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Parigi, l’Andromeda di Rodin frantuma le stime raggiungendo 3,7 milioni di euro

di Gabriele Biglia

2' di lettura

Le aspettative verso la rara e incantevole scultura «Andromède» di Auguste Rodin (1840-1917) presentata ieri sera durante l'incanto di Impressionniste & Art moderne nell'ancien hôtel Sabatier d'Espeyran di Parigi, sede della maison de vente aux enchères Artcurial , erano comprensibilmente molto alte trattandosi indiscutibilmente di un «pièce exceptionnelle, à la provenance remarquable», rimasto nelle mani della stessa famiglia di origine cilena Morla Vicuńa dal 1887 e riscoperta dopo 130 anni dagli esperti della casa d'aste parigina.

Presentato nelle diverse sedi europee della casa d'aste a Bruxelles, Vienna e Milano, il corpo nudo di «Andromède», raccolto su se stesso in un sinuoso e sensuale abbraccio fermato nel bianco marmo polito e smaltato, scolpito da Auguste Rodin tra il 1886 e il 1887 (28,1 x 30,7 x 18,5 cm) ha mandato in polvere la stima indicata nel catalogo di vendita (800.000-1.200.000 di euro) superandola 4,5 volte totalizzando 3,7 milioni di euro, dopo essere stato conteso da 12 potenziali acquirenti. Non è trapelato il nome dell'acquirente, ma si tratta di un collezionista privato europeo. L'«Andromède» venne creata un'anno dopo «Le Baiser» , uno dei lavori più importanti del maestro conservato al Musée Rodin di Parigi. Rodin ne realizzò solo quattro esemplari, uno custodito fino al 2006 nella collezione di Gabriel Hanotaux e disperso da Christie's a New York nell'incanto di Impressionist and Modern Art per 3 milioni di dollari nel 2006.

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Andromède di Auguste Rodin

Andromède di Auguste Rodin

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La libertà della materia. Rodin rivoluzionò profondamente la scultura del XIX secolo. Camille Mauclair, amico dell'artista e prezioso testimone dell'epoca ci ha lasciato nelle sue osservazioni una descrizione dell'insolito metodo di lavoro che ritroviamo nelle forme sinuose dell'«Andromède»: «Rodin tracciava schizzi successivi di tutte le sfaccettature delle sue opere, girando continuamente intorno in modo da ottenere una serie di vedute collegate in cerchio...Era suo desiderio che una statua potesse erigersi liberamente, e che la si potesse guardare con successo da qualsiasi punto di vista». Secondo Paul Gsell, altro amico di Rodin che visitò il suo studio, «Diversi modelli nudi, maschi e femmine, si aggiravano o stavano in posa sdraiati nel suo studio...Rodin li guardava senza posa...prendeva l'argilla, e in breve tempo ne nasceva un bozzetto».
L'«Andromède» di Rodin segna un indubbio successo per la scultura del XIX secolo di grande qualità, dalla storia e dalla provenienza affascinanti, come si è registrato con la vendita della meravigliosa e seducente opera di Jacques Loysel (1867-1925) «La Grande Névorse» (1896), acquistata lo scorso febbraio da Sotheby's a Parigi da un anonimo collezionista privato per 1.868.750 sterline, rispetto ad una valutazione di partenza di 120.000 -180.000.

Si trattava, anche i questo caso, di una scultura dalla storia ammaliante, un raffinato nudo esposto al Salone di Parigi del 1896 e all'Exposition Internationale Universelle di Parigi del 1900 che l'arista giudicò il suo più grande capolavoro, tenendolo con sé tutta la vita.

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