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Pasquetta dei giovani in San Pietro, in 80mila dal Papa (con Blanco e Mahmood)

Il primo raduno, organizzato dalla Cei, dall’inizio del Covid

di Carlo Marroni

3' di lettura

Sono arrivati in 80 mila, in Piazza San Pietro. Se ne attendevano massimo 50mila alla vigilia. Una festa voluta dal Papa di forte impatto quella animata dagli adolescenti, un evento promosso dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) sul tema #Seguimi. Una vera prova generale della Giornata Mondiale dei Giovani, e infatti alla fine è stato cantato a lungo “Jesus Christ you are my life”, inno-simbolo dall'oceanico raduno di Tor Vergata del 2000 – la prossima Giornata sarà nel 2023 a Lisbona - nella quale si sono esibiti una serie di artisti tra cui il cantante Blanco, vincitore del Festival di Sanremo in coppia con Mahmood.

«Grazie del vostro entusiasmo»

Francesco ai giovani ha detto: «Benvenuti! Grazie di essere qui! Questa piazza attendeva da tempo di riempirsi della vostra presenza, dei vostri volti e del vostro entusiasmo», ha detto ricordando che «due anni fa, il 27 marzo, venni qui da solo per presentare al Signore la supplica del mondo colpito dalla pandemia. Forse quella sera eravate anche voi nelle vostre case davanti al televisore a pregare insieme alle vostre famiglie. Sono passati due anni, con la piazza vuota. La piazza ha sofferto il digiuno e oggi è piena di voi. Oggi, grazie a Dio, siete qui, insieme, venuti da ogni parte d’Italia, nell’abbraccio di questa piazza e nella gioia della Pasqua che abbiamo appena celebrato».

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«Dense le nubi che oscurano il nostro tempo»

E forte è il richiamo alla guerra e ai giovani che vivono la conflitto in Ucraina. «Purtroppo, sono ancora dense le nubi che oscurano il nostro tempo. Oltre alla pandemia, l’Europa sta vivendo una guerra tremenda, mentre continuano in tante regioni della Terra ingiustizie e violenze che distruggono l’uomo e il pianeta. Spesso sono proprio i vostri coetanei a pagare il prezzo più alto: non solo la loro esistenza è compromessa e resa insicura, ma i loro sogni per il futuro sono calpestati», ha detto il Papa.

«Non vergognatevi di raccontare le vostre paure»

Poi esorta i giovani: «Non vergognatevi di raccontare le vostre paure, metterle alla luce. Non perdete il fiuto della vita - dice il Pontefice -. Parlate delle crisi, vanno illuminate. Io non vorrei allungarmi ma dirvi che è importante che andiate avanti». E ancora: «Cari ragazzi e ragazze, voi non avete l'esperienza dei grandi, ma avete il “fiuto” della realtà, questa è una cosa grande. Non vergognatevi dei vostri slanci di generosità, il fiuto vi porti alla generosità».

Il lungo saluto ai vescovi italiani

Un evento voluto soprattutto dalla Cei, guidata dal cardinale Gualtiero Bassetti, a che a fine maggio lascerà la presidenza dopo cinque anni (ne ha compiuti 80) e sarà eletto un nuovo presidente, scelto dal Papa in una terna di vescovi votati dall'assemblea dei presuli, oltre 200. Alla fine il Papa è passato a piedi (quindi in una condizione che è parsa in miglioramento) a salutare i vescovi presenti: non si tratta di un dettaglio, visto che quando a Firenze si tenne a fine febbraio (in quei giorni scoppiò la guerra con l’invasione dell’Ucraina) l'incontro di vescovi e sindaci del Mediterraneo, il Papa per motivi di salute legati al dolore al ginocchio aveva disdetto la presenza. Ma Bergoglio non aveva menzionato l'evento nell'Angelus della domenica, evento dove avevano partecipato anche Mario Draghi e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Questo “silenzio” era stato interpretato come un (possibile, ma certamente misterioso) gesto di freddezza verso la Cei, che con l'evento di San Pietro evidentemente si è del tutto dissolto.

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