un anno dalle elezioni del 4 marzo

Parlamento monopolizzato dai decreti legge

di Nicoletta Cottone

D’Alimonte: «Salvini è leader di un partito unito, il M5S parla con troppe voci»

4' di lettura

In Parlamento trionfano i decreti legge: a gennaio ne sono arrivati tre, che sommati ai due di dicembre fanno 5. Camere impegnate, dunque, soprattutto nella conversione dei decreti legge e nelle ratifiche di trattati internazionali. I dati calcolati da Open Polis segnalano che il governo Conte ha prodotto in media 2,4 decreti legge al mese. Il 71,43% delle leggi approvate da inizio legislatura sono state o ratifiche di trattati internazionali (28,57%) o conversioni di decreti legge del governo (42,86%). I decreti legge inviati in Parlamento in tre casi sono stati accorpati nel corso dell’iter.

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L’età media più bassa di sempre
La XVIII legislatura è iniziata il 23 marzo 2018 con la prima seduta alla Camera e al Senato dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018. Dopo lunghi giri di consultazione il 1° giugno al Quirinale il Governo Conte presta giuramento entrando ufficialmente in carica. È la legislatura con l'età media più bassa: alla Camera 44,33 anni, al Senato 52,12 anni.

Il più anziano è Napolitano, la più giovane Angela Raffa
Il parlamentare più anziano della legislatura è il senatore a vita Giorgio Napolitano (92 anni a inizio legislatura), mentre il parlamentare eletto più anziano è il senatore di Forza Italia Alfredo Messina (82 anni al momento dell'elezione). Il più anziano deputato, eletto nella circoscrizione Estero nelle liste Usei, è Eugenio Sangregorio (79 anni al momento dell'elezione). La parlamentare più giovane è la deputata pentastellata Angela Raffa (25 anni al momento dell'elezione). Il più giovane senatore di Liberi e uguali è Francesco Laforgia (40 anni al momento dell'elezione, eletto nelle liste di Liberi e Uguali.

A gennaio approvate sette leggi: tutte ratifiche di accordi internazionali
Finora è stato gennaio il mese più prolifico della legislatura che ha visto l’approvazione di 7 leggi. Sono state, però, tutte ratifiche di trattati internazionali: con il Giappone per il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa; con il Laos per la cooperazione culturale, scientifica e tecnologica; con il Montenegro per cooperazione culturale e di istruzione; con Bosnia ed Erzegovina l’accordo bilaterale in tema di estradizione; con Francia e Principato di Monaco l’ accordo Ramoge; con la Macedonia vari accordi in tema di giustizia. Poi il protocollo di Nagoya, Kuala Lumpur, in materia di responsabilità e risarcimenti. È la terza volta dall’inizio della XVIII legislatura che il 100% delle leggi approvate sono ratifiche di trattati internazionali. Era già successo a maggio e a ottobre: nei due mesi una sola legge era arrivata all’approvazione definitiva.

Ventotto leggi dall’inizio dell’anno
Quello di gennaio rappresenta un vero record. Perchè dall’inizio della legislatura sono state approvate solo 28 le leggi: il 25% solo nel mese di gennaio. Nei mesi di maggio, giugno e ottobre è arrivata al traguardo una sola legge. Tre leggi sono arrivate al capolinea ad agosto, novembre e dicembre. Quattro a settemre, cinque a luglio. Il picco di 7 a gennaio.

Approvazioni con votazioni bulgare
E le percentuali di approvazione sono bulgare. La maggior parte dei voti finali ha registrato pochissimi voti contrari. Open Polis ha calcolato che, per esempio, il via libera in prima lettura alla conversione in legge del decreto semplificazioni - unico disegno di legge votato a gennaio - la percentuale di voti contrari ha superato l'1% (32% di voti contrari).

Il confronto con gli altri governi
Dall’inizio della legislatura il consiglio dei ministri ha approvato in media più di 2 decreti legge al mese, terzo valore più alto dal governo Berlusconi a oggi. In testa c’è il governo Letta , con 2,78 decreti al mese, seguito dal governo Monti con 2,41 decreti legge approvati. Il dato che registra il governo Conte è sopra la media, e notevolmente superiore a quello degli esecutivi Berlusconi (1,90), Renzi
(1,70) e Gentiloni (1,18).

Quasi tre leggi su dieci approvati con la fiducia
Nella legislatura quasi 3 leggi su 10 sono state approvate con la fiducia chiesta dal governo Conte (28,57). La richiesta di fiducia arriva solo in caso di provvedimenti chiave. Nel rapporto tra voti di fiducia e leggi approvate ha fatto meglio di tutti il governo Berlusconi (16,42), seguito dal governo Renzi (26,72) e dal governo Letta (27,78). Peggio hanno fatto il governo Gentiloni (32,99) e il governo tecnico guidato da Monti (45,13).

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Maggioranza al Senato con un margine di 4 voti, che sale a 6 con i senatori Maie
Nel pallottoliere del Senato M5S e Lega possono contare sull’appoggio di 165 senatori: 107 del Movimento 5 stelle e 58 della Lega. I pentastellati hanno perso due senatori: Saverio De Bonis e Gregorio De Falco espulsi dal movimento. Un margine di soli 4 voti rispetto alla maggioranza assoluta (161 senatori), consolidato dall'accordo con i 2 senatori eletti all'estero del Maie. L’accordo - che aveva portato alla nomina del senatore Merlo alla poltrona di sottosegretario agli Affari esteri - porta a quota 6 i senatori in più rispetto alla soglia di maggioranza . Poi ci sono anche i 4 espulsi subito dai Cinque stelle (Buccarella e Martelli), e quelli fuoriusciti a gennaio (De Bonis e De Falco). Buccarella ha continuato a sostenere il governo, mentre Martelli ha votato contro le questioni di fiducia poste dal governo a dicembre.

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Un senatore in meno
Una curiosità: in questa legislatura a palazzo Madama sono stati eletti solo 314 senatori, invece 315.Nella Circoscrizione Sicilia il Movimento 5 Stelle ha eletto tutti i propri candidati in Sicilia e quindi non c'era nessun candidato che potesse subentrare a Nunzia Catalfo, eletta sia nel proporzionale sia nel aggioritario. Il totale di senatori è di 320, sommando anche i 6 senatori a vita presenti a inizio legislatura (Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica e quelli di nomina presidenziale:Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia, Liliana Segre).

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