Innovazione

Parte dalla Sicilia la blockchain che fa rete nel Mediterraneo

di Nino Amadore


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(leowolfert - stock.adobe.com)

3' di lettura

Creare una Rete blockchain del Mediterraneo partendo dalla Sicilia. È uno degli obiettivi del Consorzio Meditchain, presentato a Milano dal fondatore e presidente Marco Di Marco. 

Il Consorzio, che ha sede a Palermo, mette insieme un gruppo di imprese di settori diversi: da Informamuse, nata nel 2009 come spin-off accademico del Dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università di Palermo e dal 2016 una Pmi innovativa, alla Banca Popolare di Sant’Angelo; da Emi, uno dei più importanti System Integrator italiani, a NdM Holding, società di consulenza alle imprese; da Giglio.com, piattaforma di vendita on line B2C di abbigliamento di lusso multimarca, in particolare Made in Italy, a RmStudio, il primo studio di consulenza tradizionale ad offrire servizi professionali con soluzioni Blockchain;a Partitalia, società leader nel mercato delle smart card e delle soluzioni con tecnologia Rfid, specializzata anche in soluzioni cloud per il mondo della logistica e della gestione dei rifiuti.

Tra agi aderenti c’è chi è già in una fase avanzata come RmStudio che fa capo al consulente Raffaele Mazzeo: lo studio ha già sviluppato e messo in commercio una soluzione aziendale Blockchain per la produzione e l’attestazione dei flussi informativi della Dichiarazione non finanziaria, un’applicazione nel settore dell’agricoltura per la certificazione della filiera del grano ed un sistema Blockchain per l’archivio delle opere d’arte e per l’emissione del certificato di autentica delle opere.

«È tempo che la blockchain superi la fase dei convegni e dei progetti pilota, e metta in campo concretamente il suo potenziale - dice Di Marco - . Per farlo dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Il Consorzio Meditchain nasce per questo ed è il primo consorzio nazionale che mette insieme una pluralità di soggetti che hanno deciso di procedere insieme nello sviluppo di soluzioni basate su questa tecnologia innovativa».

Elemento centrale del Consorzio è la rete Meditchain, una blockchain di tipo Permissioned realizzata con Hyperledger Fabric, progetto collaborativo ed open source guidato dalla Linux Foundation:a progettarla e realizzarla è stata Informamuse che dal 2018 è general member di Hyperledger. «Meditchain guarda anche al Mediterraneo – aggiunge Di Marco - e si candida come Rete tecnologica naturale. Vogliamo coinvolgere università, imprese, pubbliche amministrazioni, professionisti, associazioni di tutto il bacino del Mediterraneo creando un link diretto con l’Ue».  Grandi le opportunità nel settore bancario, come sottolinea Ines Curella, amministratore delegato della Banca popolare Sant’Angelo: «Sono tre gli obiettivi - dice -: usare la tecnologia Blockchain per fornire ai propri clienti l'accesso a servizi innovativi nel campo dei pagamenti digitali; amplificare il ruolo sociale della Banca, creando spazi virtuali di incontro in cui tutti i nostri clienti possano pubblicizzare o proporre uno scambio di competenze o servizi; agevolare lo sviluppo di innovative forme di assistenza informativa e dispositiva tramite i canali digitali - già oggi in studio di fattibilità - in favore di pubbliche amministrazioni, istituzioni e soggetti privati».

Il Consorzio ha già avviato progetti nei settori dell’agrifood, contro le frodi e la contraffazione alimentare a tutela del Made in Italy; del mondo dell'arte, per garantire la tracciabilità e l'autenticità delle opere; del settore finanziario e assicurativo, per offrire servizi innovativi e garantire maggiore trasparenza; dell'e-commerce, per tracciare le spedizioni e gestire tramite smart contracts i rapporti tra fornitori e produttori; del mondo dei rifiuti, per garantire un servizio trasparente, attento alla legalità, alla natura e all'ambiente; della Pubblica amministrazione, per offrire servizi trasparenti, inclusivi e sicuri.

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