Decreto Sostegni

Partite Iva, come funziona il mini sconto sugli avvisi bonari 2017 e 2018

di Rosanna Acierno

Iva fattura in eccesso: quali rimedi per salvare la detrazione. Il webinar di Modulo 24 Iva

3' di lettura

Accettazione di tutti i rilievi e pagamento degli importi indicati nella proposta di definizione, o della prima rata se si opta per il versamento rateale, entro trenta giorni dal ricevimento dell’avviso bonario. È quanto sono chiamati a fare tutti i professionisti e gli altri titolari di partita Iva che, nel caso in cui ricevano avvisi bonari a seguito di liquidazioni automatiche delle dichiarazioni dei redditi e/o Iva relative ai periodi di imposta 2017 o 2018, intendano beneficiare dello stralcio integrale delle sanzioni previsto dal decreto Sostegni 1. L’articolo 5 del Dl 41/2021, infatti, ha introdotto la definizione agevolata delle somme contenute negli avvisi bonari a seguito di controllo delle dichiarazioni relative ai periodi di imposta 2017 e 2018 (articolo 36 bis del Dpr 600/73 e 54 bis del Dpr 633/72 ).

Gli atti impositivi definibili

La definizione riguarda gli avvisi bonari da liquidazione automatica relativi ai periodi di imposta:

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2017, che sono stati elaborati al 31 dicembre 2020, non ancora inviati ai contribuenti per effetto della sospensione dei termini (articolo 157 del Dl 34/2020);

2018, che saranno elaborati entro il 31 dicembre 2021.

Lo sconto riconosciuto

La definizione consente di beneficiare dello stralcio delle sanzioni da omesso versamento pari al 30%, comminate con gli avvisi, a condizione che entro 30 giorni dal ricevimento vengano pagate le maggiori imposte liquidate e gli interessi.

È tuttavia evidente che l’effettivo beneficio è ridotto, rispetto a quello previsto dalla norma, e di fatto quantificabile nella misura del 10% delle sanzioni per omesso versamento, così come previsto sempre nel caso in cui il pagamento della totalità delle somme o della prima rata avvenga entro 30 giorni dal ricevimento. Circostanza che, di fatto, rischia di non rappresentare un vero incentivo alla definizione.

I requisiti richiesti

Per accedere alla definizione agevolata, è necessario: essere titolari di una partita Iva attiva al 23 marzo 2021 e aver subito nel periodo d’imposta 2020 una riduzione del volume di affari maggiore del 30% rispetto al volume di affari del periodo d’imposta 2019. I soggetti non tenuti a presentare la dichiarazione Iva faranno riferimento per la riduzione ai ricavi o compensi indicati nella dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2020. La possibilità di beneficiare della definizione sarà comunicata con la notifica dell’avviso bonario.

Il contribuente riceverà quindi comunque l’avviso con la proposta di definizione e l’importo ridotto da versare. Dovrà accettare tutti i rilievi e pagare gli importi indicati (o la prima rata) entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario.

LA PROCEDURA

1) Requisiti - Per accedere alla definizione agevolata, è necessario avere una partita Iva attiva al 23 marzo 2021 ed aver subito nell’anno di imposta 2020 una riduzione del volume di affari maggiore del 30% rispetto al 2019

2) Perimetro - Rientrano nella definizione gli avvisi bonari relativi ai periodi d’imposta 2017 e 2018

3) Lo sconto reale - La definizione agevolata consiste in uno stralcio delle sanzioni da omesso versamento pari al 30%. Ma l’effettivo beneficio è in sostanza quantificabile nel 10% delle sanzioni, perché il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento dell’atto

4) Tempi - Per la definizione agevolata professionisti e titolari di partita Iva devono accettare tutti i rilievi e pagare gli importi indicati nella proposta di definizione (o della prima rata se si opta per il versamento rateale) entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario

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