Mercato dell’arte

Parigi, sugli scudi il Salon du dessin

di Stefano Cosenz


default onloading pic

6' di lettura

Il disegno torna tra le aspirazioni dei collezionisti d'arte. La 26ª edizione del Salone del Disegno di Parigi, negli eleganti spazi di Palais Brongniart, ha chiuso i battenti lunedì sera 27 marzo: sei giorni di grande affluenza da parte di collezionisti, curatori di musei e semplici appassionati che hanno ammirato disegni antichi e moderni esposti presso gli stand dei 39 galleristi internazionali che hanno partecipato all'evento, con un “ritorno” in forza di clienti americani dopo un'assenza di due anni. «Dopo tre giorni dall'inizio della mostra possiamo dire di essere pienamente soddisfatti – ha dichiarato ad ArtEconomy24 l'antiquario Jean-Luc Baroni nell'omonima galleria londinese a Duke Street. – La clientela di questa mostra è particolarmente preparata e le opere più sofisticate e di qualità trovano collezionisti appassionati decisi ad aggiungerle alle loro collezioni. I visitatori sono in maggioranza francesi, ma si è vista una solida affluenza di stranieri, americani, spagnoli, svizzeri, olandesi, belgi, inglesi e italiani, compresi molti curatori di musei francesi ed esteri. Credo che questa mostra sia davvero unica al mondo per qualità, diversità ed importanza delle opere offerte». In effetti è opinione degli esperti che il disegno, considerato come “l'anima dell'artista”, stia vivendo una nuova primavera. Come ha spiegato Pierre Rosenberg dell' Accademia Francese : «Non sono così lontani i tempi in cui il disegno era dimenticato, trascurato e rappresentava il parente povero della pittura». Per Bertrand Gautier, uno degli organizzatori del Salone: «Il disegno sposa la sensibilità di oggi, ove l'immagine è fondamentale: è la porta che fa entrare nel mondo segreto e intimo dell'artista e del suo atelier».

Il trend di mercato. In termini commerciali, come analizzato da artprice , la vendita di disegni ha goduto negli ultimi anni di una straordinaria crescita. Le vendite all'asta, tra il 2005 e il 2015, hanno sestuplicato il loro fatturato, passando da 500 milioni a 3 miliardi di dollari. Il prezzo medio del disegno è passato da 7mila a 22mila dollari, mentre nello stesso lasso di tempo il prezzo medio del dipinto è passato da 23mila a 45mila dollari. In fatto di gusti, come spiegano gli esperti, il collezionista è attratto dalle immagini visivamente forti, straordinarie, più tragiche, rifiutando quelle troppo sdolcinate. Particolare attenzione, come sottolinea Damien Boquet , titolare dell'omonima galleria parigina, è rivolta verso le avanguardie artistiche tra il 1910 e il 1950. Se indicativamente nel Salone sono stati proposti un 50% di disegni antichi e un 50% di disegni moderni e contemporanei, le vendite hanno visto prevalere le opere antiche. In fatto di firme, si privilegiano i grandi maestri i cui disegni possono essere reperibili anche al di sotto dei 100mila euro, quando le sue opere pittoriche sono commerciate a cifre ben più alte, se non milionarie.

Il trend di mercato

Il trend di mercato

Photogallery8 foto

Visualizza

Disegni antichi. Entrare in possesso di un'opera di un antico maestro italiano per cifre al di sotto dei 100mila euro è possibile. Una penna a inchiostro bruno di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (XVIII sec.)come «La Santa Famiglia», 200 x 200 mm, era offerto da Martin Graessle & Florian Härb di Monaco di Baviera / Londra per 38mila euro, mentre dello stesso autore presso Didier Aaron & CIE di Parigi e New York una matita nera e gesso, «Studio per la figura di San Lorenzo», 188 x 237 mm del 1624, era proposto per 35mila euro. La stessa galleria di Martin Graessle offriva una penna a inchiostro bruno di Giovanni Domenico Tiepolo del XVIII secolo, «Centauro che solleva una ninfa», 195 x 276 mm del 1761, per 35mila euro, mentre ha venduto un disegno a matita bianca e nera su carta grigia di Francesco Monti, del Settecento bolognese, per 28mila euro e un disegno di Taddeo Zuccari, artista marchigiano del XVI secolo, per una cifra compresa tra 30 e 40mila euro. Forse il più antico disegno proposto e venduto nel Salone è stato una penna a inchiostro bruno su tracce di gesso nero del 1450 di un anonimo Maestro di Bressanone, «Donna seduta», 13 x 10,6 cm, passata di mano da Arturo Cuellar di Zurigo per 15mila euro, mentre lo stesso gallerista ha proposto un disegno del veneziano Giovanni Battista Piazzetta del XVIII secolo, «Jeune homme» (le sue opere pittoriche sono custodite e ammirate nei principali musei del mondo), per 340mila euro. Un disegno di Domenico Tintoretto del XVI secolo, «La scoperta del corpo di San Marco» (studio preparatorio per il murale custodito nella Scuola di San Marco), era offerto da Arnoldi-Livie di Monaco di Baviera per 45mila euro. La Galleria Maurizio Nobile di Bologna e Parigi ha venduto alla National Gallery di Washington per 20mila euro un disegno di Domenico Piola del 1680, «Satiro che gioca davanti a una ninfa». Di un pittore italiano dell'epoca barocca, Giuseppe Cesari, detto Cavaliere d'Arpino (1568-1640) la galleria Marty de Cambiaire con sede a Parigi a Place Vendôme ha venduto un gesso nero e rosso, «Accademia dell'uomo», 402 x 272 mm, intorno a 400mila euro. Di un disegnatore francese, ma attivo a Roma tra il 1758 e il 1773, Jean Robert Ango, ha venduto una coppia di disegni, «Judith et Holophane» e «David et Goliath» per una cifra intorno ai 20-30mila euro. Jean Luc Baroni di Londra ha venduto per 85mila euro una sanguigna del celebre artista spagnolo del XVII secolo, Jusepe de Ribera, detto Lo Spagnoletto (attivo principalmente a Napoli), «Testa di profilo che indossa un velo e un soggolo», 138 x 126 mm, con un prezzo offerto di oltre 500mila euro è stata scambiata anche una rara matita nera «Tête d'homme barbu vu de trois quarts» di Hans Baldung Grien, artista tedesco contemporaneo ed allievo di Albrecht Durer.

