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Pasqua, dai ristoranti agli alberghi il vademecum delle regole su green pass e mascherine

Serve il green pass base (anche tampone) se ci si sposta in aereo, in treno o in nave. L'accesso è libero ad alberghi, musei, negozi e parchi divertimento e ristoranti all’aperto (al chiuso serve il green pass base). Obbligo di super green pass per cinema, teatri e discoteche

di Andrea Gagliardi

Green pass, come cambiano le regole dal 1° aprile

3' di lettura

Sarà una Pasqua di ripartenza per le città d’arte e le località di vacanza al mare e in montagna. Numeri ancora lontani dal precovid, ma Venezia, Firenze e Roma viaggiano, ad esempio, verso il 70 - 75% di occupazione con punte anche più alte per i due giorni strettamente di Pasqua. Almeno quest'anno non sarà la pandemia a scoraggiare il turismo. Perché gli obblighi per chi viaggia nel nostro Paese sono limitati.

Di fatto serve il green pass base (anche tampone) solo se ci si sposta in aereo, in treno o in nave. Poi l'accesso è libero ad alberghi e strutture ricettive, musei, negozi e parchi divertimento. L'obbligo di green pass base resta per i ristoranti al chiuso. L'obbligo di vaccino o guarigione (super green pass) riguarda cinema, teatri, concerti e discoteche. Ma ecco tutte le regole che dovranno essere rispettate, sul fronte green pass e mascherine, per il contenimento dell'epidemia. Si tratta di regole entrate in vigore l'1 aprile e valide fino al 30 aprile di quest’anno.

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Come si ottiene il green pass

Per avere il green pass rafforzato bisogna essere vaccinati con tre dosi, oppure con due dosi da meno di 120 giorni, oppure avere il certificato di guarigione. Per avere il green pass base, se non si è vaccinati o guariti dal Covid, basta un tampone antigenico (valido 48 ore) o molecolare (valido 72 ore)

Green pass base per chi viaggia

Partiamo dal viaggio per raggiungere la meta prescelta. Non ci sono obblighi se ci si sposta in macchina. Se ci si muove in aereo, in treno, in pullman o in nave basta il green pass base (è sufficiente perciò un tampone antigenico negativo, valido per 48 ore). E va indossata la mascherina Ffp2 per tutta la durata del viaggio.

Accesso libero a hotel e ristoranti all’aperto

Sono molti i settori legati al turismo nei quali il green pass è stato archiviato. Non serve più nessun certificato verde (né super né base) per alloggiare negli alberghi e nelle strutture ricettive come i bed&breakfast. Accesso libero anche ai ristoranti al loro interno. Anche per un pasto o un aperitivo in un locale all'aperto non è più necessario nessun certificato. Se si vuole pranzare o cenare al chiuso in un ristorante nella città che si è scelto di visitare serve invece ancora il green pass base.

Nessun certificato per negozi, musei e piscine all’aperto

Con l'importante eccezione di cinema, teatri e concerti, per il tempo libero, in linea di massima, non è obbligatorio più il green pass. Dal 1° aprile infatti l’ingresso nei negozi, nei centri commerciali e nei musei è libero. In quanto luoghi al chiuso, bisogna però indossare ancora la mascherina (basta quella chirurgica). Accesso libero anche alle piscine all’aperto e parchi divertimento, nonché da parrucchieri e barbieri, in banca e alle poste.

Niente green pass anche sui mezzi pubblici

Non è più richiesto il certificato verde neppure per spostarsi in città con autobus, tram e metropolitane. Anche se i passeggeri devono continuare a rispettare l'obbligo della mascherina Ffp2.

Green pass base allo stadio

Serve il green pass base allo stadio (con mascherina Ffp2) e per assistere a spettacoli teatrali e concerti all'aperto (sempre con mascherina Ffp2).

Dove serve ancora il super green pass

Regole più stringenti invece per cinema, teatri e concerti (al chiuso). In questo caso bisogna non solo indossare una mascherina Ffp2 ma anche esibire il super green pass (vaccinazione o guarigione). Anche in discoteca, dove dal 1° aprile si è tornati a capienza piena, c’è obbligo di super green pass. Ma basterà la mascherina chirurgica, da levare solo in pista al momento del ballo. Super green pass anche per assistere alle gare sportive nei palazzetti al chiuso (con mascherina Ffp2); frequentare piscine, palestre, centri benessere al chiuso; nonché partecipare a convegni e congressi; o entrare in sale scommesse, sale bingo e casinò.

Niente più distanze fisse tra gli ombrelloni

Da segnalare che negli stabilimenti balneari non c’è più la norma del distanziamento tra gli ombrelloni in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone. Addio anche alla regola per cui tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro. Resta l’accesso privilegiato agli stabilimenti tramite prenotazione, con opzione preferenziale per il pagamento in modalità elettronica (bancomat o carta di credito). Nonché la raccomandazione a riorganizzare gli spazi «al fine di evitare code e assembramenti di persone». Se possibile con «percorsi separati per l’entrata e per l’uscita».

Le ipotesi dal 1° maggio

L'obbligo di mascherina al chiuso scade a fine aprile. La decisione sullo stop o sulla eventuale proroga sarà presa dopo Pasqua in base all'evoluzione epidemiologica. Probabile che si vada verso una riconferma delle mascherine a cinema e sui mezzi di trasporto, dove si potrebbe passare però dalle Ffp2 alle più economiche chirurgiche. L'obbligo di mascherine al chiuso dovrebbe essere confermato (fino a giugno) anche negli uffici e in generale nei luoghi di lavoro. Mentre si potrebbe decidere di farne a meno per i clienti di negozi e supermercati

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