ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCome funzionano le nuove tutele

Parte il nuovo welfare per 260mila lavoratori dello spettacolo

Dopo le misure nel Sostegni bis, il quadro si completerà con un disegno di legge e la riforma degli ammortizzatori sociali in arrivo

di Andrea Biondi

Teatro di figura, arte urbana e storia a FerragOstia Antica 2021

5' di lettura

Regole in vigore dal 1° luglio e diventate legge definitiva dello Stato con la conversione del decreto Sostegni bis nella legge 106/2021. Per i lavoratori dello spettacolo - circa 260mila in Italia - si volta pagina in tema di welfare, fra misure comprese nel decreto legge, disegno di legge collegato alla manovra di bilancio, che prevede una delega legislativa per il riordino dell’intero settore, e riconoscimento della specificità del settore dello spettacolo anche nella riforma degli ammortizzatori sociali che lunedì 9 agosto è stata illustrata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alle parti sociali.

A partire dal Dl Sostegni bis, tutta questa architettura d’intervento promette di scrivere una nuova pagina in materia di welfare per i lavoratori dello spettacolo, che ha preso vita nel pieno dell’emergenza Covid ee è frutto di un lavoro che vede impegnati in tandem ministero della Cultura e ministero del Lavoro. «Sono stati mesi drammatici – spiega Lorenzo Casini, capo di gabinetto del ministero della Cultura – che hanno almeno permesso di colmare finalmente molte lacune normative. Siamo riusciti a raccogliere, grazie a un continuo lavoro di ascolto e studio, la maggior parte delle giuste istanze rappresentate da organizzazioni sindacali e associazioni».

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Tutele assistenziali

Ma cosa è cambiato in concreto dall’1 luglio 2021? Si è puntato innanzitutto a un rafforzamento delle tutele assistenziali. Sulla “genitorialità” è stato modificato il sistema di calcolo delle indennità, parametrandone l’ammontare giornaliero al reddito percepito nei dodici mesi antecedenti il periodo indennizzabile, invece che nelle ultime quattro settimane.

Per l’“indennità di malattia” si richiede il possesso non più di 100, ma di 40 contributi giornalieri versati al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (Fpls) dal 1° gennaio dell’anno precedente l’insorgenza della malattia. Quanto alla “retribuzione giornaliera a fini assistenziali” le nuove misure hanno innalzato da 67,14 euro a 100 euro la retribuzione massima giornaliera di riferimento per il calcolo delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, dei contributi e delle prestazioni per le indennità economiche di malattia e maternità.

È prevista poi un’“assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”: i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, anche autonomi, sono automaticamente assicurati presso l’Inail.

«Alas» e previdenza

In materia di ammortizzatori, il Dl Sostegni bis introduce anche, a partire dall’1 gennaio 2022, l’“Alas”: l’assicurazione per la disoccupazione involontaria dei lavoratori autonomi dello spettacolo, oggi sprovvisti di ammortizzatori di questo tipo e senza possibilità di accedere alla Naspi. Potranno beneficiarne i lavoratori che non abbiano in corso rapporti di lavoro autonomo o subordinato e abbiano maturato nell’ultimo anno quindici giornate di contribuzione, con reddito non superiore a 35mila euro. L’indennità sarà corrisposta mensilmente per un numero di giornate pari alla metà delle giornate di contribuzione al Fpls nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno precedente la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro. L’indennità, esente da tasse, non potrà in ogni caso superare la durata di sei mesi.

Il Dl Sostegni bis interviene poi sul versante previdenziale. I contributi giornalieri richiesti per l’annualità di contribuzione scendono da 120 a 90. Per gli attori cinematografici e audiovisivi – che maturano mediamente un numero di giornate più basso – si prevede che ogni giornata contributiva versata al Fondo determini l’accreditamento di un’ulteriore giornata, fino a concorrenza dei 90 contributi giornalieri annui richiesti.

La maturazione dell’annualità di contribuzione sarà comunque assicurata per quei lavoratori che superano un determinato tetto di reddito (quattro volte quello minimo annuale). Infine, chi fosse sotto quella soglia reddituale e avesse però almeno 45 contributi, vedrà in ogni caso accreditate le giornate mancanti fino alle 90 necessarie. Ampliate anche le attività accreditabili a fini pensionistici con le attività di insegnamento retribuite, formazione e di carattere promozionale di spettacoli. Soprattutto, si introduce la possibilità del ricongiungimento dei contributi maturati presso altre gestioni fino a 1/3 dei contributi annuali.

