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Partnership Biennale di Parigi e Christie’s: l'asta non decolla

La cross-selling auction online non ha dato i risultati sperati: su 91 opere offerte solo 21 vendute. La parola al presidente della 32esima edizione della fiera Georges De Jonckheere

di Gabriele Biglia

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La cross-selling auction online non ha dato i risultati sperati: su 91 opere offerte solo 21 vendute. La parola al presidente della 32esima edizione della fiera Georges De Jonckheere


4' di lettura

Magri ricavi per Christie's per la cross-selling auction nata dall'accordo stretto tra la Biennale di Parigi e la major auction house inglese. L'inedito incanto online che ha avuto inizio il 24 settembre e si è concluso l'8 ottobre ha coinvolto complessivamente 42 gallerie d'arte internazionali che, a seguito dell'annullamento della 32ª edizione della Biennale annuale parigina è slittata per via della pandemia a settembre 2021, hanno affidato a Christie's 91 opere, che avrebbero dovute spiccare quest'anno negli stands della fiera al Grand Palais.

L'iniziativa in partnership

Christie's mirava a sostenere le gallerie espositrici della Biennale con l'obiettivo di realizzare attraverso la vendita un fatturato di 7 - 10 milioni di euro: un evento organizzato dai mercanti e per i mercanti. Ma dei 91 lotti in catalogo solo 21 sono sono stati aggiudicati, raccogliendo il magro bottino di appena 1.491.875 euro (buyer's premium inclusi). Molte le gallerie parigine che hanno aderito all'iniziativa, la maggior parte delle quali iscritte al Syndicat National des Antiquaires (SNA), l'associazione francese degli antiquari che gestisce la Biennale di Parigi. Per l'occasione i lotti sono stati presentati da Christie's in virtual booths, uno per ciascuna galleria, “visitabili” attraverso una piattaforma digitale interattiva appositamente ideata dalla casa d'aste. Il tutto all'insegna dell'innovazione e dell'adeguamento al difficile momento che gallerie d'arte, case d'aste e tutto il mondo delle fiere stanno attraversando. Le opere in vendita potevano essere osservate anche dal vero dai collezionisti, nelle sedi delle gallerie parigine e nei locali della casa d'aste, che esponevano le opere delle gallerie internazionali non parigine.

La formula nuova

L'iniziativa sulla carta sembrava interessante, ma qualcosa non ha funzionato: solo un quarto dei lotti è stato aggiudicato. Il catalogo proponeva un selezione di dipinti antichi e moderni, sculture e oggetti di design che attraversavano 4.000 anni di storia: una miscellanea che partiva dall'arte dell'Antico Egitto all'arte africana e indiana; dalla pittura antica all'arte moderna e contemporanea, con l'offerta di arredi del XVIII secolo e oggetti di design. Guillaume Cerutti, chief executive officer di Christie's, ha affermato che: “I risultati di questa iniziativa devono essere visti oltre la dimensione puramente finanziaria“. Forse i lotti proposti dai mercanti presentavano prezzi di riserva troppo alti (quando l'importo delle riserve fissate dai venditori non viene raggiunto, l'oggetto rimane invenduto). Oppure, se diamo ascolto ai rumors, il livello qualitativo delle opere non era sufficientemente alto per stimolare l'attesa dei compratori e creare un vivace interesse da parte dei collezionisti: per creare un asta vincente, accanto a stime ben calibrate, occorrono anche opere importanti che in questo catalogo di fatto mancavano.

La Biennale Paris e Christie's e i risultati d'asta

Tra i lotti venduti troviamo un piccolo tondo di Peter Brueghel «Le Jeune» (1564-1638) proposto dalla Galerie Florence De Voldere (lotto 33), aggiudicato per 250.000 euro (stima 200.000 - 400.000 euro ); un candelabro contemporaneo in bronzo patinato realizzato dalla scultrice e designer francese Claude Lalanne (1925 - 2019) venduto per 137.000 euro, proveniente dalla Galerie Mitterrand (lotto 58); un olio su cartone firmato da Édouard Vuillard (1868-1940), “Femme dans un intérieur, la mère de l'artiste” (lotto 17), comprato per 187.000, dentro alla forbice di valore di 150.000 - 250.000 euro (Galerie Bérès ).Il Musée Granet di Aix-en-Provence ha acquistato, invece, per 150.000 euro una “Vergine con Bambino” del XVI secolo attribuita al pennello dell'anonimo Maître au perroquet, presentata dalla Galerie De Jonckheere (stima: 120.000 - 180.000), specializzata nello studio e nella vendita di dipinti fiamminghi dal XV al XVII secolo.

Raggiunto da ArtEconomy24 Georges De Jonckheere , presidente della Biennale di Parigi e titolare della prestigiosa galleria d'arte con sede a Ginevra, ha difeso il progetto: ”Trovo questa iniziativa audace e innovativa. Questo evento senza precedenti aveva un duplice obiettivo in questo particolare periodo, onorare la Biennale di Parigi e i suoi antiquari e consentire la presentazione e la vendita di oggetti selezionati. Ci ha dato una forte visibilità internazionale e un miglioramento delle nostre attività. Un quarto dei lotti è stato venduto, il che in caso di apertura di una fiera non è trascurabile. La piattaforma digitale appositamente progettata da Christie's ha generato in media 4.000 connessioni al giorno da 32 paesi e un totale di 60.000 visitatori hanno visitato la mostra online”.

Ritiene che l'utilizzo del canale delle aste da parte delle gallerie d'arte possa essere una soluzione alternativa, almeno temporaneamente, alle art fairs attualmente in crisi?
“Può essere una soluzione temporanea tra le altre, come lo sono le online viewing rooms. Le une sommate alle altre permettono di soddisfare le esigenze del mercato, anziché incontrare i propri clienti aspettando gli eventi fieristici. Ma nulla potrà sostituire le fiere di settore. L'associazione di gallerie d'arte e case d'asta è una formula nuova. Non potevamo aspettarci un risultato tradizionale. Un quarto degli oggetti ha comunque trovato acquirenti con offerte giunte da 13 paesi”.

Come sta attraversando la sua galleria questo periodo difficile per il mercato dell'arte? “Proprio assicurandoci in questo caso di essere presenti con formule transitorie come una mostra con un collega, la galleria François Léage a Parigi; un'altra con le nostre recenti acquisizioni a Ginevra per i nostri clienti svizzeri, attraverso la Biennale, al fine di raggiungere una clientela più internazionale e ovviamente raddoppiando lo sforzo di contatto personalizzato con i nostri clienti. Un nuovo modo di lavorare ha preso naturalmente piede e il successo di ognuna di queste soluzioni sommate alle altre testimonia la forza del mercato che chiede solo di esprimersi” conclude il gallerista. La prossima edizione della Biennale di Parigi si svolgerà a settembre del prossimo anno nella nuova sede al Grand Palais Éphémère che sta sorgendo sugli Champs-de-Mars, ai piedi della Tour Eiffel. Un edificio provvisorio di circa 10.000 m2 progettato dall'architetto Jean-Michel Wilmotte che ospiterà tutte le iniziative culturali a partire da gennaio 2021, fino alle Olimpiadi del 2024. Non resta che incrociare le dita.

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