MANUTENZIONE

Parte Simple, 5 aziende in rete per i sensori che prevengono i guasti

Manutenzione. Progetto da 9,6 milioni finanziato da Mise e Regione Marche. Capofila la Sigma di Altidona e altre quattro imprese. Collaborano Politecnica delle Marche, l’università di Camerino e il centro ricerca Meccano

di Michele Romano


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3' di lettura

Sarà creato e sperimentato nelle Marche un algoritmo capace di dare una risposta a un tema comune alle aziende di tutto il mondo: riuscire a identificare i problemi di un macchinario prima che si verifichi il guasto. «Criticità finora irrisolta, nonostante alcuni tentativi», spiega Alvaro Cesaroni, co-fondatore e ceo di Sigma, azienda di Altidona specializzata nella produzione di apparecchiature elettroniche, con 450 addetti, sedi anche in Belgio, Francia e Russia e un fatturato che supera i 60 milioni.

Si chiama Simple (acronimo di smart manufacturing machine with predictive electronic maintenance, ndr.) il progetto sulla manutenzione predittiva da 9,6 milioni complessivi, finanziato per il 23% dal Mise e per il 3% dalla Regione Marche, del quale l’azienda fermana è capofila: le risorse umane impegnate da Sigma sono al momento 10, «tutti laureati in ingegneria, informatica e matematica«. Si prevede che entro tre anni, da quel laboratorio, possa essere prodotta una rete di sensori capaci di trasferire a una piattaforma informatica tutti i dati necessari per ridurre i tempi di inattività del macchinario e pianificare in largo anticipo il servizio di assistenza.

«Siamo partiti da un nostro bisogno primario, visto che abbiamo una rete di assistenza molto diffusa di macchinari sofisticati – chiarisce il presidente di Sigma –, affidandoci all’intelligenza artificiale per sviluppare un prodotto che ci potesse qualificare ancora meglio sul mercato, capace di interfacciarsi con qualsiasi tipo di macchinario utilizzi questa tecnologia». Sul progetto, al quale collaborano anche la Politecnica delle Marche, l’università di Camerino e il centro di ricerca Meccano, si sono aggregate altre quattro importanti aziende marchigiane, ognuna delle quali leader riconosciute del proprio comparto produttivo: la quotata Clabo, che realizza arredi per la ristorazione e Pieralisi Maip, macchine olearie, entrambe di Jesi (Ancona); Simonelli Group di Belforte del Chienti (Macerata), uno dei principali produttori al mondo di macchine per caffè espresso, e Schnell di Colli al Metauro (Pesaro-Urbino), dove nascono macchinari automatici e software per la lavorazione del ferro. Tutte e quattro con obiettivi comuni: ridurre i tempi di inattività dei macchinari, determinare automaticamente le cause principali dei guasti, eliminare i costi di manutenzione non necessaria. Saranno loro a sperimentare per prime l’efficacia dell’algoritmo e delle soluzioni.

Quello dell’aggregazione tra imprese e mondo della conoscenza nelle attività di ricerca e sviluppo sta diventando prassi anche in una regione plurale come le Marche. «L’importanza degli accordi per l’innovazione provano a superare i limiti del modello marchigiano, basato sul “piccolo è bello” – ha spiegato Manuela Bora, assessore regionale alle Attività produttive -, perché la piccola dimensione delle nostre imprese non consente loro di poter realizzare, da sole, progetti straordinari come questi. Nel caso di Simple, poi, siamo di fronte a un’aggregazione speciale, perché si tratta di un accordo per l’innovazione dove c’è una progettualità decisamente al di sopra della media delle iniziative che vengono abitualmente finanziate».

Oltre ai risultati positivi in termini di aumento di competitività delle cinque aziende coinvolte, si prevede anche un positivo impatto occupazionale: la stima è di 17 unità, alle quale si aggiungono altre 9 già assunte per lo svolgimento delle attività di R&S. Una stima considerata prudente, vista che l’attesa espansione del volume di affari delle aziende coinvolte porterà a un potenziamento dell’indotto (fornitori di materie prime e componentistica, fornitori di servizi, trasporti ed altro, ndr.) con ricadute altrettanto importanti sul piano socio-economico regionale.

Simple si inserisce nel quadro dei progetti di portata strategica per il territorio voluti dalla Regione Marche e segue di poco meno di un anno l’accordo con AEA (Gruppo Loccioni), che punta alla realizzazione di un prototipo di banchi di prova per i motori ibridi. Dopo le macchine predittive dei guasti, è in dirittura d’arrivo l’accordo per la realizzazione di beni e servizi innovativi per favorire la qualità della vita degli anziani, con particolare attenzione alle comunità colpite dal sisma: si chiamerà Mosaico, progetto che cuba 6,3 milioni e mette insieme un’azienda dell’elettronica (Vega), due dell’informatica (Namirial e Itaca), una cooperativa sociale (Coss Marche) e la Politecnica delle Marche. Altri 7 progetti, nei filoni di fabbrica intelligente, scienze della vita e agrifood, con un investimento complessivo di 35 milioni, hanno già avuto la valutazione positiva e sono in fase di negoziazione. «Abbiamo deciso di sostenere anche questi progetti, accantonando risorse specifiche sul bilancio del prossimo anno – ha sottolineato Bora -, convinti che siano azioni di supporto economico e soprattutto di stimolo a far sì che le imprese colgano tutte le opportunità sul fronte dell’innovazione».

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