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Passaporti, il Viminale: open day nelle questure sabato e domenica

Circolare urgente per sbloccare le criticità. «Prevenire o comunque ridurre le eventuali situazioni di disagio»

di Marco Ludovico

(Ainur - stock.adobe.com)

I punti chiave

  • Domande a raffica dopo la pandemia
  • Rilasci di documenti «a vista»
  • Uffici aperti più giorni al pubblico

3' di lettura

L’hanno chiamato «caos passaporti». In molte questure e commissariati d’Italia i tempi per il rilascio o il rinnovo del documento sono diventati lunghi, lunghissimi. Mesi di attesa, si è detto. Da qualche giorno però i questori sono stati allertati con urgenza dal ministero dell’Interno. Una circolare del dipartimento di Pubblica sicurezza, guidato dal prefetto Lamberto Giannini, chiede agli uffici territoriali di mettere la parola fine alle lungaggini. Si dovranno fare open day anche nei giorni festivi e prefestivi. Se possibile «rilasci a vista». I tempi di consegna vanno accorciati al minimo. Le giacenze delle istanze risolte al più presto.

Gli arretrati con la fine della pandemia

C’è stato, ricorda la circolare del Viminale, «un notevole incremento delle domande di rilascio presentate in questo periodo». Tra le altre cause «l’evoluzione della pandemia e la ripresa dei flussi turistici verso l’estero dopo la contrazione del biennio 2020-2021». Il Viminale riconosce e mette nero su bianco come «nel corso delle ultime settimane si sia verificato in alcune realtà territoriali un prolungamento dei tempi di espletamento delle procedure di rilascio dei passaporti». Adesso però la parola d’ordine è «prevenire o comunque ridurre le eventuali situazioni di disagio». Gli arretrati, in alcuni territori, sono diventati troppi. Non c’è più tempo da perdere.

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Open day e documenti «a vista»

I questori dovranno verificare «l’andamento dei tempi» dei rilasci dei documenti dopo le prenotazioni on line. Se risultano troppo lunghi, è chiaro, sono «indici dell’ingenerarsi di possibili criticità». Le soluzioni, in realtà, sono state già «adottate in diverse realtà territoriali». In ballo gli «open day, cioè aperture straordinarie al pubblico dei dipendenti degli “uffici passaporto” in giornate anche festive e prefestive». Aggiunge la circolare: “Gli open day sono funzionali a consentire ai cittadini di presentare l’istanza di rilascio del passaporto anche senza la preventiva prenotazione online di un appuntamento e a permettere agli uffici passaporto, laddove ne ricorra in concreto la possibilità, di emettere il documento “a vista”».

Più giorni aperti al pubblico

Agli open day il Dipartimento Ps ci crede: «Tale tipologia di interventi - che potranno essere anche ripetuti nel tempo - consente di ridurre in maniera immediata lo stock delle pratiche giacenti». Ma se il livello delle domande arretrate avesse «un carattere strutturale» potrebbero non bastare uno o più open day. I questori allora dovranno «prendere in considerazione la possibilità di estendere il numero dei giorni della settimana in cui i dipendenti degli uffici passaporto sono aperti al pubblico, garantendo in tal modo la disponibilità di un maggior numero di appuntamenti prenotabili on line per la presentazione delle domande e della relativa documentazione».

Comunicazione ampia e diffusa

Open day ed estensione dei giorni di apertura al pubblico degli uffici, raccomanda la circolare, devono essere «adeguatamente pubblicizzati anche attraverso i media locali in modo da agevolarne la fruizione da parte dei cittadini». L’obiettivo dell’efficienza degli uffici territoriali di Ps sui passaporti è prioritario. Fino a valutare la necessità di prendere personale dalle altre sezioni delle divisioni Pasi (Polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione) e anche di «altre articolazioni delle questure». Si potranno così formare «gruppi di lavoro dedicati» a sostegno degli uffici passaporto. Questo schema andrà adottato «anche nell’ambito dei Commissariati di Ps».

«Invertire la tendenza»

Il ministero guidato da Luciana Lamorgese, insomma, sollecita ogni azione per «invertire la tendenza e contenere nella norma i tempi per l’emissione dei documenti in questione». Non tutte le questure sono in condizioni di criticità ma il problema è molto diffuso. L’indicazione degli open day, peraltro, ha avuto riscontri concreti. Giornate aperte al pubblico sono state già fatte, tra le altre, a Bologna, Genova, Grosseto, Vicenza. La circolare, per conoscenza, è stata inviata anche ai prefetti. Il dipartimento Ps ha chiesto ai questori di comunicare le decisioni, monitorare i risultati, tenere i processi sotto controllo costante. Un servizio essenziale per un cittadino come il rilascio o il rinnovo del passaporto non può ammettere tempi biblici.

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