infrastrutture

Parte dalla Puglia l’analisi costi benefici sulle opere pubbliche

di Carlo Andrea Finotto

3' di lettura

«Chilometri di parole , non un metro di lavori». È lo slogan scelto per la presentazione del progetto di ammodernamento e ampliamento della statale 275 Maglie-Leuca, in provincia di Lecce, Puglia. La strada aspetta quest’intervento da decenni, ma non è una notizia: in Italia di esempi analoghi ce ne sono parecchi, come la Asti-Cuneo o la Pedemontana Piemontese e buona parte di quella lombarda, per fare degli esempi all’estremità opposta della Penisola. La notizia à un’altra: l’infrastruttura in questione è la prima a livello nazionale ad aver utilizzato l’Analisi costi benefici.

Un criterio di valutazione introdotto con il Decreto ministeriale 300 del giugno scorso che ha adottato le “Linee Guida per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche” del ministero delle Infrastrutture e trasporti. Una pratica, questa, collaudata in organismi come la Banca mondiale o la Banca europea degli investimenti (Bei), così come nel Regno unito (con l’Impact analysis) o negli Usa. Ora, con la “bollinatura” ministeriale, questo nuovo approccio sembra destinato a diffondersi.

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Nel caso della statale salentina, l’esigenza di ampliamento è all’ordine del giorno da anni. Quando l’iter sembrava avviato verso il traguardo, con i finanziamenti individuati – il costo previsto è di 228 milioni di euro –, l’opera è stata bloccata dall’Anac (Autorità nazionale anti corruzione) per vizi in fase di gara. Così l’Anas, nel 2016, ha disposto la revoca della procedura di gara e ora sta procedendo alla project review dell’opera. Il nuovo scenario ha indotto Ance Lecce, Confartigianato Lecce, organizzazioni sindacali di categoria (Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil), insieme alla Camera di commercio locale, a commissionare ad Agici Finanza d’Impresa la prima Analisi costi benefici (Acb) per un’opera pubblica in Italia. Agici è la società che ogni anno sforna il Rapporto sui Costi del non fare in Italia: l’Acb è un po’ l’altra faccia della medaglia dei Costi del non fare. Infatti, se da un lato il Paese si caratterizza per una serie di infrastrutture strategiche rimaste al palo o rallentate da anni, dall’altro è accaduto e ancora accade che il principale parametro per realizzare un intervento sia la disponibilità finanziaria.

«Se l’Analisi costi benefici venisse adeguatamente impiegata, o comunque passasse un approccio più attento alla progettazione e alla realizzazione di un’opera, l’Italia risparmierebbe ogni anno 3 miliardi di euro» spiega Gilardoni , amministratore delegato di Agici.

«L’applicazione generalizzata dell’Acb ai progetti infrastrutturali nazionali prioritari» chiarisce Gilardoni, «come l’Alta velocità Napoli-Bari o l’autostrada A12 Livorno-Civitavecchia, ne verificherebbe le ricadute, positive e negative, sui territori interessati e, più in generale, sulla collettività e gli effetti indotti sull’economia (ad esempio la crescita del Pil), nonché i costi impliciti della mancata realizzazione dei progetti stessi».

L’Analisi costi benefici per l’intervento sui 40 km della statale 275 Maglie-Leuca si è basata su una serie di parametri – dalla durata prevista dell’infrastruttura a 30 anni, alle ricadute su accessibilità, dai vantaggi per il turismo ai minori incidenti stradali, per citarne alcuni – e ha portato a determinare «benefici ambientali, sociali ed economici per il territorio interessato dall'opera pari a 95 milioni di euro» si legge nello studio, «ed effetti indotti (in particolare per turismo e valori immobiliari) pari a circa 34 milioni di euro».

Ora l’Acb diverrà una prassi obbligata per gli interventi su infrastrutture che prevedono un intervento pubblico importante. Nuovi spazi di business per consulenti? «Possibile» dice Gilardoni, ma «i criteri stringenti delineati dovrebbero mettere al riparo dal rischio di analisi non attendibili». In realtà, secondo il manager e docente Bocconi, «L’Acb potrà essere molto utile anche nei casi in cui alcune opere incontrino una forte opposizione sui territori. Nel caso in cui i benefici siano inequivocabili anche le resistenze avranno meno argomenti a sostegno».

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