ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIntervista al fondatore di illimity

Passera: «Le banche raccolgono il frutto di quanto fatto negli anni, ma rischi di credit crunch»

Corrado Passera commenta il senso e il contesto di questi primi sei mesi da incorniciare per le banche italiane

di Marco Ferrando

Fondatore. Corrado Passera Al centro dell'attenzione. La Bce protagonista con le prossime mosse sui tassi

3' di lettura

«Raccogliamo i frutti di quanto fatto negli ultimi anni: oggi il settore bancario italiano è sano, capitalizzato e con bilanci puliti. Adesso, anche grazie alla leva del margine di interesse, è nelle migliori condizioni per ulteriori investimenti». Corrado Passera commenta con Il Sole 24 Ore i risultati, il senso e il contesto di questi primi sei mesi da incorniciare per le banche italiane, scanditi da target ritoccati al rialzo e utili in crescita che hanno visto protagonista anche la “sua” illimity, di cui è fondatore e ad, che nel primo semestre ha registrato utili in aumento a 52,2 milioni (+66%) e attivi saliti a 6,7 miliardi (+31%), trainati in particolare dalla crescita dei finanziamenti alle Pmi su cui la banca è specializzata.

Dunque tutto vero, non solo una parentesi fortunata?
È un risultato raggiunto, lo dicono anche gli esiti degli stress test di Eba e Bce di settimana scorsa. Ora le banche italiane sono equipaggiate al meglio per affrontare momenti meno facili che occorre mettere in conto: il contesto macro, l’inflazione e la corsa dei tassi avranno un impatto in termini di cattivo credito. Però questa volta ritengo sia ampiamente sopportabile dal sistema.

Loading...

In illimity quali segnali state registrando?
Guardando alle aziende medie, grandi esportatrici, vediamo ancora una grande richiesta di credito per progetti di crescita, percepiamo grande dinamismo che trova le risorse necessarie. Ma i numeri complessivi del sistema ci parlano di un raffreddamento, il credit crunch è un rischio concreto soprattutto per le imprese meno grandi.

Tutta colpa della Bce e della corsa dei tassi?
È evidente che sui tassi c’è un punto in cui i costi sociali ed economici superano i benefici in termini di inflazione, e tutto si gioca sul trovare il giusto punto di equilibrio. Credo che ora sia il momento di aspettare di vedere gli effetti sull’economia degli aumenti fatti. Detto questo, non credo sia opportuno criticare una banca centrale dopo che le si è affidata in toto la cura dell’inflazione.

C’è chiaramente un problema di sostenibilità, su tutti i piani. Ma siamo al solito scaricabarile tra politica e politica monetaria...
Certo oggi più che mai sentiamo il bisogno, e anche troppo spesso la mancanza, di una regia complessiva. Gli strumenti sono diversi, ma devono essere usati insieme, da parte delle banche centrali, ma anche dei governi, che devono essere capaci di inserire la propria azione nei megatrend del momento. Siamo in un groviglio di incertezze, dal lavoro alla tecnologia, dalla geopolitica al clima, è una fase storica carica di opportunità, ma anche di rischi. Dobbiamo agire su tutte le leve.

Compreso il credito.
Appunto. È fondamentale, soprattutto a medio periodo se vogliamo realizzare progetti strategici come quelli per la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile. Ed è proprio qui che ci può essere un terreno d’incontro tra banche centrali, banche private e governi, che possono contribuire in misura rilevante con politiche industriali e fiscali di premio agli investimenti.

Torniamo alle banche: resterà la spinta all’innovazione o si siederanno sugli allori?
Negli ultimi anni il settore si è trasformato e dovrà continuare a farlo, puntando sempre più sull’innovazione, indispensabile per gestire il cambiamento e trasformarlo in opportunità. Oggi gran parte del sistema bancario ha raggiunto livelli di efficienza elevati, ma resta comunque legato a tecnologie passate: quelle del futuro sono alla portata di tutti, anche dei più piccoli, quindi la partita non è mai stata così aperta. In illimity abbiamo per esempio perfezionato a giugno una partnership con Engineering che consentirà di offrire sul mercato tutto ciò che abbiamo sviluppato e che continueremo a sviluppare in cloud e in open architecture. Ogni banca ha sue esigenze molto specifiche ma percepiamo notevole interesse da parte di tanti operatori.

C’è molta euforia da cedole e buyback.
La Borsa premia i risultati sul breve: ne dobbiamo prendere atto, e poi ognuno si muove come ritiene. Noi continuiamo ad investire e hype, b-ilty e quimmo ci daranno soddisfazioni.

Questa rinnovata profittabilità rallenterà eventuali ulteriori consolidamenti?
Non c’è per forza un nesso. Mi aspetto comunque che una parte delle risorse che vediamo oggi distribuite al mercato siano in futuro destinate ad investimenti per innovare ancora di più sistemi e business. E magari per costruire progetti di consolidamento europeo.

Riproduzione riservata ©

loading...

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti