conferenza dei capigruppo

Partenza lenta per la Camera, Def in Aula il 19 giugno

di Vittorio Nuti

(ANSA)

3' di lettura

Camere al lavoro, ma senza fretta, dopo il lunghissimo stand by (oltre tre mesi) seguito alle Politiche di marzo. A Montecitorio, la prima riunione della Conferenza dei Capigruppo seguita al via libera al nuovo esecutivo (al Senato si dovrà attendere martedì prossimo) ha rimesso in moto la macchina dei lavori d'Aula. La prossima settimana, si parte con l'elezione (il 13 giugno) di un nuovo vicepresidente e di un questore in sostituzione di Lorenzo Fontana e di Riccardo Fraccaro, passati nelle fila del Governo. Il 14 giugno l'Assemblea esaminerà il decreto legge 44/2018 sugli incentivi alle imprese e il ministro del Lavoro Luigi Di Maio riferirà ai deputati in merito agli incidenti sui luoghi di lavoro

Il 19 Def in Aula
Politicamente più rilevanti gli appuntamenti della settimana successiva, quando l'Aula, oltre ad avviare l'esame in seconda lettura del Decreto legge 38/2018 Alitalia (18 giugno) esaminerà anche il Def 2018 (19 giugno) con le risoluzioni M5S-Lega incentrate sulla sterilizzazione delle “clausole fiscali”. In programma anche il primo question time della legislatura (20 giugno) e la convocazione del Parlamento in seduta comune (21 giugno) per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale, un interessante test per la maggioranza, chiamata ricomporre il collegio dei 15 giudici incompleto dal lontano novembre 2016. Nel calendario fissato dalla Capigruppo anche le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte (27 giugno) in vista del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno.

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Def 2018, una «fotografia» senza impegni futuri

Il “Risiko” delle commissioni permanenti
Detto del calendario, rimane da sciogliere il nodo delle commissioni, le vere protagoniste dei lavori parlamentari insieme all'Esecutivo in carica: da loro passa il varo di proposte e disegni di leggi e decreti, il voto di emendamenti e risoluzioni, e l'esame di decreti legislativi e atti del Governo. Al loro posto, finora, hanno operato le due Commissioni speciali di Camera e Senato impegnate sui provvedimenti “necessari e urgenti” in attesa del nuovo Governo. Le “Speciali” ora si apprestano a passare la mano alle ventotto commissioni permanenti di merito, oltre a quelle speciali e bicamerali dei due rami.

Commissioni, Fico sollecita le designazioni ai capigruppo
Oggi il presidente di Montecitorio Roberto Fico ha inviato ai capigruppo una lettera per sollecitare le designazioni dei componenti in quelle permanenti, che ricalcheranno in gran parte i “desiderata” - già espressi ma non ufficiali - dei singoli parlamentari. Nella maggioranza il confronto sui nomi da indicare per gli incarichi di peso (presidenze e vicepresidenze) è aperto da giorni ma il “risiko” è complesso, legato com'è al completamento della squadra di governo con la nomina dei sottosegretari che, ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, dovrebbe definirsi entro la prossima settimana.

Opposizioni critiche sui ritardi nelle nomine
Critica Leu. «E meno male che non erano interessati alle poltrone», commenta il capogruppo Federico Fornaro. All’attacco anche il capogruppo Pd, Graziano Delrio, che sulla pagina Facebook dei deputati dem sollecita a maggioranza e Governo «l'immediata costituzione delle Commissioni permanenti» perchè «il Parlamento deve essere messo in condizione di lavorare». «Non si può restare ancora fermi perché Lega e Cinquestelle si devono occupare di quante poltrone spettano a l'una e quante agli altri: questo non è porre in cima gli interessi degli italiani ma gli interessi dei due partiti», conclude Delrio. Critica anche
Mariastella Gelmini, presidente dei deputati azzurri, intervistata da Radio Radicale: «A abbiamo chiesto al governo di fare presto perché si sono già persi 90 giorni in una crisi infinita, e quindi vogliamo, al più presto, essere messi nelle condizioni di lavorare».

Conte in trasferta, Cdm in tono minore
L'ampia fiducia votata il 5 e il 6 giugno al Governo Conte ha dunque aperto le danze della 18ma legislatura, ma per vedere il nuovo governo all'opera nelle Aule parlamentari bisognerà attendere qualche giorno. Tra gli impegni immediati del premier c'è infatti il summit dei capi di stato e di Governo dei 7 paesi più industrializzati al mondo, che si svolgerà in Canada da venerdì 8 e sabato 9 giugno. Per questo l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri, convocato questa pomeriggio alle 19 ci sono solo provvedimenti in scadenza: nessuna misura del programma di Governo, più o meno simbolica, sarà infatti affrontata prima del rientro di Conte dal G7.

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