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Pasqua 2021 in lockdown per le spiagge italiane: niente lettini e ombrelloni. Vietate anche le passeggiate in molti comuni

In alcuni comuni arenili interdetti anche solo per passeggiare

di Nicoletta Cottone

Spagna, decine di turisti tedeschi atterrano a Maiorca per le vacanze pasquali

2' di lettura

Niente lettini, sdraio e ombrelloni ai clienti sulle spiagge italiane fino al 30 aprile. Pasqua amara per gli stabilimenti balneari, con tutto il Paese in zona rossa per il correre dei contagi, mentre i vacanzieri italiani sono in partenza per trascorrere le ferie in lidi marini all’estero. In Italia invece i gestori di stabilimenti balneari sono alle prese con i lavori di manutenzione ordinaria delle strutture, dalla pulizia alla tinteggiatura, in vista del montaggio delle attrezzature per la prossima stagione estiva. Quando invece in passato Pasqua era la prima tappa di apertura della stagione. Ora non si possono affittare lettini, sdraio e ombrelloni ai clienti e si confida nella prossima stagione estiva, puntando sul successo da una parte della campagna vaccinale, dall’altra, come avvenuto lo scorso anno, sull’effetto naturale anti-coronavirus legato alle temperature più calde.

Spiagge interdette, anche per passeggiare

In molte località di mare italiane, ordinanze comunali vietano l’accesso agli arenili. Per esempio spiagge vietate a Capalbio, dove sono interdetti gli accessi alle spiagge di Torba, Chiarone, Macchiatonda, ma anche il passaggio pedonale nei pressi dell’Oasi Wwf e gli accessi al litorale che costeggiano la ferrovia. La decisione, spiega il vicesindaco Giuseppe Ranieri, «per evitare che le passeggiate sull’arenile siano un’occasione per creare assembramenti».

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Penalizzato il mare italiano

«Sconcerta - dice con amarezza Antonio Capacchione, presidente del Sib, il Sindacato italiano balneari - la contraddizione fra la facoltà di andare in vacanza nelle località balneari nostre dirette competitrici, come la Spagna e la Grecia, con l’impossibilità di movimento all’interno dell’Italia. Non vogliamo fare una guerra fra poveri nel nostro Paese, sappiamo delle difficoltà dei tour operator e delle agenzie, ma contestiamo le contraddizioni. Quando si impediscono gli spostamenti anche all’interno del proprio comune e poi si registrano una raffica di partenze per l’estero - dalle Maldive al bacino del Mediterraneo, dove ci sono i nostri competitori, come Grecia e Spagna - si dà un segnale negativo». Secondo capacchione da una parte si induce la domanda interna a non prendere sul serio le misure restrittive, dall’altra la domanda tedesca, per esempio, si indirizza all’estero, «indebolendo la posizione dell’offerta italiana nel mercato internazionale delle vacanze, mai come ora così agguerrito e concorrenziale».

Le contrapposte sentenze sulle proroghe

«Chiediamo certezza sulle date di apertura e sul superamento delle difficoltà burocratiche sull’applicazione della legge 145/2018, che ha prolungato al 2033 la scadenza delle concessioni demaniali», sottolinea Capacchione. Sul punto ci sono due contrapposte sentenze del Consiglio di Stato, segnalate sul Sole 24 Ore. La prima - la 7258/2019 - dice che i comuni possono applicare le proroghe automatiche delle concessioni balneari previste dalla legge italiana, la seconda (la 7874/2019) sottolinea invece che non possono essere applicate le proroghe, in quanto illegittime. In attesa di chiarimenti sono in gravi difficoltà sindaci e dirigenti comunali, che possono scegliere solo da chi farsi denunciare: dal concessionario se disapplicano, dagli aspiranti concessionari se applicano.


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