penisola sorrentina

Partite le ristrutturazioni in dodici grandi alberghi

Per le maggiori strutture della costiera un contratto di sviluppo da 48 milioni

di Vera Viola

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Il turismo in costiera è stato duramente colpito dalla crisi ma ora le imprese si preparano a ripartire

2' di lettura

A Sorrento la crisi economica generata dalla pandemia si percepisce al primo colpo d’occhio: poche presenze per strada, negozi chiusi, ristoranti sbarrati. Per una città in cui l’87% delle famiglie vive di turismo, il colpo all’economia inferto dal virus è stato letale.

Ma anche dietro le saracinesche chiuse c’è chi pensa al dopo e predispone le condizioni per una ripresa degna di uno degli angoli più rinomati del mondo.

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Ne è un esempio il grande piano di investimenti nel settore alberghiero promosso da un gruppo di albergatori della penisola sorrentina e diventato oggetto di un contratto di sviluppo con Invitali. È in corso la firma dei singoli contratti per sbloccare il credito agevolato.

L’investimento complessivo ammonta a 48 milioni a cui Invitalia contribuirà con un contributo di 15 milioni a fondo perduto e con 19,4 milioni di finanziamenti agevolati. Il Contratto di sviluppo è stato proposto dalla S.E.A., proprietaria dell’Hilton Sorrento Palace, ma il progetto coinvolge in totale 12 strutture alberghiere a 4 e 5 stelle di Sorrento, Sant’Agnello e Massalubrense (Grand Hotel Vesuvio, Hotel Bellevue Sirene, Hotel Parco Dei Principi, Relais Blu, Hotel Bristol, Grand Hotel De La Ville, Grand Hotel Royal, Hotel Mediterraneo, Grand Hotel President, Hotel Conca Park, Grand Hotel Ambasciatori): in totale 1.530 stanze e 3.132 posti letto. Il piano è stato curato da Iniziativa, società di consulenza del settore, con il ruolo di advisor, in collaborazione con Studio Annunziata e Studio Di Caterina.

Obiettivo dell’operazione è innalzare ulteriormente gli standard di qualità delle strutture alberghiere. Quelle coinvolte rappresentano circa il 20% dell'offerta ricettiva alberghiera della Penisola Sorrentina, il 5% della provincia di Napoli e il 3% della disponibilità di posti letto della regione Campania. La Penisola Sorrentina, tra l'altro, vale in termini di presenze circa il 15% dei flussi della Campania e il 30% della provincia di Napoli, e conta circa lo 0,75% dell'intero movimento turistico nazionale alberghiero.

I lavori in molti casi sono partite in buono stato di avanzamento. Si parla di ammodernamento delle strutture, rifacimento degli impianti, dotazione di impianti di produzione di energia fotovoltaica, abbattimento di barriere architettoniche.

«Gli albergatori sorrentini sono abituati a investire nelle loro strutture – osserva l’architetto Giansalvo Fiorentino che con il fratello Rosario sta lavorando al progetto – e la disponibilità di incentivi favorisce un l’ammodernamento continuo. Devo però precisare che lo strumento del contratto di sviluppo si adatta bene a società turistiche di maggiore dimensione che riescono ad anticipare quanto necessario. Sarebbe utile predispiorre strumenti di sostegno anche alle piccole imprese che peraltro sono state colpite molto duramente dalla crisi sanitaria».

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