Non solo Francia

Pass sanitario obbligatorio, che fanno gli altri paesi

Mentre in Italia si è aperto il dibattito, in Europa non mancano i Paesi che hanno deciso di ricorrere a questa soluzione per accedere a luoghi al chiuso (ristoranti, bar, musei e anche parrucchieri), mezzi di trasporto o eventi

di Andrea Carli

Francia, Macron annuncia obbligo vaccinale per il personale sanitario

5' di lettura

Il modello che si studia da lontano, valutandone i pro e i contro e chiedendosi se possa essere applicato anche nel proprio territorio, è quello della Francia di Macron. Di fronte alla corsa della variante Delta, e al rischio di nuovi lockdown, Parigi ha deciso di giocare la carta dei vaccini per contenere i contagi coronavirus: da agosto estenderà l’obbligo di pass sanitario - che certifichi la vaccinazione o un test con esito negativo - per entrare in caffé, ristoranti, centri commerciali, ma anche aerei, treni, pullman di lunga percorrenza e strutture mediche.

Vaccino indirettamente obbligatorio

Insomma, la logica è: opportunità per chi dimostra di aver adottato tutte le soluzioni per rendere minimo il rischio di trasmettere o ammalarsi di Covid, porte sbarrate invece per tutti gli altri: per usufruire dei servizi principali dovranno attendere. Formalmente non viene riconosciuto un obbligo di vaccinazione ma nel momento in cui il pass sanitario diventa requisito per utilizzare tutta una serie di “servizi” i vaccini, che del green pass sono una “componente” fondamentale, acquisiscono indirettamente un ruolo determinante.

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Il passo di lato della Commissione europea

Uno scenario che in Francia ha già avuto come conseguenza una corsa alla prenotazione del vaccino contro il Covid-19 dopo il discorso di lunedì sera del presidente, Emmanuel Macron. Secondo quanto riporta l’emittente Lci, dall’altro ieri si è arrivati a circa 2 milioni di prenotazioni sulle piattaforme: 1,7 milioni su Doctolib, più di 150mila su Maiia e 100mila su Keldoc. Si tratta del 9% dei 22 milioni di abitanti che hanno più di 12 anni non ancora vaccinati. Sempre Parigi ha deciso di introdurre l’obbligo vaccinale per il personale sanitario, che lavora in contatto con le persone vulnerabili. La Commissione europea, da parte sua, ha fatto un passo di lato. La decisione in questi ambiti spetta al singolo Stato membro, ha chiarito. Nessuna linea unitaria Ue, dunque.

In Italia aumenta il pressing per seguire il modello francese

Il green pass alla francese non è passato inosservato. In Italia, dove oltre 4 persone su 10 hanno completato il ciclo vaccinale, la strategia piace ad alcune Regioni (Lazio, Campania, Liguria), categorie e forze politiche (favorevoli Pd e LeU e Italia Viva, contrari Lega e FdI, i Cinque stelle dicono sì all’estensione del Green Pass purché con tamponi gratuiti). Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri propone di fare subito come Macron. Il Governo dovrebbe valutare questa soluzione nelle prossime settimane. Il green pass è già utilizzato in alcuni ambiti, come matrimoni, Rsa, stadi ed eventi.

Gelmini: via italiana all’uso ampio del Green pass

Il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini a margine di un incontro al parlamento europeo ha ammesso che «la variante Delta ci preoccupa». «Credo che si debba trovare una via italiana all’utilizzo ampio del Green pass - ha aggiunto -. Su questo non inseguiamo modelli stranieri ma certamente il governo valuterà di estendere l’utilizzo del Green pass ad altri servizi nella logica di incentivare le vaccinazioni». Allo studio dell’esecutivo anche la proroga dello stato di emergenza: si valuta l’ipotesi due mesi. In tanti in queste ore stanno dando seguito al parere del Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, per il quale il sistema del green pass potrebbe dare una spinta agli indecisi del vaccino, anche se andrebbe comunque fornita l’alternativa del tampone per rispettare i principi tutelato dalla Costituzione.

