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Paris Internationale punta sugli artisti emergenti

Cresce il numero delle gallerie che hanno partecipato all'ottava edizione. Si conferma il prezzo contenuto per gli stand e per le opere

di Maria Adelaide Marchesoni

4' di lettura

Paris Internationale (dal 19 al 23 ottobre), se in passato si è posizionata come fiera d'arte contemporanea alternativa più cool alla Fiac, quest'anno l'8ª edizione si è aperta in un contesto di mercato dell'arte parigino molto diverso per la presenza della potente new entry Art Basel Paris + mostrando, ancora una volta, la sua forte personalità. Fondata nel 2015 dai proprietari di alcune lungimiranti gallerie per promuovere una visione più globale all’interno della scena artistica emergente della capitale francese, il suo impegno è rimasto costante nel tempo. “La fiera rimane il più possibile autentica – spiega la sua direttrice, Silvia Ammon –.Vogliamo continuare ad essere legati ai valori che abbiamo stabilito sin dal primo anno, ovvero mantenere le dimensioni intime, gli stand grandi e sperimentali, ma anche essere una vera alternativa e non un trampolino di lancio” afferma Ammon.
Un punto fermo anche per questa edizione, oltre al costo per la partecipazione che è rimasto decisamente contenuto (nell'ordine di 10mila euro circa per le gallerie e gratis per gli spazi no-profit) è l'aspetto nomade della manifestazione che si svolge ogni anno in una sede diversa. Quest'anno gli organizzatori hanno optato per una sede ancora più suggestiva: lo studio del fotografo Nadar, che nel 1874 ospitò la prima mostra di arte impressionista. Lo spazio espositivo è stato progettato con la collaborazione degli architetti Christ & Gantenbein per consentire un flusso organico lungo i quattro piani della fiera.

Le new entry

Servane Mary,Untitled (Red on Red), 2022, Courtesy: Apalazzo Gallery (Brescia)

L’edizione di quest’anno, che ha coinvolto 60 gallerie provenienti da 26 Paesi oltre a cinque spazi no-profit, ha però numeri ben superiori rispetto a quelli del passato: nel 2018 e nel 2019 gli espositori erano 42 a fronte di circa 150 richieste di partecipazione, mentre nel 2021 il numero si era fermato a 36 gallerie a causa della pandemia che aveva ridotto la presenza americana. Il range dei prezzi delle opere a Paris Internationale oscilla tra 3mila e 100mila euro.Quest'anno le new entry sono 16 un numero decisamente superiore e tra queste Amanda Wilkinson (Londra), Champ Lacombe (Biarritz), Galeri Nev (Ankara/Istanbul), Higher Pictures Generation (New York), Lodos (Messico), Lomex (New York), Schiefe Zähne (Berlino), Theta (New York) e le italiane Apalazzo (Brescia) e P420 (Bologna) che hanno deciso di partecipare a Paris Internationale. Fabrizio Padovani di P420 - e in seguito alla revisione degli spazi Paris+ che ha ridotto il numero delle gallerie, abbiamo deciso di partecipare a questa edizione di Paris Internationale con un risultato molto positivo per le vendite sin dall'apertura, oltre ad aver avuto conversazioni di elevata qualità con i visitatori, tra cui alcuni curatori>. P420 presentava un duo show di June Crespo (1983, Pamplona, vive e lavora a Bilbao), attualmente esposta alla Biennale di Venezia, e Shafei Xia (1989, ShaoXing, vive e lavora a Bologna) con un range di prezzo compreso tra 5mila e 15mila euro. Apalazzo per questa prima esposizione a Paris Internationale ha portato tre artiste di generazioni diverse, i dipinti e le installazioni in legno di Nathalie du Pasquier si confrontavano con le composizioni astratte di Servane Mary e le sculture in onice Olympia Scarry (range di prezzo compreso tra 6-30.000 euro). Infine la giovane galleria Champ Lacombe (Biarritz) è stata soddisfatta della sua prima partecipazione a una fiera con il giovane pittore figurativo tedesco Tim Breuer (da 6.500 a 25.000 euro). Successo per i dipinti figurativi a pastello dell'artista turco Gökhun Baltaci da Galeri Nev (Ankara), esauriti subito in apertura della fiera (prezzo compreso tra 2.000 e 7.000 euro).

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Matt Hoyt, Untitled, 2022, Tempera on illustration board, acrylic on wood frame, Courtesy: Bureau (New York)

Le altre gallerie

Ciaccia Levi (Parigi, Milano), tra i fondatori della fiera, espone i lavori di Chalisée Naamani, giovane artista laureata alle Beaux-arts di Parigi che si è distinta negli ultimi anni per i suoi assemblaggi di abiti, stampe fotografiche, sculture volumetriche e ninnoli vari. Nello stand erano appese alle pareti composizioni tessili senza manichini a supporto, dai colori sgargianti con motivi e componenti disparati (prezzi da 8mila euro). La selezione di arte contemporanea d’avanguardia a livello internazionale è stata assicurata dalla presenza di numerose gallerie straniere provenienti da diverse parti del mondo: Perù (Ginsberg Galeria, presente anche a Madrid), Iran (Delgosha), Algeria (Rhizomes) e Stati Uniti (Chapter NY, Derosia, Bureau), Germania (KOW, Max Mayer). L'americana Bureau (New York) ha presentato due artisti storici della galleria, Matt Hoyt (Mount Kisco, NY, 1975) con una suite di dipinti con motivi a griglia insieme a piccole sculture recenti (prezzi da 4mila a 6mila dollari), mentre di Julia Rommel (nata nel 1980 a Salisbury, MD) erano esposti tre nuovi dipinti nei toni del blu (prezzi da 25 a 45 mila dollari). La londinese Greengrassi, galleria che fa parte del comitato di selezione, sottolinea che nel tempo la fiera ha sempre presentato gallerie che fanno ricerca con artisti e opere molto interessanti. Nello stand le opere di tre artisti, due donne (Janice Kerbel e Margherita Manzelli) e per la prima volta, un uomo, Simon Ling con un lavoro di grandi dimensioni, un acrilico su carta formato da 20 parti (prezzi a partire dal 23mila euro). Infine, la galleria Lomex (New York) ha riscosso un successo con gli enigmatici dipinti luminescenti di Phoebe Nesgos (da 18.000 a 22.000 euro).

Installation view P420 (Bologna), Opere di Shafei Xia e June Crespo

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