L’alleanza

Partnership WeWork-Cushman & Wakefield per conciliare uffici e lavoro «agile»

Il Gruppo di servizi immobiliari investirà 150 milioni di dollari nel progetto con la start-up. L’obiettivo è costruire un vantaggio competitivo per offrire a grandi proprietari e tenant la tecnologia e le soluzioni per riorganizzare gli spazi office in un ambito di lavoro flessibile

di Laura Cavestri

3' di lettura

Un accordo per “navigare” nel nuovo business della transizione post-covid e della necessità di ridisegnare l’organizzazione degli uffici e dello smartworking in questa fase transitoria ma anche quando la pandemia sarà conclusa. Dopo le anticipazioni del Wall Street Journal, WeWork (la start-up degli spazi di lavoro “flessibili” a livello globale) e Cushman & Wakefield (una delle principali società di servizi immobiliari a livello mondiale) hanno ufficializzato di aver stretto una partnership strategica per commercializzare nuove soluzioni congiunte in tema di lavoro flessibile e riorganizzazione degli spazi di lavoro.

L’alleanza

L’alleanza dovrebbe prevedere un investimento, da parte di Cushman, di 150 milioni di dollari, che andrà a inserirsi nell’ambito della fusione, annunciata a fine marzo a New York, tra WeWork e la Spac BowX Acquisition Corp, di proprietà dell’uomo d’affari indiano Vivek Ranadivé e che ha valutato WeWork 9 miliardi di dollari (incluso il debito).
Oltre a pianificare lo sbarco a Wall Street (inizialmente previsto per il 2019), infatti, WeWork raccoglierebbe anche circa 1,3 miliardi di dollari, somma comprensiva dei 483 milioni di dollari di BowX e degli 800 milioni provenienti da Insight Partners, fondi gestiti da Starwood Capital Group, Fidelity Management, Centaurus Capital e BlackRock, società d’investimento del miliardario Barry Sternlicht.

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Cushman, che ha registrato un fatturato di 4,17 miliardi di dollari nella prima metà del 2021 e opera in 60 paesi, ha un grande business nella gestione degli spazi per uffici per gli inquilini. I dirigenti di Cushman ritengono che la tecnologia, l’app, la reputazione di WeWork per gli spazi alla moda e altri servizi contribuiranno a conferire alla partnership un vantaggio competitivo.

Gli obiettivi

L’accordo con Cushman arriva mentre i proprietari e tenant di spazi uffici stanno cercando di pianificare il ritorno di decine di milioni di dipendenti nelle sedi dopo circa 18 mesi di lavoro da casa. Le preoccupazioni sui tassi di vaccinazione e sulle varianti del virus Covid-19 hanno costretto molte aziende a ritardare i loro piani e i manager di WeWork e Cushman&Wakefield puntano a collaborare per la riorganizzazione degli uffici nonchè ampliare le soluzioni di spazi più piccoli e decentrati, più compatibili con le esigenze di lavoro “agile” e con la crescente pressione dei dipendenti per accordi di lavoro più flessibili. Già, alcune delle più grandi società americane hanno annunciato piani per consentire una qualche forma di lavoro a distanza per un futuro indefinito.

Le dichiarazioni

«Poiché Covid-19 ha cambiato radicalmente il modo in cui le persone lavorano – ha detto Sandeep Mathrani, ceo di WeWork – le aziende e i proprietari hanno dovuto ripensare il loro approccio allo spazio di lavoro. La partnership con Cushman & Wakefield combinerà la piattaforma di gestione di WeWork e i suoi team con il portafoglio di clienti e proprietà globali di Cushman per creare soluzioni che aiutino i proprietari e le aziende a soddisfare la domanda di luoghi di lavoro flessibili per soddisfare le mutevoli esigenze dei dipendenti di oggi».

«Poiché gli spazi di lavoro flessibili sono una componente importante del luogo di lavoro ibrido – ha detto Brett White, presidente e amministratore delegato di Cushman & Wakefield – siamo entusiasti di collaborare con WeWork per dimostrare come gli occupanti e gli investitori globali potranno beneficiare della potenza di due leader globali che forniscono un’accessibilità senza pari alle offerte flessibili e la migliore tecnologia».

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