Grande interesse anche da parte dei curatori museali (come il Met e il Getty ) per un disegno di John Deare, artista inglese del XVIII secolo (scomparso a Roma nel 1798), «Venere accarezza Amorino», e alle fine venduto a un mercante inglese per alcune migliaia di euro da parte della galleria Carlo Virgilio di Roma. Molti gli antichi artisti “non italiani” proposti e/o venduti al Salone. La galleria Talabardon & Gautier di Parigi ha ceduto tre disegni antichi, ciascuno per una cifra superiore a 100mila euro: una sanguigna di Jean-Marc Nattier del XVIII secolo, «Mademoiselle et sa mère»; un’altra sanguigna di Jacques-André Portail del XVIII secolo, «Jeune fille dessinante» e un disegno di Pierre Brebiette, artista del barocco francese del XVII secolo, venduto quest'ultimo a un'istituzione. La galleria Michel Descours di Lione ha venduto per 50mila euro una matita nera e bianca su carta belga «Etude pour La marche triomphante de Napoleon» del 1804 di Jean Baptiste Regnault (pittore neoclassico francese). La galleria Antoine Laurentin di Parigi ha venduto per 15mila euro un acquarello del pittore e litografo francese Henry Fantin-Latour del 1876, «Etude de mains pour l'anniversaire».

Disegni moderni e contemporanei. Anche per questo settore la grande firma è stato un must per i collezionisti: la già citata galleria di Michel Descours di Parigi ha venduto per 120mila euro uno tra le immagini più iconiche di Balthus, il disegno «Etude pour la chambre» del 1952-53. La Galerie de la Presidence di Parigi ha venduto per 50mila euro una gouache del 1958 di Maria-Helena Vieira Da Silva, nata a Lisbona e morta a Parigi, celebre per le sue pitture astratte, «Composition», e per 80mila euro una matita di Paul Signac del 1924, «La rochelle». Presso lo stand della Reginart Collections di Ginevra spiccava una spettacolare penna e matita di Pablo Picasso del 1971, «Femme et fleurs», offerta per 400mila euro. La stessa galleria ha offerto per 63mila euro una storica carta incartonata del 1967 di Enrico Castellani, «Senza titolo», 53 x 64 cm. La già citata galleria Arnoldi-Livie di Monaco di Baviera ha venduto per 26mila euro una matita e inchiostro di George Grosz, «Portrait d'une femme assise» (da un lato) e al verso «La Confrontation» del 1923, un chiaro attacco al regime in Germania. Di Fernand Leger è stata offerta per 60mila euro una gouache, acquarello e inchiostro di china del 1940, «Troupes de forteresse», mentre la stessa galleria ha venduto disegni di Le Corbusier e di Dubuffet. Del neoimpressionista francese Achille Laugé la galleria Mathieu Neouze di Parigi ha venduto un gesso e pastello del 1904, «Une toulousaine May Jane», per una cifra tra 40mila e 50mila euro, oltre ad altri 14 disegni di vari artisti. Infine, nel settore contemporaneo, la galleria Ditesheim & Maffei di Neuchâtel, ha proposto Erik Desmaziéres (classe 1948, francese, nato in Marocco), uno dei più importanti incisori internazionali, del quale sono state già organizzate una decina di retrospettive in Europa, Usa e Canada: la sua penna e acquarello «Archives» del 2017 era offerta per 18mila euro, mentre dello stesso artista «Biblioteca Abscondita» è stata venduta per 7mila euro.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...