martedì a strasburgo

Parlamento Ue, von der Leyen a caccia di voti socialisti e liberali

Nel disperato tentativo di convincere il Parlamento europeo ad accordarle la fiducia, la presidente designata della Commissione europea Ursula von der Leyen ha inviato oggi due lettere ai gruppi parlamentari socialista e liberale, tratteggiando a grandi linee il programma di legislatura che sarà chiamata a presentare domani in aula. Il suo obiettivo è di ottenere almeno 374 voti a favore (su un totale di 747 parlamentari) in uno scrutinio segreto dall'esito tuttora incerto.

dal nostro inviato Beda Romano


Ue, Ursula von der Leyen: sono onorata di guidare la Commissione

3' di lettura

Nel disperato tentativo di convincere il Parlamento europeo ad accordarle la fiducia, la presidente designata della Commissione europea Ursula von der Leyen ha inviato oggi due lettere ai gruppi parlamentari socialista e liberale, tratteggiando a grandi linee il programma di legislatura che sarà chiamata a presentare domani in aula. Il suo obiettivo è di ottenere almeno 374 voti a favore (su un totale di 747 parlamentari) in uno scrutinio segreto dall'esito tuttora incerto.

Oltre ai popolari, l'esponente democristiana tedesca ha bisogno del sostegno di socialisti e liberali. Spicca tra le altre cose la promessa di presentare una proposta legislativa tutte le volte in cui il Parlamento europeo approva una propria risoluzione “alla maggioranza dei suoi membri”. I Trattati danno l'iniziativa legislativa alla sola Commissione. Il tentativo della signora von der Leyen è di venire incontro alle pressioni dei deputati di avere una qualche forma di potere in questo campo.

Dai disoccupati all’ambiente, le proposte di VDL
Sul versante della zona euro, la proposta più interessante riguarda la nascita di un meccanismo europeo di riassicurazione per i disoccupati. L'idea ha origine nel Kurzarbeit usato dal governo Merkel nel 2009 quando il fallimento di Lehman Brothers provocò un crollo dell'economia (si veda Il Sole/24 Ore del 12 giugno 2009). Si tratta di un sistema non dissimile dalla cassa integrazione italiana. In Germania ha permesso di limitare l'aumento della disoccupazione, riducendo i costi per le imprese.
Per quanto riguarda la politica di bilancio, la signora von der Leyen si conferma perfettamente in linea con la visione dominante in Germania e in generale nell'establishment comunitario: «La mia priorità – scrive nelle sue lettere - è il rafforzamento della zona euro, usando tutti gli strumenti a nostra disposizione. Userò tutta la flessibilità concessa dal Patto di Stabilità per favorire una crescita che sia rispettosa dei conti pubblici e garantisca la responsabilità di bilancio».

Sul fronte ambientale, la presidente designata conferma il target di ridurre a zero le emissioni nette entro il 2050. Vuole anche ridurre “di almeno il 50%” le emissioni di Co2 entro il 2030. La signora von der Leyen intende però puntare su un obiettivo del 55% “in modo responsabile”. Precisa nelle sue lettere: “Il piano deve essere fondato su una analisi che prenda in considerazione l'impatto sociale, economico e ambientale (…) che stimoli l'innovazione, la competitività e l'occupazione”. Il tema dell'ambiente è cruciale non solo per i socialisti, ma anche per i verdi, che finora hanno annunciato un voto negativo. I Ventotto sono divisi sull'obiettivo del 2050. Molti paesi dell'Est - in particolare la Polonia - sono contrari perché temono i costi della transizione. Non per altro, la signora von der Leyen vuole proporre un fondo dedicato proprio al sostegno finanziario dei paesi più in difficoltà nell'accettare obiettivi ambiziosi (si veda Il Sole/24 Ore di sabato).

Un monitoraggio per lo Stato di diritto
Infine, sul delicatissimo tema dello stato di diritto, la signora von der Leyen propone che sia creato un meccanismo di monitoraggio di tutti i paesi membri, attraverso rapporti annuali. «Nessuno di noi è perfetto». Il tentativo è di venire incontro alle pressioni dei paesi dell'Europa dell'Ovest perché si impegni su questo fronte, senza urtare i paesi dell'Europa dell'Est, due dei quali sono oggetto di procedura. «Non possono esserci compromessi quando si tratta del nostri valori comuni». Il desiderio è di trovare un equilibrio che possa convincere popolari e socialisti, liberali e verdi, e possibilmente anche alcuni conservatori e non-iscritti (di cui fa parte il M5S). In buona sostanza, la signora von der Leyen dovrà convincere il maggior numero di deputati europei senza urtare il nocciolo duro dei parlamentari europeisti.

In una assemblea più frammentata che in passato, il rischio di una maggioranza risicata o debitrice dei voti nazionalisti è elevato.
Secondo le informazioni raccolte qui a Strasburgo, la signora von der Leyen avrebbe il sostegno di circa 400 deputati. Il problema è capire se sarà una maggioranza debitrice del sostegno dei partiti euroscettici. La presidente designata gode dell'appoggio esplicito dei popolari e implicito dei liberali. I socialisti sono divisi. Contrari i verdi e la sinistra radicale. Incerti i conservatori e i non-iscritti. Al di là delle raccomandazioni di voto, non mancheranno i dissidenti, da una parte e dall'altra.

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