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Scontro M5S-Conte sullo scudo all’ex-Ilva. Parte la battaglia legale con Mittal

Gli avvocati dell’azienda hanno presentato al Tribunale di Milano la citazione in cui chiedono di accertare e dichiarare l’efficacia del diritto di recesso. Il leader degli industriali Boccia ribadisce il no alla nazionalizzazione. Gualtieri (Mef): per l'Ilva il tema è il rispetto degli accordi e l'individuazione di una soluzione sostenibile di mercato e di rilancio, anche per il conseguimento degli obiettivi di bonifica

di Domenico Palmiotti


Detto e contraddetto: le frasi della politica sull’Ilva

6' di lettura

Sale la tensione all’interno del governo sull’ipotesi di scudo penale ad ArcelorMittal. Toni accesi e un clima a tratti assai teso hanno segnato la riunione del premier Giuseppe Conte con i parlamentari pugliesi del M5s, che si è chiusa con una sostanziale fumata nera sulla questione dello scudo penale per Arcelor Mittal.

Posizioni distanti
L’incontro, a quanto si apprende, non avrebbe avvicinato le posizioni: «È andato malissimo», dice un partecipante. La pattuglia capeggiata dall'ex ministro Barbara Lezzi non ha ceduto sull’ipotesi di varare un decreto per introdurre uno scudo, magari in versione “soft”, che “tolga ogni alibi” ad Arcelor Mittal. Il premier avrebbe prospettato tutte le difficoltà nella gestione del dossier e spiegato che una norma, magari di carattere generale, per garantire la non punibilità per danno ambientale, toglierebbe ogni pretesto all'azienda, anche in vista dell'annunciata battaglia legale.

Il vertice della mattina
In attesa di capire del nuovo confronto tra ArcelorMittal e Giuseppe Conte, il primo ministro ha incontrato i parlamentari pugliesi del M5S, per parlare della vertenza Ex Ilva. All’incontro hanno partecipato anche il leader del M5S e ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, e il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico d’Incà. Tra i punti di discussione, il tema controverso dell’ipotesi di reintroduzione dello scudo penale per i vertici di ArcelorMittal, qualora la multinazionale decida di rivedere la decisione di disimpegnarsi da Taranto. «È doveroso affrontare il tema dell'Ilva - avrebbe detto Di Maio incontrando i parlamentari M5S - e dobbiamo farlo in tempi celeri dando piena fiducia al ministro Patuanelli. Abbiamo le idee chiare, lavoriamo in modo veloce. Da parte del Movimento c'è la massima disponibilità a dare supporto al governo per trovare una soluzione concreta».

Di Maio: emendamento scudo problema per maggioranza
«Sarebbe un problema enorme per la maggioranza». Così Luigi Di Maio ha risposto alla domanda su un eventuale emendamento per reintrodurre lo scudo penale presentato da Italia Viva o dal Pd, a proposito del dossier Ilva. E ha aggiunto: «Se provochi un disastro ambientale, si deve pagare». Sbagliato poi, secondo il leader M5s, parlare di nazionalizzazione. «Dire oggi sì alla nazionalizzazione
- ha detto - significa dire agli indiani ve ne potete andare. Bisogna dire
invece che non se ne possono andare. Noi andremo contro di loro
in giudizio con una misura cautelare che presenteremo nei prossimi
giorni». E ancora: «Non possiamo rimanere in ostaggio di un'azienda, Mittal deve rispettare gli impegni presi. E vi garantisco che lo Stato si farà rispettare».

Boccia: Confindustria contraria alla nazionalizzazione
«Non si può fare a meno dell'Ilva, perché è una parte fondamentale della siderurgia italiana». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell'assemblea di Confindustria Bergamo. L'importanza dello stabilimento di Taranto, ha continuato Boccia, sta nel fatto che «serve molta parte dell'industria italiana». E «se vogliamo mantenere una posizione di rilievo della questione industriale europea, essendo noi tra l'altro la seconda manifattura d'Europa, è un elemento imprescindibile». La crisi in corso «non significa però che dobbiamo usare l'Ilva in chiave di nazionalizzazione» e le parole di Gualtieri dell'altro giorno (che si è detto contrario, ndr), sono molto significative e noi le condividiamo», ha ribadito il leader degli industriali, manifestando la contrarietà di Confindustria all'ipotesi nazionalizzazione.

Gualtieri: per Ilva individuare soluzione di mercato
E di Ilva ha parlato anche il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, oggi in audizione sulla manovra in Senato. «Vogliamo il ripristino degli approvvigionamenti, l'Ilva deve continuare a produrre e il governo è impegnato collegialmente per questo obiettivo», ha spiegato, sottolineando che «gli obiettivi di bonifica sono tanto più realizzabili quanto più va avanti il piano industriale, sono strettamente legati». Il tema all'ordine del giorno per l'Ilva, ha aggiunto in sintonia con il presidente di Consfindustria, non è la nazionalizzazione, ma «il rispetto degli accordi e l'individuazione di una soluzione sostenibile di mercato e di rilancio, anche per il conseguimento degli obiettivi di bonifica».

