riccardo SorrentinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, francese, inglese

    Argomenti: Economia internazionale, politica monetaria, dati macroeconomici, Francia

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