Strasburgo

Parlamento Europeo, subito un quadro giuridico per i lavoratori della cultura

Da Strasburgo la richiesta alla Commissione di stabilire un quadro comune per le condizioni di lavoro dei professionisti della cultura che passi per il riconoscimento giuridico e migliori condizioni di lavoro transnazionale

di Roberta Capozucca

Immagine “Pothole” di Jim Bachor

3' di lettura

Il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo il 20 ottobre 2021, ha approvato con 543 voti favorevoli la risoluzione che chiede il riconoscimento dello status di artista e l’introduzione di un quadro giuridico europeo a tutela delle sue condizioni di lavoro. La proposta di risoluzione poggia le sue ragioni sul Rapporto “The Situation of Artists and Cultural Work-ers and the post-COVID-19 Cultural Recovery in the European Union” pubblicato nel febbraio 2021 che, da una parte sottolinea come l'assenza di uno status professionale incida sulle condizioni di precarietà lavorativa degli artisti, dall'altro fa emergere come la mancanza di un quadro giuridico comune ostacoli il lavoro transfrontaliero sia nella fase di accesso, per la difficoltà di riconoscimento delle qualifiche, che nella fase di retribuzione per via della doppia tassazione.

Dalle raccomandazioni alle richieste

Nella plenaria di fine ottobre, le raccomandazioni fornite a maggio 2021 dal gruppo di lavoro firmatario del Rapporto sono, infatti, state affrontate soprattutto rispetto al tema della mobilità transfrontaliera e alle difficoltà burocratiche che essa comporta per i lavoratori della cultura. Alla Commissione e agli Stati membri è stato pertanto richiesto di intervenire sulla rimozione di ogni barriera di accesso al lavoro, come ad esempio i visti, ma anche sull'adeguamento dei sistemi contributivi e di sicurezza sociale. Nell'ottica di favorire migliori condizioni lavorative, gli europarlamentari hanno anche affrontato il complesso rapporto tra artisti e piattaforme di streaming digitale, che spesso esigono clausole di riscatto totale del diritto d'autore, imponendo un pagamento una tantum invece di ogni volta che viene riprodotto il lavoro. Per un cambio di passo, i deputati hanno chiesto alla Commissione e agli Stati membri di garantire l’accesso alla contrattazione collettiva e all'applicazione delle norme nazionali sul diritto d'autore. Altra richiesta approvata riguarda la necessità di intervenire con più programmi specifici per la mobilità dei giovani creatori e per lo sviluppo delle loro competenze imprenditoriali, con l'obiettivo di aiutarli a tradurre la creatività in una fonte affidabile di reddito.

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Per la mobilità degli artisti e degli operatori culturali

Di risposta all'approvazione della risoluzione, la DG Istruzione, Gioventù, Sport e Cultura della Commissione Europea ha confermato che lo stanziamento maggiore di Europa Creativa per l'annualità 2022 andrà proprio al “Mobility scheme for artists and/or cultural profes-sionals” all'interno del quale, il programma I -Portunus potrà contare su un budget di circa 21 milioni di euro, di cui 4,5 dovrebbero essere stanziati esclusivamente per la mobilità dei professionisti del settore musicale.

Per giovani imprenditori

Altra opportunità che nasce in seno alla programmazione europea e che da quest'anno si è aperta anche al settore culturale e creativo è Erasmus Plus for Young Entrepreneurs: un programma di scambio transfrontaliero a sostegno all'imprenditoria giovanile. Le mobilità prevedono una formazione presso le aziende dei paesi partner per una durata che va da 1 a 6 mesi, coperte dalla Commissione Europea per un importo mensile compreso tra i 500 e i 1.100 euro. Il programma di scambio, che nel periodo 2014-2020 ha ricevuto uno stanzia-mento di 55,3 milioni di euro nell'ambito del bilancio COSME e che diventerà sempre più centrale nelle direttive del Digital Single Market, ora si prepara a puntare sulle ICC promuovendo borse di studio ad hoc per la mobilità di giovani creativi e imprenditori o imprenditrici della cultura. Di questo focus settoriale, che nei prossimi anni verrà di fatto strutturato come filone d'azione all'interno del programma di scambio insieme ad altri settori chiave per la ripresa, se ne sta occupando per l'Europa l'italiana Materahub che ha recentemente aperto le candidature di partecipazione, dedicando anche 10 borse a giovani imprenditrici del cinema in accordo con la Lucana Film Commission.

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