L’ADDIO AGLI STUDI DI SETTORE

Partite Iva, così il Fisco darà i voti in pagella a chi si mette in regola

di M. Mobili e G. Parente

3' di lettura

Premi ai più virtuosi che saranno in regola con i nuovi indici di affidabilità fiscale e mano dura su chi nasconde ricavi o compensi al Fisco. Allo stesso tempo un approccio più semplice in termini di adempimenti. È questo l’obiettivo dei 13 articoli della proposta di legge ( atto Camera 4440 ) presentata da Michele Pelillo, capogruppo Pd in commissione Finanze alla Camera, e Maurizio Bernardo (Ap), presidente della commissione Finanze di Montecitorio. E quest’ultimo ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Il Governo si era impegnato a superare il sistema degli studi di settore.

FOCUS24/ Studi di settore addio: arrivano i nuovi indici di affidabilità

La proposta di legge sugli indici di affidabilità fiscale

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La proposta presentata insieme a Pelillo propone un percorso che porta a questo obiettivo con una graduale introduzione del nuovo sistema degli indici di affidabilità fiscale». Un percorso - va ricordato - già avviato da Esecutivo e Parlamento con la conversione del decreto fiscale collegato alla manovra 2017. E dal canto suo Pelillo rimarca che la volontà è quella di «invertire l'approccio, dai parametri e studi di settore con metodo punitivo si passa agli indici di affidabilità fiscale, più congrui e comprensibili, con un approccio premiale. Fermezza con gli evasori, premialità per i contribuenti onesti».

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I nuovi indici

Gli indici sintetici di affidabilità fiscale per imprese e professionisti saranno finalizzati a favorire l'emersione delle basi imponibili e degli obblighi tributari. In pratica, verificheranno la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale ed esprimono su scala da 1 a 10 il grado di affidabilità. E saranno soggetti a revisione, al massimo, ogni due anni dalla loro prima applicazione o dall'ultima revisione. Le attività per le quali elaborare gli indici saranno individuate attraverso un provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate.

Saranno comunque previste delle cause di esclusione per i contribuenti che:
•hanno iniziato o cessato l'attività nel periodo d'imposta di applicazione;
•dichiarano ricavi o compensi di ammontare superiore al limite che sarà stabilito dal decreto del Mef con il quale è possibile stabilire ulteriori cause di esclusione.

Il regime premiale per la compliance

Il piatto forte degli indici sarà il regime premiale per i contribuenti più virtuosi. In sostanza i benefici ruoteranno sia in termini di semplificazione che di riduzione dei controlli. La proposta di legge Bernardo-Pelillo li dettaglia espressamente:
•abolizione del visto di conformità relativa all’Iva per la compensazione dei crediti non superiori a 50mila euro annui;
•esonero dall'apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro;
•esclusione degli accertamenti basati su presunzione semplice;
•anticipazione dei termini di decadenza per l'attività di accertamento;
•esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo, tradotto in altri termini lo stop al redditometro.

Le sanzioni per chi «bara»
Allo stesso tempo saranno mutuate dall’attuale impianto sugli studi di settore le sanzioni per chi omette i dati o li comunica in modo in completo. La proposta di legge fa riferimento alla norma in vigore che prevede una penalità da 250 a 2mila euro. Va ricordato che la sanzione massima si applica nelle ipotesi di omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, laddove tale adempimento sia dovuto ed il contribuente non abbia provveduto alla presentazione del modello anche a seguito di specifico invito da parte delle Entrate. E proprio l’Agenzia potrà invitare il contribuente a correggere spontaneamente gli errori o a eseguire la comunicazione dei dati dopo la presentazione della dichiarazione.

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