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Parmigiano Reggiano, balzo dei ricavi previsti per il 2021. Spinta sulla promozione

Dopo l’aumento di produzione nel 2020 e il superamento della sfida Covid, saranno investiti 26 milioni (quasi 4 in più dell’anno scorso) per crescere ancora

di Giorgio dell'Orefice

La banca delle 170mila forme di Parmigiano di montagna

3' di lettura

Una terapia d'urto promozionale per il Parmigiano Reggiano Dop. È stato approvato stamani dall’assemblea dei soci del Parmigiano reggiano un bilancio preventivo 2021 da record. I ricavi saranno di 51,8 milioni (contro i 38,4 del 2019 e i 33,4 del 2018). Nel 2020 la produzione di Parmigiano Dop è cresciuta del 5% a quota 3,95 milioni di forme, il livello più alto di sempre e per il 2021 si prevede un ulteriore + 1% a quota 3,98 milioni di forme.

Per trovare sbocchi di mercato per fronteggiare la crescita produttiva sono stati rafforzati gli investimenti promozionali: 26 milioni di euro (contro i 22,4 milioni del 2019 e i 20,3 del 2018). Oltre un terzo delle risorse andrà all'export con uno stanziamento di 9 milioni per lo sviluppo dei mercati esteri.Una nuova, importante, voce del Bilancio Preventivo 2021 è rappresentata da un investimento di 6 milioni di euro destinato ai caseifici per promuovere comportamenti virtuosi. Nel dettaglio 3,5 milioni saranno stanziati per migliorare le performance del comprensorio in tema di benessere animale, mentre altri 2,5 milioni serviranno invece a creare l'infrastruttura necessaria per la “scolmatura del latte”.

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Il programma, introdotto con il Piano Strategico dello scorso giugno, prevede, in caso di sovrapproduzione o di crisi, di poter destinare ad altri usi il latte idoneo a produrre Parmigiano Reggiano.

Scongiurata la crisi di inizio 2020 – ha commentato il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli– serve più che mai investire nel 2021 per i traguardi futuri e per gestire l'aumento produttivo. Il mercato continua a dare conferme positive per la domanda, sia in Italia sia all'estero, e l'esito delle elezioni Usa potrebbe portare a una ridiscussione dei dazi (che nel 2020 hanno penalizzato i formaggi italiani, ndr). La riapertura del canale horeca (bar e ristoranti, ndr) ci vedrà pronti con un piano marketing aggressivo e orientato allo sviluppo della domanda».

Il 2021 sarà però anche un anno di sfide dalla Brexit agli effetti della crisi post-Covid che impatteranno sui consumi, alla crescita produttiva che non accenna a rallentare. Ed è per questo che al Consorzio hanno messo in piedi una terapia d'urto promozionale .Tra le novità annunciate nel corso dell'Assemblea, l'ulteriore sviluppo del Progetto Premium 40 mesi. Il Consorzio preme sull'acceleratore e crea un plafond aggiuntivo che porta il budget totale del progetto a di 5 milioni di euro.
«Grazie al lavoro effettuato sulla marca – spiegano al Consorzio – tra 3- 4 anni il segmento 40 mesi potrà arrivare a rappresentare il 3-4% del consumo totale, vale a dire oltre 100mila forme»

«Il Parmigiano Reggiano è il simbolo dell'agroalimentare italiano e dei prodotti Dop che mettono al centro il legame col territorio di provenienza – ha ricordato l'assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi –. Vorrei ringraziare i protagonisti del successo di questo prodotto che non si sono mai fermati anche nelle condizioni di difficoltà che ha generato la pandemia. Dobbiamo darci a breve alcuni obiettivi: contrastare la volatilità dei prezzi, un aspetto che rappresenta un pericolo per tanti produttori e cercare di valorizzare al meglio il prodotto, garantendo agli operatori la remunerazione adeguata per un formaggio unico e straordinario. C'è bisogno che il sistema Parmigiano Reggiano sia maggiormente autonomo e che nelle filiere il valore venga redistribuito ai produttori con maggiore equilibrio: serve coesione del sistema e spirito di squadra».


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