La parola ai legali
Oggi è inoltre la giornata che segna l’avvio della battaglia legale attorno ai destini dell’ex Ilva: gli avvocati di ArcelorMittal hanno depositato al Tribunale di Milano l’atto di citazione verso Ilva in amministrazione straordinaria. Il deposito formale segue la notifica dell’atto avvenuta una settimana fa nei confronti dei commissari.

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Fiamme libere all'altoforno 2
Intanto un incidente nell’acciaieria 2 dello stabilimento ArcelorMittal, ex Ilva, viene denunciato dai sindacati Fim, Fiom e Uilm. Una siviera, che è un grosso contenitore che trasporta acciaio liquido, appena uscita dal convertitore 1 «si è bucata sversando acciaio in fossa e procurando fiamme altissime - denunciano i sindacati metalmeccanici - che raggiungevano delle tubazioni di gas. Solo l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco che hanno gestito l’emergenza in maniera professionale, ha evitato il peggio». Non ci sono stati infatti feriti. I sindacati parlano poi di «mancanza inaudita»: «la completa assenza della distribuzione d’acqua della linea d'emergenza che doveva essere utile al reintegro delle cisterne e di supporto a tutta l’acciaieria in caso di incendio». «Riteniamo intollerabile l'intero accaduto - evidenziano Fim, Fiom e Uilm - a dimostrazione che l'acciaieria 2 e tutti gli altri impianti necessitano di interventi immediati e di una seria manutenzione ordinaria e straordinaria sino ad oggi solo annunciata senza nessun effettivo intervento».

La richiesta al tribunale di Milano
Nell’atto di citazione presentato al Tribunale, ArcelorMittal chiede in via principale al Tribunale di Milano di «accertare e dichiarare l’efficacia del diritto di recesso dal contratto di affitto con obbligo di acquisto dei rami di azienda». ArcelorMittal avanza al Tribunale anche delle richieste in via subordinata e cioè accertare e dichiarare che il contratto «si è risolto per sopravvenuta impossibilità», «perché è venuto meno un presupposto essenziale» e perché le società ricorrenti non hanno alcun «interesse apprezzabile parziale» all’adempimento del contratto.

Ricorso cautelare urgente
La contromossa verso l’atto di citazione di ArcelorMittal è un ricorso cautelare urgente, ex articolo 700 del Codice di procedura civile, da parte dell’amministrazione straordinaria Ilva sempre al Tribunale di Milano. Avvocati e commissari sono al lavoro sul testo già da venerdì, e il deposito dovrebbe ad horas, anche se non è esclusouno slittamento di un giorno o due. L’amministrazione straordinaria ritiene col ricorso che manchino, «anche in via ipotetica», i presupposti, in punta di fatto e di diritto, per il recesso e intima ad ArcelorMittal di fermarsi nelle azioni di disimpegno sia verso gli impianti, sia verso il personale.

Il confronto con la magistratura
Un altro fronte giudiziario, ma questa volta a Taranto, riguarda poi l’altoforno 2. ArcelorMittal contesta ai commissari il mancato rispetto delle scadenze di messa in sicurezza, imposte dall’autorità giudiziaria, e paventa un nuovo sequestro. Ilva in as, però, presenterà domani alla magistratura l’analisi di rischio dell’impianto. Questa costituisce il primo step fissato dall’autorità giudiziaria dopo che il Tribunale del Riesame, a metà settembre, accogliendo il ricorso di Ilva in as, ha concesso una nuova facoltà d’uso per i lavori all’altoforno 2. Fra una decina di giorni, Ilva in as presenterà alla magistratura anche i progetti con i relativi ordini, mentre per un’altra scadenza, quella del 13 dicembre, relativa all’operatività di alcuni nuovi sistemi, sarà chiesta una proroga.

C onte sollecita propste
Il premier Conte chiede intanto a tutti i ministri di presentare progetti e iniziative per far decollare quello che ha chiamato “Cantiere Taranto” al di là del nodo ArcelorMittal. Il quotidiano La Repubblica rende oggi noto il testo della lettera ma la mossa del premier già ieri era stata anticipata dal sottosegretario alla presidenza, Mario Turco, e dal sindaco, Rinaldo Melucci, rispettivamente in incontri a Taranto (in Camera di Commercio) e a Bari (in Regione Puglia). Ha detto infatti Turco: «Raccoglieremo nella prossima settimana le proposte. Ogni ministro deve scrivere un capitolo e dire cosa potrà fare oggi, ma anche domani, per Taranto. Ogni ministro - ha rilevato Turco - dovrà individuare le azioni concrete che può fare per questo territorio». Turco ha pure annunciato che oggi farà partire «l’invito a tutte le imprese a partecipazione pubblica e chiederò ad ogni soggetto che cosa può scrivere in questo capitolo».

Per approfondire:

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