La Germania frena

La Germania, con un 43% della popolazione che ha concluso l’iter vaccinale, almeno per adesso, frena: la cancelliera Angela Merkel, durante una visita al Robert Koch Institute, ha fatto sapere che Berlino, su questo fronte, non ha intenzione di «seguire la strada» di Parigi. L’obbligo vaccinale, ha chiarito in quell’occasione, «rischierebbe di far perdere la fiducia» dei cittadini, mentre risulta preferibile continuare a promuovere la campagna di immunizzazione. Merkel non chiuso del tutto la porta all’eventualità che le cose possano cambiare: «Non sto escludendo che se ne possa parlare in modo differente tra alcuni mesi», ha spiegato, «ma al momento abbiamo detto che non vogliamo vaccinazioni obbligatorie, vogliamo promuovere le vaccinazioni». La strategia di Berlino è quella di puntare sulla disponibilità delle dosi, anche nelle chiese, nelle moschee, nei supermercati, nei posteggi e nelle strutture sportive, così da raggiungere coloro che finora hanno esitato.

Pass sanitario obbligatorio,la mappa per orientarsi: il caso danese

La Francia non è l’unico paese in Europa ad aver deciso di ricorrere al pass sanitario per accedere a luoghi al chiuso (ristoranti, bar, musei e anche parrucchieri), mezzi di trasporto o eventi. Tra quelli che sono già andati in questa direzione c’è infatti la Danimarca, che ad aprile ha lanciato “Coronapas”, l’app che certifica se una persona ha avuto un risultato negativo del test anticovid nelle ultime 72 ore, la vaccinazione o una prova di precedente infezione.

Austria

Anche in Austria per accedere a ristoranti, hotel e locali notturni è necessario esibire un test negativo o una prova di vaccinazione o guarigione da Covid-19.

Lettonia

In Lettonia agli eventi pubblici come concerti, cinema, spettacoli teatrali e nelle sale interne dei servizi di ristorazione possono accedere solo le persone vaccinate, guarite da Covid-19 negli ultimi 6 mesi o con test negativo nelle ultime 24 ore, mentre tutti i visitatori possono utilizzare gli spazi esterni dei ristoranti.

Cipro

A Cipro molte attività in spazi interni sono limitate ai possessori di “SafePass”, che si ottiene con un test negativo nelle 72 ore precedenti, almeno una dose di vaccino almeno tre settimane prima o la guarigione dal coronavirus nei sei mesi precedenti. Il pass è necessario per visitare centri commerciali, chiese, cinema, stabilimenti turistici, nelle sale interne dei luoghi di ristorazione e per partecipare a eventi in luoghi chiusi.

Lussemburgo

In Lussemburgo gli esercizi commerciali come ristoranti bar o palestre o gli organizzatori di eventi possono decidere se partecipare o meno al sistema “CovidCheck”, che permette loro di liberarsi delle restrizioni sanitarie in vigore per le loro attività, limitandole ai vaccinati, guariti o negativi ai test Covid.

Germania

In Germania le regole variano tra i diversi Land, con alcuni nei quali i ristoratori possono richiedere il pass per entrare nei locali.

Portogallo

In Portogallo il governo ha imposto da sabato 10 luglio una nuova misura che prevede per coloro che desiderano cenare al chiuso in 60 comuni con alti tassi di infezioni l’obbligo di presentare un certificato di vaccinazione, un test negativo o una prova di guarigione.

Irlanda

In Irlanda il governo ha approvato il piano per consentire la riapertura di pub, caffè, ristoranti e altri locali entro la fine del mese che una volta licenziato dal Parlamento autorizzerà solo ai vaccinati e guariti dal Covid l’ingresso all’interno di queste attività.

Grecia

In Grecia, da venerdì 16 luglio fino alla fine di agosto, solo le persone vaccinate potranno entrare in luoghi chiusi come centri di intrattenimento, bar, cinema e teatri.

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