LE PROTAGONISTE/5

Parzani: «Bisogna creare un bacino di talenti al femminile dal quale attingere»

di Flavia Landolfi


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3' di lettura

Claudia Parzani, bresciana, 48 anni, è european managing partner di Linlaters e presidente di Allianz Spa.

Le donne nelle professioni legali sono in aumento ma nelle posizioni di vertice fanno fatica ad affermarsi. Perché?
Perché non abbiamo coltivato al meglio i nostri talenti. Quello che manca è una pipeline di talenti femminili cui poter attingere soprattutto nei settori tecnologici o nei business più finanziari. È quindi necessario costruire questa pipeline investendo sulle donne in questi settori nel cosiddetto middle management per avere in futuro un bacino di talenti interno a cui attingere. Nel frattempo, serve avere coraggio, promuovere donne dando loro opportunità, garantire che per ogni ricerca fatta sul mercato vi siano candidati di entrambi i generi. Servono poi policy e obiettivi chiari, oltre chiaramente al grande impegno nel rispettarli e crederci veramente.

Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Cosa manca?
Le politiche volte ad agevolare la conciliazione dei tempi di vita familiare e lavorativa sono importanti. In Italia, le donne sono le principali fornitrici dei servizi di cura e come tali sono ancora percepite. Secondo l’indagine dell’Eurobarometro su Gender Equality condotta nel 2017 nel nostro Paese il 51% degli intervistati ritiene che il ruolo più importante della donna sia quello di accudire la famiglia e i figli (in Svezia questa quota è pari all11%). Non va tanto meglio se si guarda alle ultime rilevazioni condotte da Istat sugli stereotipi di genere (novembre 2019) da cui emergono alcuni tra gli stereotipi di genere più comuni tra cui quello che vede il successo sul lavoro prevalentemente una prerogativa maschile. Questo genere di pregiudizi è più marcato al crescere dell’età e tra i meno istruiti. Mi sentirei quindi di dire che quello che davvero manca è una vera cultura inclusiva dove ognuno (donna o uomo) sia libero di apportare nel mondo del lavoro il proprio contributo, il proprio valore. Molte donne si sentono spesso inappropriate perché per secoli è stato detto loro che non hanno valore.

Quali novità ha introdotto il suo studio per ridurre il gender gap e per favorire il percorso professionale delle sue colleghe?
Per Linklaters è fondamentale essere leader in tema di D&I e avere una cultura realmente inclusiva dove ciascuno si senta a proprio agio e libero di esprimere il proprio potenziale. Lo studio è impegnato su più fronti in tema di diversity e con specifico riferimento al gender ha promosso diverse iniziative tra cui la definizione di specifici target relativi presenza femminile all’interno dei comitati esecutivi dello studio e in posizioni manageriali e in relazione all’elezione dei nuovi partner, lo sviluppo di programmi specifici per supportare i talenti femminili nel proprio percorso di carriera, il coinvolgimento degli uomini per la promozione della parità di genere. Un esempio concreto può essere rappresentato dal Mirror Board di Linklaters che ho lanciato in Europa. Un comitato speculare al board europeo composto da giovani di talento di tutte le nazioni. Nel crearlo abbiamo premiato il talento. Oggi il board è composto da 12 professionisti. Di questi 8 sono donne.

Lei ha sfondato il tetto di cristallo. Quali difficoltà ha incontrato?
Confesso che questa è una domanda ricorrente a cui non ho mai avuto una vera risposta. Quando sei in un percorso difficilmente vedi tutti gli ostacoli o le difficoltà in modo obiettivo, c’è l’emotività, la stanchezza, la vita personale che si stratifica a quella professionale, e, quanto al paragone, non è il mio modo, non mi appartiene guardare agli altri. Forse se lo avessi fatto avrei lasciato molto tempo prima di arrivare poiché avrei notato il collo di bottiglia. Ma non è stato così in realtà. Io ci credevo e ci ho sempre creduto. E così forse come risposta ho solo due consigli da dare che, riguardando al passato, credo siano stati miei buoni alleati. Essere sempre se stessi. Non omologarsi. E ricercare il proprio angolino, quel piccolo spazio dove poter costruire il proprio ruolo. Unico, speciale, fatto di tutte le cose che ami e che ti piacciono, un giorno guarderanno in quell’angolino e ci sarai solo tu.

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