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Partite Iva e tasse, verso il rinvio dei pagamenti al 30 settembre

Parlamento pronto a dare l'ok alla proroga per 8 miliardi di imposte

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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3' di lettura

Il Parlamento è pronto a spostare il versamento di 8 miliardi di imposte. Come? Con un emendamento al decreto Sostegni-bis che, come annunciato dalla viceministra all’economia Laura Castelli, attende solo l’ultimo vaglio tecnico per essere poi approvato tra lunedì e martedì. Date in cui la commissione Bilancio della Camera voterà i circa 500 correttivi segnalati da tutte le forze parlamentari e soprattutto le riformulazioni concordate da Esecutivo e maggioranza. Tra queste è stato trovato l’accordo anche sull’emendamento della Lega (primo firmatario Alberto Gusmeroli) che rinvia al 30 settembre il versamento delle imposte dirette e dell’Irap che erano in scadenza al 30 giugno per le partite Iva soggette alle pagelle fiscali, in gergo tecnico gli Isa.

Una definizione che dovrebbe ricomprendere anche i forfettari che operano nei settori di attività per cui sono stati elaborati gli Isa, così come era stato previsto nel 2019 dalla risoluzione 71/E.

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Un nuovo calendario fiscale

La riscrittura del calendario fiscale in questo senso, infatti, non è del tutto nuova e replica lo schema già adottato nel 2019 da Governo e Parlamento all’interno del decreto Crescita (Dl 34/2019). Se sarà conformato dal voto della commissione Bilancio, il rinvio al 30 settembre dei pagamenti delle imposte è ben più lungo di quello disposto dal Dpcm di fine giugno con cui il Governo ha differito i versamenti di 4,3 milioni di partite Iva dal 30 giugno al prossimo 20 luglio.

Non solo. L’emendamento della Lega spazza via anche i dubbi che lo stesso Dpcm ha creato nelle ultime ore sulla possibilità di poter arrivare a saldare i conti con il Fisco fino al 20 agosto con lo 0,40% in più. La strada, infatti, è stata già tracciata : proprio la risoluzione 71/E/2019, infatti, spiegava che con la proroga del versamento al 30 settembre la scadenza per versare con lo 0,40% in più era quella del 30 ottobre. E, considerato che quest’anno il 30 ottobre cade di sabato e il 1° novembre e festivo, si avrebbe addirittura tempo per andare alla cassa fino al 2 novembre.

In tutto questo, invece, non ci sarà alcun esonero generalizzato dagli Isa. «Non ci sarà mai la disapplicazione», ha evidenziato ancora la viceministra Castelli. Del resto, va ricordato che nei mesi scorsi sono stati adottati più provvedimenti che hanno escluso dall’obbligo di compilazione ai fini fiscali (ma non ai fini statistici) degli Isa quasi un milione di partite Iva nei settori più colpiti dalla pandemia.

Altre ipotesi di rinvio

Tuttavia le novità in materia di termini e adempimenti in arrivo non sono finite. Sul tavolo c’è, infatti, una doppia ipotesi per rinviare - come chiesto a gran voce dai professionisti - la scadenza del 10 settembre entro cui vanno presentate le dichiarazioni dei redditi da parte delle partite Iva e delle imprese con ricavi o compensi fino a 10 milioni di euro che intendono chiedere il ricalcolo del contributo a fondo perduto in relazione alle voci di bilancio e non più solo sulla base del fatturato.

Da un lato, c’è l’idea (a cui il Governo è più favorevole) di spostare il termine al 30 settembre. Dall’altra, c’è la proposta avanzata dal relatore al Sostegni-Bis, Massimo Bitonci (Lega), di lasciare il termine ordinario delle dichiarazioni al 30 novembre ma anticipando al 10 settembre l’invio soltanto del quadro con i dati richiesti dal fisco per il fondo perduto.

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