Nuovi servizi

Partnership e alleanze arricchiscono il noleggio

I rapporti di collaborazione permettono agli operatori di acquisire risorse e competenze tecnologiche e commerciali.

di Alessandro Palumbo

2' di lettura

La tecnologia e la costante necessità di massimizzare l’efficienza nella gestione della mobilità aziendale rappresentano i catalizzatori principali dello sviluppo frenetico delle partnership nel settore delle flotte aziendali. Attraverso questi rapporti di collaborazione con altre aziende, gli operatori di noleggio, che oramai amano definirsi mobility companies, riescono ad acquisire risorse e competenze tecnologiche, commerciali, gestionali o di altra natura al fine di operare in un ambiente, quello della mobilità, in rapida evoluzione. Tutto in un unico contratto è il claim di LeasePlan per il servizio ready2e, che propone, attraverso partnership con diversi operatori specializzati in ricariche elettriche, una soluzione end to end, nella quale veicolo elettrico, infrastruttura di ricarica ed energy key, sono comprese in un unico contratto di noleggio.

A volte le collaborazioni riguardano proprio il servizio di noleggio. È il caso della partnership tra la casa auto Lynk & Co, che offre le sue vetture con un abbonamento mensile e con la possibilità di condividerle con amici, familiari e con la comunità del brand, e Ald Automotive. Attraverso questa partnership quest’ultima gestirà il contratto di noleggio per il modello Suv ibrido e il Suv 01 ibrido plug-in della casa cinese-svedese. Il data management è al centro del rapporto di partnership con cui Free2Move fornirà a Europcar Mobility Group un accesso diretto alla telemetria dei veicoli dell’ex gruppo Psa con dati come la geolocalizzazione, il livello di carburante, il chilometraggio e avvisi di manutenzione che saranno elaborati per contribuire a migliorare la customer experience e a ottimizzare i processi interni, come la gestione dell’inventario della flotta, la consegna e il ritiro dei veicoli e la manutenzione. Ma le partnership devono trovare terreno fertile nelle aziende. «Se pensiamo alla progettazione di una piattaforma di mobilità – commenta Massimiliano Abriola, Head of Strategy, Consulting and Mobility Observatory di Arval - è necessario contemplare fin dall’inizio di poter operare di concerto con altre piattaforme di servizi, anche appartenenti a domini diversi. Per questo, una delle leve fondamentali della nostra strategia Arval Beyond è costituita da ciò che abbiamo definito Arval Inside, in cui rendiamo facilmente integrabile nei sistemi e nelle ambizioni dei nostri partners le nostre competenze».

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Poi ci sono le app aggregatori di servizi di mobilità. Una sorta di self made total mobility dove l’utente trova riposta alle sue molteplici esigenze di mobilità, come noleggiare un'auto o un monopattino, utilizzare il car sharing, oppure pagare il taxi, il parcheggio e così via. Qui la strategia è chiara: essere sempre presente nello smartphone dell'utente, ogni volta che lui ha una esigenza di mobilità. Ma il vero punto è: il servizio, oggi, è davvero efficiente?

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