AGRICOLTURA & INNOVAZIONE

Parlamento Ue: No ai brevetti su semi e animali da incroci naturali

La Commissione europea deve tornare a fare pressione sull’Ufficio europeo dei brevetti per impedire la brevettabilità di animali, piante o semi modificati geneticamente con incroci e selezione naturali. In serata, l’Ufficio brevetti europeo spiega però che si è già adeguato. Ma resteranno in vigore gli 80 brevetti già riconosciuti.

di Laura Cavestri


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3' di lettura

Non solo pomodori e broccoli. Frutta e verdura, ma anche piante e sementi, ottenuti da sistemi di incrocio tradizionali non devono essere brevettabili. L’Europarlamento ha approvato una risoluzione in cui nuovamente condanna – lo aveva fatto già 3 anni fa – la decisione dell’Epo (European patent office, ovvero l’Ufficio brevetti europeo) di ammettere, tra i brevetti, anche quelli che riguardano vegetali e sementi ottenuti da tecniche di selezione vegetale biologiche.
In pratica, il Parlamento Ue ha invitato la Commissione a fare tutto il possibile per convincere l’Ufficio europeo dei brevetti a non concedere licenze a prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici, sottolineando che nessuno dei 38 Stati firmatari della Convenzione sul brevetto europeo consente di brevettare i prodotti ottenuti con metodi tradizionali.

La questione
La risoluzione afferma che i prodotti – quali piante, sementi, caratteristiche autoctone e geni – ottenuti mediante procedimenti biologici dovrebbero essere esclusi dalla brevettabilità, perché la selezione vegetale è un processo innovativo, da sempre praticato dagli agricoltori. Non solo . «Un accesso libero alle informazioni e al materiale vegetale biologico – hanno spiegato gli europarlamentari – è essenziale per stimolare l’innovazione e la competitività nei settori dell’allevamento e dell’agricoltura, per sviluppare nuove varietà, migliorare la sicurezza alimentare e affrontare il cambiamento climatico».
Secondo Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura dell’Eurocamera «la decisione dell’Ufficoo brevetti mette a repentaglio la capacità innovativa del settore della selezione vegetale di sviluppare nuove varietà e costituisce una minaccia per la produzione mondiale di generi alimentari e la sicurezza alimentare. Può tradursi in un rischio per la salute dei consumatori e in monopoli sul mercato alimentare».
A questo punto, l’Europarlamento chiede alla Commissione Ue di interpretare la direttiva e di circoscriverne al più presto l’ambito di applicazione.

L’annosa querelle e la posizione dell’Ufficio brevetti Ue
La querelle è annosa. La risoluzione 2019/2800 segue ad un’altra, già presa nel 2015 dall’Europarlamento, in risposta alla decisione del 25 marzo 2015 del Consiglio d’Appello dell’Ufficio europeo dei brevetti, che ha concesso i primi brevetti sui pomodori (G0002/12) e sui broccoli (G0002/13) ottenuti con tecniche di coltivazione convenzionale.

In realtà, in serata, da Epo fanno sapere che l’orientamento è già cambiato. Secondo l’Ufficio brevetti, la direttiva Ue 44/1998 chiarisce in maniera esplicita che i procedimenti biologici per la produzione di piante – come l’incrocio – non possono essere brevettabili. Ma non lo ribadisce allo stesso modo per le piante che ne derivano e i relativi prodotti – un frutto, un ortaggio o un seme – che, quindi, potrebbero ottenere una protezione a livello europeo.
In ogni caso, dal 2017, dopo la netta presa di posizione anche dei 38 Stati firmatari della Convenzione sul brevetto europeo, che non consentono di brevettare i prodotti ottenuti con metodi tradizionali, l’Epo spiega di aver cambiato il suo orientamento e, da allora, di non ammettere più nuove domande di brevetti vegetali frutto di incroci convenzionali.

Tuttavia, restano i circa 80 brevetti di questo tipo già assegnati prima di luglio 2017, sulla cui decadenza potrebbero esprimersi – spiega l’Ufficio brevetti – i giudici nazionali. Non solo pomodori e broccoli, ma anche cereali resistenti alla peste (dei vegetali) così come alcune tipologie di ortaggi che, con le modifiche convenzionali, hanno allungato la loro durata in frigorifero.

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