Gender gap in Italia

Parità salariale, primo sì della Camera in commissione Lavoro

Le donne mediamente percepiscono il 12,2% in meno degli uomini, a parità di mansione. Ma se si analizzano i dati degli impieghi in cui è richiesta una laurea il divario cresce addirittura del 30,6%

di Nicoletta Cottone

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2' di lettura

Primo passo del disegno di legge sulla parità salariale fra uomo e donna. «Oggi in commissione Lavoro segniamo un passo avanti fondamentale nella lotta contro il gender pay gap. Con l’approvazione all’unanimità del testo di legge sulla parità salariale siamo a un passo dall’istituire un meccanismo di trasparenza per milioni di donne lavoratrici che oggi vengono pagate meno e sono escluse dalle opportunità di carriera rispetto ai loro colleghi uomini», ha detto la deputata del Pd Chiara Gribaudo, relatrice della legge sulla Parità salariale, dopo il voto in commissione Lavoro alla Camera. Il testo ora dovrà ricevere il via libera dll’aula di Montecitorio e poi superare l’esame del Senato prima di diventare legge dello Stato.

Forte il gender gap in Italia

«Il percorso di questa legge - ha dichiarato la relatrice Gribaudo - è iniziato insieme alla legislatura ed è il risultato di un profondo lavoro di studio e dialogo. È stato coordinato con le previsioni del Pnrr e oggi approviamo una proposta che prevede la creazione di nuovi meccanismi di trasparenza e garanzia per le donne lavoratrici attraverso il rapporto sulla situazione del personale e la creazione di una certificazione della parità di genere per premiare le aziende virtuose. Il gender pay gap in Italia può arrivare al 20% in meno sulla busta paga delle donne rispetto ai loro colleghi uomini, mentre solo il 28% dei manager sono donne».

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Peggio di noi solo Cipro

«Peggio di noi solo Cipro. Il Global gender gap report, infatti, ci pone fra i peggiori Paesi europei per le differenze economiche fra uomini e donne, e stima che servano oltre 200 anni per raggiungere la parità. Non possiamo aspettare secoli, è tempo di mettere fine a questa ingiustizia. C'è un testo condiviso fra le forze politiche approviamolo definitivamente prima possibile».

Trasparenza nella comunicazione dei dati da parte delle aziende

Il testo unificato, ha spiegatoTiziana Ciprini, deputata del M5s e componente della commissione Lavoro, è frutto di un lavoro di tessitura svolto in commissione che raccoglie gli spunti di diverse proposte di legge presentate. «Quel testo - ha detto Ciprini - prende ispirazione dalle normative già in vigore in altri Paesi europei, come Austria, Belgio, Spagna, Portogallo, Regno Unito, che fanno leva sulla “brand reputation”. Prevede la trasparenza nella comunicazione dei dati da parte delle aziende, per innescare un percorso virtuoso e ridurre la disparità di genere, in particolare sui salari». Le donne, ha sottolineato la deputata pentastellata, «mediamente percepiscono il 12,2% in meno degli uomini, a parità di mansione. Ma se si analizzano i dati degli impieghi in cui è richiesta una laurea il divario cresce addirittura del 30,6%. Con questo provvedimento iniziamo a invertire la rotta. Ora portiamolo subito in Aula».


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