Verso il 15 giugno

Passaporto vaccinale, i ricercatori del Cnr-Irib: «Pronti a condividere la nostra esperienza sull’app per i tracciamenti»

Il Cnr-Irib mette sul piatto l'esperienza acquisita con “Tolepatì”, l'app per la sorveglianza clinica dei pazienti con Covid-19

di Andrea Carli

Covid, von der Leyen: "Certificato vaccinale per tornare a viaggiare"

2' di lettura

Il modello bancario come schema da adottare per la condivisione delle informazioni sull'immunizzazione delle persone che, in vista dell'esordio del passaporto vaccinale europeo, il 15 giugno, potranno finalmente viaggiare. «I circuiti delle banche, quelli relativi alle diverse carte di credito, sono uniformati e sicuri», osserva Giovanni Pioggia, primo ricercatore presso Cnr-Irib.

«Attualmente - continua il ricercatore - non esiste un circuito del genere unico per i dati sanitari. Un singolo fascicolo sanitario elettronico nazionale non c'è, in quanto le informazioni sono gestite in maniera frammentata dalle Regioni. Bisognerebbe uniformare un circuito sicuro, interconnesso ed interoperabile con i “nodi” della rete sanitaria, rispetto al quale un ente certificatore unico, un po' come accade nelle banche, possibilmente europeo, si potesse “prendesse la responsabilità” di attestare che le informazioni in esso contenute siano complete e validate». Una volta sciolto questo “nodo”, sarebbe sufficiente un'app, che produce un codice QR da presentare in caso di controllo. «Basterebbe un breve periodo di lavoro per realizzarla», assicura Pioggia.

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Il modello Breton

La soluzione va nella direzione dello schema delineato dal commissario europeo Thierry Breton. Il certificato, ha spiegato il responsabile del Mercato interno e a capo della task force sui vaccini, dovrebbe essere disponibile sia in formato cartaceo sia digitale in ogni Paese dell'Ue. E funzionare così: dotato di un codice QR, conterrà l'indicazione sul tipo di vaccino ricevuto. Non sarà però un passaporto strettamente vaccinale: in alternativa, il documento segnalerà infatti se si ha già avuto la malattia e si hanno dunque gli anticorpi contro il Covid. Il documento potrà essere richiesto per prendere un aereo, per partecipare a eventi o per entrare in un luogo pubblico. Non sarà tuttavia obbligatorio, ha promesso Breton. In mancanza del certificato basterà presentare, ove richiesto, un test negativo al Covid, come peraltro già oggi succede per molti spostamenti all'interno dell'Unione europea.

Speranza al G7, lavoriamo per Green pass in estate

«Bisogna accelerare la discussione sul “green pass” per arrivare ad una soluzione prima dell'estate, in modo da permettere la mobilità in maggiore sicurezza», ha sottolineato da parte sua il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo in videoconferenza alla riunione del G7 dei ministri della Salute. Al centro del confronto, ha reso noto il ministero della, la sanità digitale e il certificato vaccinale, sia a livello europeo, che su scala globale.

L'esperienza di Tolepatì

In vista dell’esordio del passaporto vaccinale europeo, la ricerca italiana alza dunque la mano e si dice pronta a dare un contributo nello sviluppo dell'applicazione per viaggiare all'estero. Il Cnr-Irib in particolare mette sul piatto l'esperienza acquisita con l'app per la sorveglianza clinica dei pazienti con Covid-19. Messa in campo ad aprile dello scorso anno, “Tolepatì”, è questo il nome della piattaforma digitale predisposta grazie al lavoro congiunto di specialisti pneumologi e bioingegneri, intercetta lo stato di salute e le potenziali situazioni di crisi, come la dispnea, acquisendo dati raccolti dal paziente con dispositivi medici per la misurazione della saturazione dell'ossigeno, della frequenza cardiaca e temperatura corporea. «Grazie dei valori di soglia pre-impostati - spiega l'ingegnere - può inviare Alert che avvisano il personale medico di una criticità fisiologica in corso ed è pensato per essere usato dal personale sanitario al fine di procedere ad interventi e ricoveri più mirati e tempestivi».

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