Ordinanze

Lombardia, guanti sui mezzi pubblici. In Campania mascherine: cosa si può fare regione per regione

Nonostante il Governo abbia delineato con un nuovo Dpcm un piano per ripartire dal 4 maggio, non mancano le ordinanze delle Regioni che anticipano su alcune riaperture

di Andrea Carli

Coronavirus, ecco chi sono congiunti che si possono incontrare

Nonostante il Governo abbia delineato con un nuovo Dpcm un piano per ripartire dal 4 maggio, non mancano le ordinanze delle Regioni che anticipano su alcune riaperture


13' di lettura

Cosa si può fare? E dove? Domande che non sembrano fuori luogo in questi giorni di transizione dalla fase uno di gestione dell’emergenza coronovirus, alla fase due. Mentre infatti il Governo, dopo una trattativa non facile con le parti sociali e gli enti locali, ha messo nero su bianco un nuovo Dpcm nel quale ha delineato la fase due nella gestione dell’emergenza coronavirus, a partire dal 4 maggio, alcune regioni hanno deciso di anticiparlo e di portarsi avanti con le aperture. Una vera e propria fuga in avanti, con in prima fila il fronte del Nord.

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Boccia: dal 18 maggio possibili scelte differenziate
«Chi sbaglia si assumerà la responsabilità dell'aggravamento della condizione sanitaria del proprio territorio», ha sottolineato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. In un incontro in videoconferenza con le regioni che si è svolto il 29 aprile ha chiesto «ordinanze regionali coerenti con il Dpcm. In base al monitoraggio delle prossime settimane - ha poi aggiunto - ci potranno essere dal 18 maggio scelte differenziate» tra le regioni sulle riaperture di attività. «Il principio - ha chiarito - è: “contagi giù uguale a più aperture, e viceversa”. Se ci sono ordinanze non coerenti - ha sottolineato Boccia - invio una diffida, una lettera con la scheda indicando le parti incoerenti e la richiesta di rimuoverle. Se non avviene sono costretto a ricorrere all’impugnativa al Tar e alla Consulta».

Il braccio di ferro tra Governo e Regioni sui tempi delle aperture aumenta la confusione dei cittadini, che si chiedono dove è possibile acquistare un piatto d’asporto, o raggiungere già da ora la seconda casa, o farsi una nuotata al mare. Incertezza che può tradursi in manifestazioni di malcontento e insofferenza crescente. E forse non è un caso che, con poco preavviso, Conte nelle ultime ore abbia scelto di recarsi nel cuore della crisi Covid-19: la Lombardia governata da quell’Attilio Fontana con cui i rapporti sono stati perlomeno altalenanti.

Conte: iniziative improvvide enti locali illegittime
In occasione dell’informativa sull’emergenza coronavirus in aula alla Camera del 30 aprile, il presidente del Consiglio ha bollato come «illegittime» le iniziative «improvvide» degli enti locali. «Nelle prossime ore - ha aggiunto - il ministro della Salute emanerà un provvedimento per definire criteri e specifiche soglie di allarme per una valutazione accurata della tendenza al contagio in ciascuna area del Paese. Una volta che saranno definiti questi criteri sarà possibile anche un allentamento delle misure restrittive circoscritto su base territoriale, dove la situazione epidemiologica appare meno critica».

Lo strappo del Veneto: si possono raggiungere le seconde case
Rimane il fatto che le Regioni del Nord continuano a smarcarsi dalle scelte dell’esecutivo. Il caso più emblematico è quello del Veneto: prima la Regione guidata dal leghista Luca Zaia ha deciso di far ripartire subito la vendita di cibo e bevande per asporto, senza aspettare il 4 maggio come prevede invece il provvedimento dell’esecutivo (la stessa scelta è stata fatta da Abruzzo, Marche, Toscana e Liguria). «Stiamo portando avanti un’idea per la rapertura dei ristoranti», ha poi spiegato Zaia (nel piano dell’esecutivo dovrebbero aprire il 1 giugno).

