istituto genovese

Passadore, la banca in utile da 130 anni senza sofferenze

di Luca Davi

default onloading pic
(Ansa)


2' di lettura

Fa ininterrottamente utili da oltre 130 anni. Non ha mai venduto una sofferenza. E quest’anno ha generato una redditività record, correndo a una velocità più che doppia rispetto alla media del settore. Banca Passadore si conferma uno dei casi più virtuosi del sistema bancario italiano. Istituto privato indipendente a trazione familiare - l’omonima famiglia detiene il 20% del capitale, mentre il resto è nelle mani di circa 180 facoltose famiglie italiane -, il gruppo basato a Genova continua a macinare risultati di tutto rispetto.

I primi riscontri contabili presi in esame dal Cda, a quanto risulta a Il Sole 24 Ore,mettono in evidenza un utile relativo al 2019 pari a oltre 27 milioni, che si traduce in un +61% rispetto al 2018 quando pure la banca aveva messo a segno il risultato migliore della storia. Merito, va detto, delle operazioni di trading sul portafoglio titoli di Stato, come avvenuto anche in altre banche. Ma anche al netto di questa voce l’utile cresce del 10% sull’anno precedente. Ce n’è abbastanza perchè la banca premi gli azionisti con un dividendo che è atteso in crescita da 30 a 35 centesimi, grazie a un Roe (Return on equity) pari al 13,74%, che si confronta con un 6,6% medio del comparto del credito.

Per la banca guidata dai due fratelli Passadore - Francesco e Augusto nei ruoli rispettivamente di ad e presidente - è la conferma di un modello di business che funziona, grazie a una buona diversificazione dei ricavi. Il 33% arriva dal margine di interesse, un altro 33% dalle commissioni di gestione e intermediazione (investimenti, fondi, gestioni) e il restante 34% dai servizi operativi, in particolare per le aziende corporate, a cui Passadore fornisce un supporto su misura grazie al sistema informatico creato e gestito internamente. Ma a consentire un risultato finanziario di tutto rispetto è anche un costo del rischio che è ai minimi del settore. Grazie all’attenta politica di erogazione dei crediti, la banca diretta dal dg Edoardo Fantino presenta un Npe ratio dell’1,96%, e senza aver mai ceduto sofferenze, quando l’Eba chiede alle banche di fare uno sforzo e scendere al 5%.

Le sfide certo non mancano, per una banca che non ha mai ceduto alle sirene del risiko e della borsa. L’innovazione tecnologica (si pensi ai alla robofinance al machine learning) e la nascita di nuovi operatori sono minacce che spaventano l’intero settore. Ai vertici di Passadore tuttavia si pensa di continuare a coltivare una nicchia di mercato di fascia alta o altissima e accompagnarla in tutti i suoi bisogni, fornendo prodotti e servizi a valore aggiunto a 360 gradi, e in maniera diretta. In questo senso l’istituto guarda in particolare a sviluppare il segmento del wealth e private. I riscontri ci sono: solo nel 2019 la clientela è cresciuta del 10%. E a cascata sono aumentati sia raccolta (+8%) che impieghi (+5%).

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti