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Parla il presidente dell’Epo: «Entro un anno il brevetto europeo»

di Laura Cavestri

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2' di lettura

Il brevetto unitario partirà entro l’anno. E Londra, assieme a Parigi e Monaco, ospiterà una delle tre sedi principali. A quasi un anno dal voto per la Brexit, per il presidente di Epo (l’Ufficio brevetti europeo), Benoit Battistelli, lo scenario non è cambiato. Conferma che è prematuro parlare di trasferimento a Milano di una delle tre sedi principali del tribunale per i brevetti (che dovrebbe sorgere a Londra). Ma soprattutto, si dice convinto che in sede di negoziato, tra Stati europei, un accordo politico si troverà. Con buona pace delle speranze milanesi.

Dottor Battistelli, a novembre la Gran Bretagna ha detto di voler ratificare il brevetto unitario e la sua Corte entro il 2017. Allo stesso tempo, il Regno Unito attiverà in primavera l’articolo 50 per avviare i negoziati per Brexit. Non è una contraddizione?

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Innanzitutto voglio congratularmi con l’Italia per la sua recente adesione all’accordo che definisce il brevetto unitario, diventando così il dodicesimo Paese aderente. Ma l’accordo non è tra Paesi Ue, qui Bruxelles non c’entra. È un accordo internazionale, tra Stati europei. Il perimetro è più ampio. La Corte dei brevetti non sarà una Corte Ue.

E si occuperà non solo del brevetto unitario, ma di tutti i brevetti che riguardano i 38 Paesi che aderiscono ad Epo. Per un periodo ancora indefinito, Londra resterà membro della Ue ed è pienamente titolata a ratificare l’accordo. Per partire bisogna essere 13 Paesi, inclusa Francia (che ha ratificato nel 2014), Regno Unito e Germania che dovrebbero concludere tra aprile e maggio. Riteniamo che Epo sarà in grado di autorizzare il primo brevetto unitario entro l’anno.

L’accordo prevede anche una Corte d’Appello a Lussemburgo e l’applicazione del diritto comunitario. Il premier Theresa May ha annunciato l’intenzione di uscire dal Mercato Unico. Volete modificare il trattato sul brevetto unitario perché la Corte resti a Londra?

Come presidente di Epo, non intendo commentare le future relazioni tra Ue e Regno Unito. Sono gli Stati membri che dovranno decidere, dato che - ribadisco - la futura Corte non è uno strumento legale della Ue ma un’intesa tra Stati.

Quindi l’Italia ha scarse possibilità di ospitare il tribunale dei brevetti farmaceutici che dovrebbe nascere a Londra?

Parlare di trasferimento di Corte è prematuro. Ripeto. Il Regno Unito potrà restare nel perimetro del brevetto europeo anche se dovesse uscire dalla Ue.

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