Poi, con una nuova ordinanza, ha deciso di consentire lo spostamento individuale nella Regione per raggiungere le seconde case di proprietà o le barche ormeggiate fuori del Comune di residenza per manutenzione e riparazioni. A seguire un ulteriore chiarimennto di Zaia: «Nelle seconde case si va individualmente, da soli, per controllare se ci sono dei lavori da fare, non si alloggia lì e si torna a casa». Il 1° maggio Zaia ha precisato che le ordinanze introdotte dal Veneto «non sono in contrasto con il Dpcm ma vogliono portare un principio di buon senso e rispetto nei confronti del cittadino».

E ha dichiarato che «le battaglie legali non portano a nulla. Non facciamo ordinanze per cercare prove muscolari o per buttarla in politica. A me sembra che il ministro Boccia, in rappresentanza del Governo, abbia compreso le nostre volontà; penso che per la quasi totalità delle misure oggetto di ordinanza ci sia la possibilità di dimostrare un allineamento col Dpcm per cui non le ritiriamo». Nei chiarimenti forniti dal Veneto alle “faq” sulle misure introdotte dalle ultime due ordinanze della Regione e sugli stessi Dpcm di riferimento normativo si precisa che sarà consentita anche alla pesca sportiva, perché equiparabile all’attività motoria (purché nel rispettodel distanziamento e nel comune di residenza), e sì agli spostamenti per la manutenzione dei camper, anche fuori del comune, perché assimilabili alle attività permesse nelle case di vacanza.

Toscana, si può fare jogging, ma i parchi sono chiusi
Un’ordinanza firmata dal governatore Enrico Rossi il 29 aprile autorizza l’attività motoria nel perimetro comunale della propria abitazione, a patto che non si faccia uso dell’auto. Niente attività sportiva agonistica. Per l’attività motoria si può anche salire in bici, elettrica compresa, solo con le persone con cui si vive, evitando assembramenti.

Vietata la passeggiata in bici con amici. Possono passeggiare insieme le persone che dall’inizio del lockdown vivono nella stessa abitazione, con tutti gli altri è obbligatorio il distanziamento. Restano chiusi i parchi cittadini. Chi trasgredisce rischai da 25 a 500 euro di multa per «inosservanza del provvedimento dell’autorità». É stata difusa una falsa ordinanza regionale toscana che revocava la possibilità di passeggiare e andare in bicicletta. Ma era un fake per il quale l’Avvocatura regionale è stata già investita. É in arrivo una denuncia per falso materiale e ideologico.

Lazio, mascherine obbligatorie su bus e metro
Dal 4 maggio cauto allentamento del lockdown nella Capitale bus e metro fino alle 23.30, esercizi commerciali aperti fino alle 21.30 ma take away e delivery consentiti anche oltre, ora di punta spalmata dalle 8.30 alle 11.30 e l'80% dei dipendenti capitolini in smart working.

E poi stazioni, bar e locali sorvegliati speciali con droni a sorvolare i parchi che iniziano a riaprire i cancelli, prime fra tutte Villa Borghese e Villa Pamphilj. Sui mezzi del trasporto pubblico obbligo di mascherina, capienza al 50% su ogni mezzo, installazione di dispenser con gel igienizzante nelle stazioni e possibilità di saltare le fermate se il mezzo è già pieno. Nei locali che riapriranno la regione ha dettato regole stringenti: obbligo per i clienti e per il personale di indossare guanti e mascherine, distanziamento, gel igienizzante.

Vietato il consumo sul posto in bar, pub, ristoranti, rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio, paninoteche, yogurterie, piadinerie che dovranno attenersi a norme per la produzione, il confezionamento e la vendita di cibo e bevande da asporto. Sia il take away che il delivery, precisa il vademecum della Regione, non sono sottoposti alla limitazione oraria delle 21,30 alla quale invece si devono attenere gli esercizi commerciali.

L'ora di punta sarà spalmata su tre fasce (dalle 8.30 alle 11.30), le aperture degli uffici rimodulate non solo nell'orario ma anche nei giorni della settimana e sarà incentivato lo smart working. Verrà agevolata anche la mobilità alternativa come car-scooter e bike sharing e le due ruote, con l'allestimento da parte del Campidoglio di 150 km di corsie per bici. Il tutto per allentare la pressione sul traffico. Anche in questo senso il comune ha disposto l’apertura delle Ztl fino la 31 maggio.

