Energia

Parte dall’Italia il primo magnete per il nucleare pulito

È pronta la prima maxi bobina, con cuore europeo e molta tecnologia made in Italy, per il progetto Iter. Partirà via nave da Marghera per arrivare in Francia e raggiungere Cadarache

di Raoul de Forcade

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È pronta la prima maxi bobina, con cuore europeo e molta tecnologia made in Italy, per il progetto Iter. Partirà via nave da Marghera per arrivare in Francia e raggiungere Cadarache


2' di lettura

È pronto, dopo 10 anni di lavorazione, il primo maxi magnete superconduttore per il progetto Iter, l’esperimento interna zionale per testare l’energia da fusione, cioè il nucleare pulito che riprodurrà sulla terra la potenza del sole e delle stelle.

La partenza del magnete, che ha un cuore europeo con tanto made in Italy, è prevista per l’11 marzo da Marghera: arriverà via nave al porto di di Fos-sur-Mer (Marsiglia), per essere poi trasportato alla sua destinazione finale, cioè Cadarache, di Iter.

Il manufatto è uno delle 18 bobine necessarie al progetto, 10 delle quali costruite in Europa e otto (più una di scorta) in Giappone. Il componente in partenza è stato finanziato dall’Ue attraverso Fusion for energy, l’organizzazione che gestisce il contributo europeo apportato a Iter.

I principali appaltatori delle maxi bobine Ue sono Simic, Asg Superconductors, Cnim, Iberdrola ingeniería y construcción, Elytt e il consorzio Icas. La fabbricazione dei 10 magneti si sviluppa in più stabilimenti.


Stabilimenti che sono a Torino, dove l’Icas ha prodotto il conduttore; alla Spezia, dove Asg Superconductors (gruppo Malacalza) fabbrica il nucleo interno dei magneti, in collaborazione con Elytt Energy e Iberdrola Ingeniería y Construcción; a Tolone, in Francia, dove Cnim ha prodotto le attrezzature per introdurre il conduttore nel magnete; a Marghera, dove Simic ha prodotto delle attrezzature simili per lo stesso scopo, effettuando delle prove a freddo.

Iter utilizzerà i magneti toroidali per isolare plasma supercaldo che arriverà a 150 milioni di gradi centigradi. Le bobine creeranno una gabbia magnetica per tenere il plasma lontano dal recipiente della macchina.

Una volta alimentati con la corrente (da 68mila ampere), i magneti genereranno un campo che arriverà fino a 11,8 Tesla: circa 250mila volte quello della terra.

Ogni magnete misura 17 metri per nove e pesa 320 tonnellate. Quello europeo, come si è accennato, è il primo dei 18 per il campo toroidale ad essere fornito a Iter.

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