premi e concorsi

Parma Capitale italiana della Cultura 2020 a caccia di progetti culturali

di Roberta Capozucca


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Il Duomo e il Battistero di Parma - Agf

3' di lettura

Il comune di Parma chiama alle armi i progettisti culturali per ampliare il palinsesto delle attività di Parma 2020 – Capitale Italiana della Cultura . C'è tempo fino al 31 marzo per partecipare. Da 2014, su esempio dell'iniziativa europea, il Mibac designa una città italiana che ha il compito di diffondere il valore della cultura per la coesione sociale, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo. Il 16 febbraio del 2018, Parma è stata scelta come Capitale Italiana della Cultura per l'anno 2020 tra altre 46 città partecipanti alla selezione. Il dossier di candidatura “ La cultura batte il tempo ” ha conquistato la giuria del Ministero per aver saputo costruire un progetto allargato su base territoriale, in cui sono state coinvolte tutte le istituzioni, le associazioni e le forze nazionali per il miglioramento dell'offerta culturale di Parma e del territorio che la circonda. Già dalla fase redazionale del dossier le cifre dichiarate hanno espresso una volontà corale di rendere la cultura riferimento e pilastro della crescita del territorio, sia nel potenziamento del sistema dell'industria culturale e creativa, che nelle sue forme più accreditate e tradizionali e in quelle più emergenti e sperimentali. Ai 5.300.000 euro stanziati da diversi attori per le iniziative di Parma 2020, infatti, si aggiunge un altro budget di circa 9. 000. 000 euro che la città stanzia annualmente per il settore culturale e che ha riconfermato per il 2020.

SOSTENIBILITÀ ECONOMICO FINANZIARIA DI PARMA 2020

Proprio con questo spirito, a nove mesi dalla nomina, Parma lancia un avviso per stimolare la partecipazione all'iniziativa. Destinatari della call sono tutti quei soggetti radicati sul territorio, che non sono riusciti a partecipare alla chiamata di presentazione del dossier, eccezion fatta per le sole persone fisiche. Per la selezione sono state aperte due tranche per l'invio dei progetti: la prima con scadenza il 31 gennaio e l'altra il 31 marzo. La selezione, che verrà resa pubblica online a un mese di distanza dall'invio, non produrrà una graduatoria, ma un elenco di progetti valutati idonei o non idonei al Programma di Parma 2020. È importante sottolineare che questo avviso non è un bando e quindi non prevede l'erogazione di alcun contributo. Per le proposte che risulteranno idonee, il Comune di Parma prevede però delle agevolazioni economiche: come la concessione gratuita di luoghi pubblici e l'esenzione del canone di occupazione, la gratuità del noleggio di beni mobili in dotazione dell'amministrazione (sedie, transenne etc) e il supporto nella comunicazione istituzionale. Questo significa che il soggetto proponente dovrà dimostrare all'interno del proprio piano economico e finanziario la sostenibilità del progetto e la reale capacità di attrarre altre forme di finanziamento (sponsorizzazioni, risorse proprie, attivazione di crowdfunding o contributi da parte di altri enti pubblici). Le caratteristiche delle proposte presentate dovranno, inoltre, rispecchiare il concept di Parma 2020, rivolgersi ad un pubblico diversificato per fascia di età e di stili culturali, proporre progettualità con evidenti elementi di qualità e innovazione sociale ed economica, capaci di innescare benefici per il territorio anche dopo il 2020. Le iniziative proposte potranno essere anche realizzate fuori dal territorio emiliano seppur con un legame esplicito a Parma; non sono invece ammessi progetti di comunicazione a titolo puramente esemplificativo quali: produzioni audiovisive originali, prodotti editoriali, guide turistiche, siti web e iniziative social.

Il contributo pubblico
Accanto all'avviso il Comune ha messo a disposizione una serie di laboratori di progettazione culturale rivolti a operatori e responsabili di associazioni, soggetti pubblici e privati per confrontarsi con le strategie della propria organizzazione e per rispondere prontamente alle campagne legate ai progetti integrativi di Parma 2020. Come commenta Massimiliano Zane, che terrà i laboratori: “le sei giornate di formazione aiuteranno i partecipanti, in modo concreto e non accademico, non solo a comprendere quali domande porsi per impostare una progettualità che risponda ai requisiti di bandi e call, ma con sessioni pratiche e workshop forniranno strumenti tecnici per comprendere al meglio necessità ed opportunità offerte dal patrimonio culturale e come metterle a valore per intercettare i desideri degli abitanti e dei visitatori”.
Per il programma e le iscrizioni ai laboratori collegati qui .
Per informazioni e modalità di presentazione dei progetti, si veda l'avviso pubblico a questo link .

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