Datori e misure future

Arrivano ora anche obblighi di rendicontazione per i datori di lavoro cui i lavoratori potranno chiedere il rendiconto dei contributi pensionistici versati. Le eventuali sanzioni sono severe perché possono precludere l’accesso delle imprese ai finanziamenti pubblici, come il Fus e il Fondo cinema e audiovisivo. Tutto ciò anche con lo scopo di favorire l’emersione del nero.

Infine, il Dl prevede l’aggiornamento (entro 120 giorni dall’entrata in vigore) delle figure professionali tutelate (l’ultimo adeguamento è del 2005) con obbligo di revisione quinquennale. A tutto ciò si sono aggiunti il disegno di legge collegato alla manovra di bilancio che prevede una delega legislativa per il riordino del settore e la riforma degli ammortizzatori sociali che riconosce espressamente il carattere discontinuo del lavoro nello spettacolo. Fra le misure vi sono il registro per i professionisti e l’introduzione di un sostegno economico temporaneo (Set) per i lavoratori dello spettacolo autonomi e a tempo determinato sotto un certo reddito. Al momento l’onere stimato è di 250-270 milioni l’anno.

Il dettaglio delle misure

Maternità e paternità - Modificato il calcolo delle indennità
Le forme di tutela e di sostegno alla maternità e alla paternità sono state adeguate al carattere discontinuo delle prestazioni lavorative nello spettacolo, che compaiono espressamente nel testo unico della norme in materia. È stato modificato il sistema di calcolo delle indennità, parametrandone l’ammontare giornaliero al reddito percepito nei dodici mesi antecedenti il periodo indennizzabile, invece che nelle ultime quattro settimane

Tutele assistenziali - Meno contributi per coprire la malattia
Per accedere all’indennità economica in caso di malattia, si richiede il possesso non più di 100, ma di 40 contributi giornalieri versati al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo dal 1° gennaio dell’anno precedente l’insorgenza della malattia. Quanto alla retribuzione giornaliera a fini assistenziali le nuove misure hanno innalzato da 67,14 euro a 100 euro la retribuzione massima giornaliera di riferimento

Previdenza - Versamenti annui ridotti a 90 giorni
I contributi giornalieri richiesti per il raggiungimento dell’annualità di contribuzione sono ridotti da 120 a 90. Per gli attori cinematografici e audiovisivi – che maturano mediamente un numero di giornate più basso – si prevede che ogni giornata contributiva versata al Fondo determina l’accreditamento di un’ulteriore giornata, fino a concorrenza dei 90 contributi giornalieri annui richiesti

Pensioni - È più ampio il numero di attività accreditabili
Il versamento dei contributi al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (Fpls) è anche per le prestazioni rese per attività di insegnamento retribuite, formazione e di carattere promozionale di spettacoli. Si introduce la possibilità di procedere con il ricongiungimento dei contributi maturati presso altre gestioni fino a 1/3 dei contributi annuali: quindi, con 60 contributi giornalieri al Fpls e 30 ad altri fondi, si matura comunque l’anno pensionistico

L’assicurazione - La disoccupazione dal 1° gennaio 2022
Dall’1 gennaio 2022, partirà l’Alas, ossia l’assicurazione per la disoccupazione involontaria dei lavoratori autonomi dello spettacolo. L’indennità sarà corrisposta mensilmente per un numero di giornate pari alla metà delle giornate di contribuzione al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno precedente la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro di lavoro autonomo

Il Ddl collegato - Sostegno economico temporaneo in arrivo
Alle misure in vigore si aggiunge il Ddl collegato alla manovra di bilancio, ora in Senato, che prevede una delega legislativa per il riordino del settore. Fra le misure vi è il l’introduzione di un sostegno economico temporaneo (Set) per i lavoratori dello spettacolo. Il Set è un sostegno a regime per autonomi e lavoratori a tempo determinato sotto un certo reddito, visto il carattere discontinuo della professione. Ha al momento un onere annuo stimato di 250-270 milioni

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