Emilia Romagna, ok agli allenamenti individuali i calciatori
I calciatori di Spal, Bologna, Parma e Sassuolo, da lunedì, potranno tornare nei rispettivi centri sportivi per allenarsi, sia pure individualmente. Lo prevede l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Le sedute dovranno svolgersi «nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse», equiparando gli atleti delle discipline individuali a quelli che praticano sport di squadra.

Piemonte, no take away e seconde case
I take away di cibo resteranno chiusi invece anche dopo il 4 maggio in Piemonte e non saranno consentiti gli spostamenti verso le secondo case all’interno della regione. «I medici e gli scienziati - ha spiegato il governatore Alberto Cirio - ci dicono che è necessario in questo momento mantenere una linea di rigore. Una linea che confermiamo e che va di pari passo con la consapevolezza che il Piemonte ha bisogno di ripartire e di un nuovo equilibrio».

Lombardia, al lavoro per consentire celebrazione messe
Se il Veneto anticipa, la Lombardia , anch’essa a trazione leghista, non è da meno. Il governatore Attilio Fontana ha firmato un’ordinanza con nuove direttive per l’apertura dei mercati scoperti che si applicano dal 29 aprile.

Una nuova ordinanza impone che a bordo dei mezzi di trasporto pubblico, poi, fino al 31 agosto, sia obbligatorio l'utilizzo di guanti e mascherine, che è il passeggero a doversi procurare. In particolare, si legge che «i sedili da non utilizzare sono contrassegnati da segnali ben visibili; igienizzazione, sanificazione e disinfezione dei mezzi, infrastrutture e stazioni vengono effettuate almeno una volta al giorno; gli ascensori della metropolitana e delle stazioni ferroviarie sono destinati in via prioritaria alle persone a ridotta mobilita'; è sempre consentito il trasporto di monopattini, biciclettepieghevoli e altri dispositivi di micromobilità elettrica».

E sta pensando di autorizzare le messe, superando in questo modo il governo su un dossier molto delicato, sul quale l’esecutivo nelle ultime ore si è scontrato con l’episcopato italiano. Del resto sul punto il governo stesso è al lavoro su un protocollo sulla sicurezza per garantire la salute di tutti i fedeli. La prima apertura alla celebrazione di messe nella Fase 2 potrebbe essere quella di farle all'aperto, sempre nel rispetto delle distanze e con l’uso di mascherine e guanti. È quanto indica Avvenire, il quotidiano dei vescovi, secondo il quale «un primo segnale» in questa direzione potrebbe arrivare dal 4 maggio.

Anche con la riapertura parziale della città che inizierà da lunedì a Milano le zone a traffico limitato, Area B e Area C, rimarranno sospese, ha stabilito il sindaco, Giuseppe Sala, con un'ordinanza. Sospensione prorogata per le due Ztl, quella del centro città, Area C, e quella che coinvolge quasi tutta Milano, Area B, fino al 31 maggio. Il provvedimento del Comune riguarda anche la sosta che rimane “libera e gratuita” fino al 31 maggio, «negli spazi di sosta riservati ai residenti, le cosiddette strisce gialle, e negli spazi di sosta a pagamento, le strisce blu, su tutto il territorio cittadino».

Il sindaco di Opera, Antonino Nocera, ha firmato un'ordinanza, valida dal 1° al 17 maggio, per la quale «è fatto obbligo per tutti i cittadini di rimanere nelle loro abitazioni» salvo motivi di lavoro, di salute e situazioni di necessità come gli incontri con i congiunti. L'ordinanza vieta anche «ogni tipo di attività ludica, ricreativa e sportiva svolta all'aperto in luoghipubblici e aperti al pubblico», oltre a continuare a tenere chiusi parchi e cimiteri e a vietare di sedersi sulle panchine.

in Trentino riaprono chiese per preghiere personali
Dal 30 aprile riapriranno le chiese della Diocesi di Trento per la sola preghiera personale. Lo ha disposto l'arcivescovo Lauro Tisi, sentite anche le autorità provinciali e l'Azienda sanitaria. Resta in vigore il divieto di qualsiasi forma di preghiera comunitaria e di qualsiasi convocazione dei fedeli. Dal 27 aprile in Trentino genitori con figli minori, così come anziani e disabili con i loro accompagnatori, possono passeggiare nelle vicinanze della propria abitazione. Lo ha previsto una nuova ordinanza del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (Lega).

È anche possibile coltivare orti e terreni anche fuori dal proprio Comune di residenza, ma solo una persona alla volta. Si può fare acquisti nei negozi sul tragitto da casa al lavoro, anche fuori dal proprio Comune di residenza, e usare le piste ciclabili per andare e tornare dal lavoro. Il provvedimento consente anche l’accesso ai negozi florovivaistici, nel proprio Comune o in quello più vicino, con l’obbligo di indossare la mascherina. Il dispositivo dovrà essere indossato anche per l’accesso ai mercati (sono aperti solo quelli alimentari ma senza bancarelle che preparano cibo pronto al consumo), e anche negli uffici pubblici e nei luoghi pubblici.

Da mercoledì 29, è prevista un’altra piccola novità: l’acquisto ed il ritiro di cibo da asporto, con prenotazione telefonica. Il cibo ordinato, però, andrà consumato nella propria abitazione dopo averlo prelevato indossando la mascherina.

Scatta ordinanza, diportisti Trieste tutti in barca
Dopo quasi due mesi chiusi in casa, ai triestini non è sembrato vero uscire e spingersi fino alla barchetta ormeggiata lungo le Rive per prepararla in vista dell’estate. Certo, non si può andare per mare - è consentito per ora solo un giro di prova - ma intanto gli scalpitanti cittadini possono almeno annusare l’aria di mare, grazie alle minori limitazioni imposte dall’ordinanza del Governatore Fedriga, che ha autorizzato la manutenzione delle barche da diporto e delle darsene.

In Emilia Romagna i bagni in mare restano vietati
Accanto alle situazioni in cui le Regioni vanno ad anticipare il governo sulle riaperture, ci sono quelle in cui le regioni, in una curiosa inversione delle parti, frenano sulle aperture del governo. È il caso ad esempio della possibilità di fare il bagno al mare.

Nelle “faq” sul decreto “#iorestoacasa” pubblicate sul sito del governo, l’esecutivo ha chiarito che chi abita al mare può fare il bagno, se non è vietato da ordinanze locali, e che questa possibilità è vigente dall’inizio della fase 1. Poco tempo dopo la pubblicazione di questo chiarimento, l’assessore al Turismo dell’Emilia Romagna ha sottolineato che non è consentito fare bagni in mare, né passeggiate.

Le regole in vigore nella Regione, ha spiegato, «non consentono di allontanarsi dalle immediate vicinanze della propria abitazione se non per comprovati e validi motivi e non è prevista la possibilità di accedere all’arenile. Naturalmente - ha concluso Corsini - dal 4 maggio qualcosa cambierà, per quanto riguarda le più stringenti misure di prevenzione per ostacolare la diffusione del Covid-19, ma fino ad allora in Emilia-Romagna valgono le norme che attualmente sono in vigore».

Anche in Sardegna occorre aspettare il 4 maggio
Una situazione sostanzialmente analoga si è verificata in Sardegna. Nonostante l’indicazione dell’esecutivo, nell’isola fino al 3 maggio si applica l’ordinanza regionale numero 19 del 3 aprile, che proibisce di andare nelle spiagge. Sarà possibile farlo dal 4 maggio, anche per chi non abita vicino alla riva. Per andare a farsi una nuotata dunque sarà consentito anche spostarsi lontano dalla propria abitazione.

Chi arriva in Basilicata farà tampone
Chi entrerà in Basilicata «da fuori regione» dovrà sottoporsi al tampone: lo stabilisce un’ordinanza emessa dal presidente della Regione, Vito Bardi, e che contiene «ulteriori misure di contrasto e prevenzione» per arginare l’epidemia di coronavirus. L’ordinanza prevede, inoltre, che chi arriva in Basilicata, «anche se asintomatico», comunichi la sua presenza e rimanga in «isolamento fiduciario» per 14 giorni.

