ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa semplificazione

Pass sbloccato con test negativo ma serve sempre il certificato

Si tratta di uno snellimento della procedura molto atteso dopo il caos delle ultime settimane, tra code di fronte ai drive in per i tamponi e medici e Asl in affanno

di Marzio Bartoloni

Covid, subito l'obbligo vaccinale per gli over 50

2' di lettura

Il Super Green pass viene oggi sospeso con un tampone positivo, ma da ieri torna a essere valido con il tampone negativo che certifica la negativizzazione di chi si è contagiato, sbloccandosi così automaticamente senza il bisogno di ulteriori passaggi e certificati del medico di famiglia o dalla Asl. La nuova procedura semplificata decisa dal ministero della Salute è appena scattata, tanto che solo il 6 gennaio si sono contati circa 120mila certificati verdi che sono stati riattivati automaticamente appena sono stati caricati i tamponi negativi dei guariti di Covid nella piattaforma telematica che gestisce i Green pass attraverso il sistema della tessera sanitaria.

In pratica l’esito negativo del tampone molecolare o quello rapido antigenico di controllo viene inserito direttamente dalle Asl, dai laboratori o dalle farmacie che processano i test, e il suo inserimento riattiva automaticamente il Super Green pass ormai necessario per accedere in tutti i luoghi della socialità.

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Rischio burocrazia dietro l’angolo

Si tratta di una semplificazione molto attesa dopo il caos delle ultime settimane - tra code di fronte ai drive in per i tamponi e medici e Asl in affanno - anche alla luce del boom di contagiati che cresce ormai sempre di più al ritmo ormai di 200mila positivi al giorno: oggi si contano 1,6 milioni di italiani positivi e quindi la novità per poter uscire dall’isolamento domiciliare è sicuramente benvenuta. Fin qui il bicchiere mezzo pieno, perché quello mezzo vuoto prevede che il passaggio dal medico di famiglia o dalla Asl sarà comunque obbligato per avere il certificato di guarigione che sarà necessario per attivare un nuovo Green pass da guarito che sostituirà quello da vaccinato. Il rischio burocrazia è quindi sempre dietro l’angolo.

Positivi, sospensione del certificato in affanno

Anche sul nuovo meccanismo di blocco e sblocco automatico del Green pass in base a tampone positivo e negativo degli italiani non fila proprio tutto liscio. Se lo sblocco del Green pass per i guariti è una novità appena partita, il blocco del certificato verde in caso di positività è attivo da almeno un paio di settimane. E su questa procedura non mancano le segnalazioni che denunciano ritardi nella sospensione del certificato verde una volta scoperta la positività.

Quella più recente ha riguardato a esempio l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che nei giorni scorsi ha denunciato di avere il suo Super Green pass ancora valido nonostante avesse da un paio di giorni un tampone positivo. Un mal funzionamento su cui ha replicato l'assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato chiamato in causa per questa inefficienza proprio dall’ex primo cittadino della Capitale.

«La sospensione del Green pass dipende esclusivamente dal ministero della Salute, che è il soggetto che rilascia il certificato verde», ha spiegato l’assessore D’Amato. Che ha aggiunto: «Evidentemente ci sono dei tempi di latenza nazionali, di cui chiederemo spiegazioni, ma correttamente i cittadini, come ha fatto l'ex sindaco, una volta conosciuta la positività devono isolarsi».

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