Cultura digitale

Passi avanti in Europa a favore della digitalizzazione del Patrimonio Culturale

di Roberta Capozucca


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4' di lettura

Ventiquattro nazioni dell'Unione hanno firmato la “ Declaration of Cooperation on Advancing Digitisation of Cultural Heritage ”, un documento che si colloca nel cuore della negoziazione europea per il prossimo settennio di lavoro (2020-2017) e pone l'accento sulla necessità di accelerare l'utilizzo delle tecnologie a salvaguardia del patrimonio culturale europeo. La Dichiarazione si inserisce all'interno della terza edizione dei Digital Day , l'evento che si è tenuto a Bruxelles con l'obiettivo di sollecitare la cooperazione e gli investimenti digitali in aree considerate chiave per l'economia e la società europea. Oltre alla “Declaration of Cooperation on Advancing Digitisation of Cultural Heritage”, infatti, gli stati membri hanno firmato anche altri due accordi di cooperazione: uno sull'occupazione femminile nel settore ICT, che oggi conta solo per il 15% in tutta Europa (“Empowering women's participation in digital”) e uno per lo sviluppo e l'implementazione delle tecnologie digitali per il settore agricolo e per le zone rurali (“Building a smart and sustainable digital future for European agriculture and rural areas”).

Di cosa si tratta. La “Declaration of Cooperation on Advancing Digitisation of Cultural Heritage” fa il punto sullo stato dell'arte e sulle opportunità che le tecnologie digitali offrono per la protezione del patrimonio, per una sua maggiore conoscenza e per lo sviluppo di altri settori, come ad esempio il turismo culturale. Questo documento invita gli Stati a lavorare insieme lungo tre assi: la digitalizzazione in 3D di artefatti, siti e monumenti, l'utilizzo delle risorse culturali già digitalizzate per migliorare la partecipazione delle comunità alla vita culturale e sviluppare la capacità del settore culturale di generare ricadute anche in altri settori attraverso la cooperazione transnazionale e cross-settoriale. La Dichiarazione è solo l'ultimo di un lungo processo di sensibilizzazione iniziato con la prima Raccomandazione del 27 ottobre 2011 ( Commission Recommendation on the digitisation and online accessibility of cultural material and digital preservation ), con cui la Commissione richiedeva maggiore attenzione all'utilizzo di tecnologie per favorire l'inclusione e l'accessibilità al patrimonio culturale. L'accessibilità al patrimonio culturale, anche attraverso mezzi digitali, è stato anche uno degli obiettivi fondanti dello European Year of Cultural Heritage 2018 , il quale ha prodotto il recentissimo European Framework for Action on Cultural Heritage , che ancora di più spinge le politiche e i fondi europei in questa direzione.

Nell'ultimo periodo di lavoro (2014-2020), l'Unione europea ha investito circa 256.000.000 € in ricerca e supporto per la digitalizzazione del patrimonio culturale, principalmente attraverso il Programma Quadro Horizon2020 e il Connecting Europe Facility (CEF), il fondo per gli investimenti infrastrutturali dell'Unione. Tra le iniziative più importanti che quest'ultimo ha finanziato c'è Europeana : la piattaforma inaugurata nel 2009, che dà accesso a più di 53 milioni di documenti digitali provenienti dalle collezioni di oltre 3,700 istituzioni culturali europee (biblioteche, musei, archivi e gallerie). Di Horizon 2020, invece, bisogna ricordare l'azione specifica “ Europe in a changing world – Inclusive, Innovative and Reflective Societies ”, che con un investimento totale di circa 40.000.000 €, ha supportato 12 progetti nelle seguenti linee d'azione: “Cost-effective technologies for advanced 3D modelling” (Reflective 7, 2014), “Innovation Ecosystems of Digital Cultural Assets” (Reflective 6, 2015), “Virtual Museums and social platform on European digital heritage, memory, identity and cultural interaction” (Cult Coop 8, 2017) ( qui la lista di tutti i progetti finanziati ). Altre call hanno riguardato la capacità di accrescere le sinergie tra creativi ed esperti di tecnologie: H2020 ICT Calls for proposals: supporting ICT transfer to the European creative industries dal valore di 24.000.000 €, Call for Research and Innovation Actions to support creative processes in the creative industries dal valore di 20.000.000 € e Call for Innovation Actions to support ICT innovative Creative Industries SMEs , dal valore totale di 14.000.000 €.

In merito alla Dichiarazione, alla sua funzione e ai prossimi passi per l'introduzione di politiche e budget dedicati, Erminia Sciacchitano della Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione Europea ha commentato così: “questo tipo di Dichiarazioni sono fondamentali per la cooperazione europea, soprattutto per quanto riguarda temi come la digitalizzazione del patrimonio culturale ed è importante che anche in Italia si dedichi finalmente più attenzione alla cosiddetta fase ascendente, ovvero al dibattito fra le istituzioni comunitarie e gli Stati che porta alle decisioni, sia di policy che di allocazione di fondi. Bisogna ricordare che la cultura è primariamente competenza degli Stati membri, ma che l'Unione europea può incoraggiare la loro cooperazione e, se necessario, appoggiarne e integrarne l'azione per la conservazione e la salvaguardia del patrimonio culturale di importanza europea. In particolare modo, con questa Dichiarazione, si mettono a fuoco quelle priorità e quelle azioni dove la cooperazione europea può fornire un valore aggiunto rispetto all'azione dei singoli Stati. Si tratta di alcune sfide specifiche: ad esempio, per quanto riguarda la documentazione 3D del patrimonio, bisogna lavorare agli standard e migliorarne l'interoperabilità, le sue condizioni di conservazione e la sua accessibilità anche a fini didattici. Parlare di cifre e budget per lo sviluppo delle tecnologie per il settore culturale nel prossimo periodo di lavoro (2020-2027) è ancora prematuro, quello che possiamo sicuramente dire è che questa Dichiarazione è un'importante presa di consapevolezza da parte degli Stati europei”.

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