L’ordinanza, la numero 20, lascia invariati i contenuti delle altre misure statali e regionali già in vigore. È stabilito che chi arriva in Basilicata comunichi la sua presenza al medico di base, al pediatra o al numero verde della Regione; che stia in isolamento fiduciario per 14 giorni, «con divieto di contatti sociali, spostamenti o viaggi». E che si sottoponga al tampone: con il risultato negativo, «la permanenza domiciliare termina». Le disposizioni non si applicano per esigenze lavorative, «per assoluta urgenza ovvero per motivi di salute e per attività inerenti ad organi costituzionali, di funzioni pubbliche anche di natura elettiva, comprese quelle inerenti gli incarichi istituzionali».

Dal 30 aprile in Calabria bar aperti con tavoli esterno
Nonostante il coro di no, dal 30 aprile in Calabria è «consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto». È quanto previsto da un’ordinanza per la fase 2 firmata dalla governatrice della Calabria, Jole Santelli, per la quale è stata già annunciata l’impugnazione.

Secondo l’ordinanza, queste stesse attività «possono essere riattivate presso gli esercizi che rispettano le misure minime “anti-contagio” e ferma restando la normativa di settore». L’ordinanza non è piaciuta ad alcuni comuni della regione. A Carlopoli, nel Catanzarese, il sindaco Mario Talarico in un avviso contesta l'atto e aggiunge che si atterrà a quanto previsto dai Dpcm del 10 e 26 aprile. Il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, annuncia la non applicazione mentre il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, si riserva di impugnare il provvedimento.

In Campania si sperimenta avvio fase 2
Per l’allentamento del lockdown che scatta il 4 maggio il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha stabilito con ordinanza lo scaglionamento dei dipendenti negli uffici pubblici per evitare affollamenti sui mezzi pubblici. Ha inoltre annunciato l’obbligo di indossare la mascherina fuori casa.

La Campania ha cominciato a sperimentare l’avvio della fase 2: dal 27 aprile prodotti “tipici”, come pizze e caffè, ma anche cornetti ed arancini, sono stati nuovamente gustati, ma non al tavolo o recandosi in pizzeria o al ristorante. Dalle 16 alle 23 alle pizzerie e dalle 7 alle 14 a bar e pasticcerie potranno essere fatte solo ordinazioni telefoniche o online. Funziona insomma esclusivamente il delivery con consegna da parte di personale con le dovute protezioni.

Non tutti però riaccenderanno i forni. Molti pizzaioli hanno deciso di aspettare la possibilità di riaprire i loro locali - anche se con le restrizioni legate alla distanza tra i tavoli e alle misure di protezione per il personale - perchè non ritengono conveniente un via libera solo con la consegna a domicilio. Riaperte, per mezza giornata nella fascia mattutina, librerie e cartolerie, con una “raccomandazione” nel privilegiare le consegne a domicilio. Via libera, atteso da molti per passeggiate e corse con le mascherine, in compagnia di familiari stretti ma a distanza di due metri ed in fasce orarie specifiche (dalle 6,30 alle 8,30 di mattina e dalle 19 alle 22 di sera).

Lettera Musumeci a Conte per aperture in Sicilia
Il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, sta mettendo a punto una lettera con la quale chiederà al premier Conte «di consentire il riavvio di alcune attività in considerazione del minor numero di contagi». Lo ha annunciato l’assessore alle Attività produttive della Sicilia, Mimmo Turano, che su indicazione di Musumeci ha sentito in videoconferenza le associazioni di categoria dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Per Turano «il nuovo Dpcm è stato per tutti una doccia fredda, in particolare per le categorie produttive siciliane che non saranno in grado di resistere a un prolungamento del lockdown».

Puglia, subito libertà di spostamento per la pesca amatoriale
In Puglia sarà possibile spostarsi per dedicarsi alla pesca amatoriale e alla manutenzione delle seconde case. L’ordinanza è stata firmata nel pomeriggio del 28 aprile dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in vista della “fase 2” dell’emergenza coronavirus. La libertà di spostamento per attività di pesca e di manutenzione e riparazione di imbarcazioni da diporto entra in vigore da mercoledì, quella per la manutenzione delle seconde case dal 4 maggio. Nell’ordinanza è consentita da mercoledì e sino al 17 maggio anche l’attività di asporto per ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie con l’obbligo di rispettare la distanza di un metro e quella da parte degli esercizi di toelettatura degli animali, «purché il serviziovenga svolto per appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone».

Aggiornato il 1° maggio alle ore 18,30

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